Verso la prima valutazione

Era aprile della prima elementare e avevamo deciso di rivolgerci ad una psicopedagogista per capire se Ale fosse dislessico, allora non sapevamo niente sull’età giusta per una valutazione, non sapevamo cosa volesse dire esattamente dislessia, tranne che era un problema di decodifica delle informazioni e un rallentamento nei compiti scritti, ecco questo era tutta la nostra conoscenza in materia.

Chiamai la psico e le dissi il nostro problema, ci diede appuntamento nel giro di pochi giorni e ci disse di non portare Ale ma i suoi quaderni, mi ricordo ancora l’agitazione per quell’incontro anche se lei è una persona che ti mette subito a tuo agio ed elimina la distanza dottore paziente con caldi abbracci e togliendo il Lei che tanto allontana

Ci fece parlare di Ale e poi volle vedere i suoi quaderni, e ci disse che avevamo visto giusto, i quaderni erano orrendi, anzi si chiedeva come mai le maestre non avevano segnalato il caso e non ci avessero indirizzato all’ASL di competenza per iniziare una valutazione o almeno una presa in carico

 

Ci chiese se poteva valutare Ale, avrebbe iniziato con il test del Q.I. per capire in che fascia si collocava, per poi capire come potevamo muoverci, noi senza dubbio alcuno le dicemmo che eravamo d’accordo e fissammo gli incontri

 

Tra Ale e la psico è stato subito amore, a parte che lui i test li adorava e li adora tutt’oggi, quando deve fare dei test non vede l’ora e gli esaminatori non riescono a reggere il suo ritmo, e quando i test sono finiti lui si lamenta che sono stati pochi ( per lui 2 ore di test sono una passeggiata)

 

Mi ricordo che fecero tre incontri e poi verso fine maggio ci fu consegnato il responso, Ale aveva un Q.I. sopra la media che lo collocava nella plusdotazione, ma c’era anche un grandissimo dubbio sulla disgrafia, era troppo presto per averne la certezza perché la disgrafia si certifica alla fine della seconda elementare, ma con moltissima probabilità lui sarebbe stato un disgrafico perché i test erano proprio bruttini

 

Per la plusdotazione la psico ci disse di prendere qualche informazione sul web perché lei non era in grado di aiutarci, ma se avevamo dei dubbi potevamo chiamarla

 

Mi ricordo che portai la valutazione di volata a scuola, la feci protocollare e poi ne consegnai una copia alla maestra di Italiano che poi la condivise con le altre maestre

 

Tutte le indicazioni che aveva dato la terapista non furono rispettate, Ale non ebbe compiti diversificati, non ebbe più tempo per scrivere quando la maestre dettava o quando doveva copiare alle lavagna, e lui per non rimanere indietro non curava la scrittura

E li capii che il nostro percorso era in salita         

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