Bullismo

Purtroppo anche Ale ne è stato vittima, andava in seconda elementare e un suo compagno di classe, teneva in scacco tutti i bambini, a ricreazione si faceva quello che diceva lui, Ale non ha mai voluto sottostare ai suoi comandi e più volte gli aveva detto in faccia che lui non lo ascoltava perché nessuno lo doveva comandare, e bisognava giocare tutti insieme, ma tra il dire e il fare…….
A parole argomentava molto bene il suo rifiuto ma poi non capiva perché questo compagno lo scherzava, e lo picchiava, non riusciva a capire che lo faceva perché lui gli teneva testa e non si abbassava a fargli da schiavetto;

E’ stato un anno molto difficile,  avevamo da poco scoperto la sua plusdotazione e le sue difficoltà a rapportarsi con i pari , cosa che all’asilo non era mai uscita, e adesso arriva questo bulletto che lo tartassa ogni giorno, capitava che Ale alla ricreazione venisse tenuto fermo da due bambini e il bulletto lo picchiasse, oppure che nell’andare in classe venisse spintonato e cadesse per terra, e capitava sempre più spesso, lui lo diceva alle maestre ma loro non davano peso alle sue segnalazioni, allora intervenni io, andai dritta dalle maestre e chiesi di agire, e di arginare il problema, non hanno mai fatto nulla, erano bambini e dovevano cavarsela da soli, ma il problema è che Ale non aveva le competenze per farlo
Mi ricordo che quell’anno ogni 15-20 giorni ero a colloquio con le maestre per chiedere un loro intervento, e puntualmente a me dicevano una cosa per poi attuarne un’altra con Ale e noi eravamo sempre più confusi, andai anche dalla dirigente ma nulla cambiò.
Ale era sempre più nervoso e arrabbiato a casa aveva iniziato ad avere crisi di rabbia molto forti, prendeva a calci e pugni tutto quello che trovava, ha rotto porte e anche due cassetti di camera sua, stava male e si vedeva e noi non sapevamo più come aiutarlo
Dopo le vacanze di Pasqua le maestre, senza avvisarci, avevano ben pensato di mettere Ale vicino al bulletto, Ale non me lo disse subito ma io capii che c’era qualcosa che non andava perché gestirlo era diventato se possibile ancora più difficile, non riuscivo più a contenerlo, non sapevo come aiutarlo, dove sbattere la testa, poi finalmente Ale mi dice che il bulletto era suo vicino di banco, chiedo immediatamente un colloquio con le maestre che prendono un sacco di scuse e me lo danno solo dopo TRE settimane, si avete capito bene solo dopo tre settimane e non mi ricordo quanti solleciti facemmo per accelerare il tutto
Nel frattempo contattammo la specialista che aveva fatto la valutazione e le spiegammo tutto e lei ci disse di cambiare scuola perché lui in quella condizione stava perdendo anche la fiducia in noi, non lo stavamo proteggendo e ci disse di tenerlo a casa ogni tanto per farlo respirare
Finalmente le maestre mi ricevettero e fu un colloquio molto lungo, dove loro arrancavano un sacco di scuse e io stanca della loro condotta non usai mezzi termini,  Ale era distrutto, non aveva più autostima, si sentiva sbagliato, in classe veniva sempre zittito e se piangeva le maestre lo ignoravano, mi ricordo che dissi loro che avevamo deciso di cambiare scuola e loro mi dissero che avrebbero fatto di tutto per fargli passare bene l’ultimo periodo, due giorni dopo Ale venne a casa con altri lividi, era stato picchiato nuovamente e le maestre non fecero niente
Ale aveva anche iniziato a esternare la sua rabbia in maniera verbale, ci diceva che se lo lasciavamo ancora in quella scuola si sarebbe ucciso, mi ricordo ancora quella frase e anche il  luogo dove la disse, è un ricordo che non dimenticherò più
Alla fine della scuola decisi di scrivere una lettera al provveditorato per segnalare il comportamento delle maestre e della dirigente, sono passati tre anni ma non ho ancora ricevuto nessuna risposta e le maestre insegnano ancora in quella scuola

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