Infanzia e primi segnali

Ho deciso di iniziare il racconto della gestione di Ale dal principio, perché ogni bambino è a se, ha la sua storia, il suo percorso, i suoi tempi

Ale ha sempre avuto problemi con il sonno, fin dalla nascita, dormiva pochissimo e per una dormigliona come me non è stato affatto facile abituarmi ai suoi ritmi, mi ricordo che ad un certo punto il pediatra mi prescrisse il Nopron, che ora non è più in commercio, ma che 11 anni fa si usava per cercare di far dormire i cuccioli, per lui era acqua fresca, niente, nessun beneficio, e allora me ne feci una ragione e mi feci bastare le ore di sonno che mi concedeva, ha iniziato a dormire con più regolarità intorno ai 4 anni, anche se si svegliava parecchie volte per notte e dopo i 6 anni finalmente ha iniziato a dormire tutta notte.

Ale è sempre stato un bambino con una proprietà di linguaggio notevole, tutte le sue maestre sia del nido che della scuola materna ci facevano notare questo particolare, ma noi non avendo paragoni in famiglia, in quanto lui è stato il primo figlio e il primo nipote, non notavamo questa differenza abissale.
Una cosa però notavamo,  lui oltre ad essere in movimento perpetuo e senza paura, quando era impegnato in qualsiasi attività, che per lui valeva la pena, non sentiva i suoi bisogni fisici; non aveva fame, non aveva sonno, non aveva sete, non si accorgeva neanche che doveva andare in bagno, si estraniava nel suo mondo, era come se accendesse un interruttore nella sua testa per cui tutte le funzioni vitali erano annullate e si ripresentavano solo ad attività finita quando l’interruttore si spegneva
E li abbiamo assistito a scene epocali, a corse in bagno degne di Flash Gordon, e anche a fallimenti a pochi millimetri dal traguardo, e ci chiedevamo il perché di questo comportamento, non riuscivamo proprio a capirlo
Le fasi del nido e della scuola materna sono passate senza grandi problemi, era un bambino come gli altri, giocava con tutti, partecipava alle attività, insomma tutto liscio, contrariamente ad alcuni bambini APC,  Ale, non aveva imparato a leggere alla scuola materna, ma mi ricordo che aveva capito il concetto delle decine e contava, contava, contava, iniziava da 1 fino a superare il 100
Con l’inizio della prima elementare sono usciti i primi problemi, i quaderni non erano curati, e qui ci sta era solo all’inizio, mi ricordo che durante i primi colloqui di dicembre le maestre mi avevano riferito una sua  stanchezza, loro la attribuivano all’entrata alla primaria, e dicevano che era partito come una scheggia e si era spento piano piano, ma mi avevano tranquillizzata dicendo che aveva solo bisogno di riposo e che a gennaio, al rientro dalla pausa natalizia, si sarebbe ripreso
Ma non successe niente di tutto questo, a fine gennaio prima della consegna della pagella, la maestra di Italiano mi manda a chiamare per un colloquio individuale, non vi nascondo che un filo di ansia mi era venuta, insomma ci eravamo viste a metà dicembre e poco più di un mese dopo mi vuole rivedere; mi ricordo ancora che mi aveva dato appuntamento durante l’orario scolastico e che mi aveva ricevuto nell’aula di informatica, io le chiesi cosa c’era che non andava e lei mi disse che era in difficoltà, doveva dare un voto ad Ale ma non sapeva cosa fare
Se faceva la media tra scritto e orale il voto sarebbe stato insufficiente, tanto era il divario tra queste due esposizioni, in orale era bravissimo, con un linguaggio curato, attento e preciso, nello scritto era completamente il contrario, e lei stava chiedendo a me cosa doveva fare
Io le risposi che se lui meritava l’insufficienza doveva dargliela e che avremmo lavorato sullo scritto, anche se già lo seguivo a casa ogni giorno, mi diede dei compiti extra da fare, doveva scrivere tante volte le lettere dell’alfabeto per allenarsi
Le pagelle arrivarono e non ebbe nessuna insufficienza, ma comunque persisteva quel suo strano atteggiamento, stava attento all’inizio della lezione e poi si perdeva nel suo mondo, eppure i compiti eseguiti in classe non presentavano errori, e le maestre non sapevano dare una risposta a questo mistero, sapeva tutte le lezioni, faceva i riassunti orali delle lezioni precedenti senza perdersi un particolare, eppure era sfuggente, distante, disordinato, utilizzava male lo spazio sul foglio
Decidemmo di lasciargli il suo tempo per interiorizzare le regole della scuola, perché era educato, rispettoso, rispettava i compagni e le maestre ci dissero che molto probabilmente aveva bisogno dei suoi tempi
Erano anche iniziati i primi episodi di bullismo nei suoi confronti e anche questo incideva sul suo profitto scolastico, sgambetti, dispetti di vario tipo, che lo destabilizzavano molto, vedevo che soffriva, che non riusciva a capire perché degli altri bambini si divertivano a fargli del male, per lui era inconcepibile un atteggiamento del genere, e subiva passivamente, non si ribellava mai e a casa scaricava la sua frustrazione su di me, urla, proteste, capricci, io gli dicevo di dirlo alle maestre ma loro non alzavano un dito, “perché i bambini devono risolvere da soli le loro questioni” ma lui non aveva le competenze per farlo

 

Vennero i colloqui del secondo quadrimestre e anche qui le maestre mi ripeterono le stesse parole dei colloqui precedenti, mi ricordo che andai a casa e riferii a mio marito quanto detto ai colloqui e insieme decidemmo di chiamare una psicopedagogista che avevamo conosciuto ad un corso sulla genitorialità per chiederle un consiglio, noi sospettavamo che Ale fosse dislessico

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