In cerca di una scuola

Dopo gli episodi di bullismo e il comportamento incommentabile delle maestre decidiamo di guardarci intorno e di cambiare scuola, noi abitiamo in un piccolo paesino e per cambiare scuola ad Ale dobbiamo spostarci in un raggio di 10 km, non è una decisione leggera, anche perché lavoriamo nello stesso paese dove abitiamo e tocca a me la gestione di tutto, avrei voluto avere davanti le maestre per far veder loro cosa significa per una famiglia e per un ragazzino doversi spostare tutti i giorni perché loro non sono capaci di fare il loro lavoro, cosa comporta a livello emotivo questo spostamento senza tralasciare il livello economico dei continui viaggi per portarlo e riprenderlo, ma tanto loro sono coperte dall’ispettorato e nessuno le tocca.

Decidiamo di visitare la bellezza di 5 scuole, 4 pubbliche e 1 privata, si eravamo talmente disperati che abbiamo anche considerato una scuola privata, non volevamo tralasciare nessuna possibilità, sentivamo un enorme pressione per quella scelta, dovevamo scegliere la scuola giusta, perché lui ne aveva bisogno come l’aria, aveva subito e sofferto troppo e a noi toccava il durissimo e difficilissimo compito di presentarlo al meglio senza tralasciare le sue esigenze e il suo passato e di riuscire a valutare in poco tempo la scuola, eh no non era affatto facile.
Mi ricordo che andammo in una scuola pubblica, il preside era entusiasta della possibilità che gli si presentava, e voleva a tutti i costi che Ale si iscrivesse da loro, così organizzò un incontro con le maestre della classe in cui Ale sarebbe andato, noi eravamo partiti tutti sollevati, perché al primo colpo trovare subito un istituto disponibile ed entusiasta ad accogliere Ale con i suoi problemi non ci sembrava vero ; e infatti il sogno svanì appena iniziammo a parlare di Ale, di quello che aveva passato nella vecchia scuola, di quello che a lui serviva, le maestre ci dissero apertamente che loro non erano pronte, che non se la sentivano di prendersi a carico un bambino con tutto questo bagaglio emotivo, senza contare il bisogno di Ale di accelerazione a approfondimenti che avrebbero facilitato la sua ripresa.
Ci spostammo verso le altre scuole, la scuola privata non ci piacque per niente, il preside se ne usci con una teoria sull’evoluzione della specie e sulla soppressione degli individui più deboli che mi spaventò e non poco, le altre scuole ci liquidarono con le solite scuse, le classi avevano tutte dei problemi, bambini con bisogni diversi e nessuno voleva farsi carico di un’altra rogna, era questo che era Ale, una rogna per tutti, un bambino che aveva subito umiliazioni e derisioni da parte di bambini ed insegnanti, che aveva solo bisogno di un adulto che lo accogliesse per la splendida persona che si celava sotto la sua rabbia, e nessuno andava oltre, nessuno vedeva le sue potenzialità, nonostante noi ne parlassimo e le mettessimo in risalto, appena sentivamo che nella vecchia scuola aveva avuto dei problemi con maestre e alunni tutti ci chiudevano le porte in faccia
Approdammo all’ultima scuola, mi ricordo che il dirigente ci disse che visto l’alto numero di classi per ciclo ( 10) , lui era sicuro che in una classe lui si sarebbe trovato bene, e decidemmo di iscriverlo in questa; una settimana prima dell’inizio della scuola incontrai le maestre e feci avere loro le valutazioni di Ale e parlammo di quello che aveva vissuto, come prima cosa le maestre mi tranquillizzarono, mi dissero che era una bella classe, molto unita e che questo avrebbe aiutato Ale ad integrarsi, che come primo lavoro volevano inserirlo al meglio e poi avrebbero iniziato con dei compiti extra.

 

Non mi sembrava vero, forse avevamo trovato le maestre che servivano ad Ale .

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