Convegno di Labtalento

Eccomi qui, finalmente riesco a scrivere un piccolo resoconto del seminario a cui ho partecipato il 29/09 a Monza, organizzato da Labtalento “ Alla scoperta dell’Alto potenziale” ; devo dire che mi ha colpita tantissimo la grande partecipazione di moltissimi docenti , il convegno era diretto a loro, ma non era scontata la loro presenza, invece è stato un successo.
 
Con una mezz’ora di ritardo rispetto al programma il convegno è iniziato e la relatrice non ha perso tempo, chiedendo al  Vicepresidente della Regione Lombardia Fabrizio Sala, che cosa stava facendo la regione per questa tematica, visto che in Veneto esiste già una legislazione che segue questi ragazzi.
Il Vicepresidente ha risposto che la Lombardia ha tutte le intenzioni di muoversi in quella direzione, creando un progetto per ragazzi apc, perché la plusdotazione non ha ceto sociale e tutti i ragazzi interessati devono avere pari opportunità
 
La Dott.ssa Frusco Marcella Dirigente tecnico dell’Ufficio scolastico regionale,  si è messa a completa disposizione di questo progetto, per rendere la scuola consapevole su questa tematica, per sottolineare l’importanza della scuola per l’inclusività di tutti gli alunni, per poter creare corsi di formazione per gli insegnati e laboratori, strategie didattiche e orientamento per quanto riguarda i ragazzi
 
La Dirigente scolastica dell’istituto Europa Unita di Lissone, dott.ssa Maria Luisa Crippa, scuola capofila che farà da apripista a questa formazione docenti, prende la parola e spiega il perché ha preso questa decisione, un po’ fuori dal coro, di far formare tutti i suoi professori, sarà il primo istituto scolastico superiore formato per la plusdotazione;  parla dell’alto tasso di abbandono scolastico e della loro volontà di cambiare il punto di vista sul mondo scuola, parla della circolare appena uscita “ I fuori classe della scuola” che premia gli studenti meritevoli ma, i meritevoli, a volte non sono i plusdotati, perché i plusdotati possono anche non eccellere nelle materie ed essere ragazzi con alcune materie ben piazzate ed altre invece nella media,  se non addirittura sotto la media;  
 
Interviene poi il Dott. Paolo Villa, presidente del Rotary Club Monza, ente finanziatore di questo progetto, che sposa a pieno la causa e l’assoluta necessità di non disperdere del potenziale, portandolo all’abbandono scolastico, ma che punta all’individuazione di questi ragazzi e alla formazione degli insegnanti per poter garantire un futuro.
 
Entriamo nel vivo della conferenza, dove la professoressa Zanetti, spiega il target dei ragazzi plusdotati, spiega che il potenziale è una risorsa genetica che il ragazzo possiede indipendentemente dalle circostanze e che può essere scoperta attraverso i test, ma che il potenziale descrive solo uno stato momentaneo che viene modificato tramite le risposte che il ragazzo riceve dall’ambiente in cui è inserito , cita una frase che a me è piaciuta molto “ i bambini precoci non sono esattamente come gli altri , ma come gli altri sono bambini “( Oliver Revol)
 
Il Q.I non è plusdotazione, il Q.I è solo un’ indicatore che la plusdotazione può esistere
Come fare per indentificare un possibile bambino plusdotato, ovviamente rivolgersi ad un centro specializzato sui ragazzi e bambini APC, ma alcuni spunti possiamo darli riportando le parole della professoressa, ma attenzione non fate autodiagnosi, rivolgetevi sempre a chi sa come muoversi è importante per la serenità dei vostri figli
Le persone apc hanno delle caratteristiche comuni:
 – sono portati a pensare e considerare concetti o idee complesse
–  hanno delle capacità eccezionali nel comprendere e fare collegamenti spaziali e tra più materie
– spesso vivono nel loro mondo, hanno una vivida immaginazione
– hanno un pensiero intuitivo
– differenza con i pari, interessi diversi che non seguono l’età anagrafica
– intensità emotiva elevata
– profondità dei propri sentimenti
Ma c’è anche un rovescio della medaglia, sono dei pessimi ascoltatori, disorganizzati cronici, incapaci di tener conto del tempo, sono spesso introversi, hanno uno sviluppo asincrono delle emozioni rispetto all’aspetto cognitivo
Corrono il rischio di essere considerati eccentrici, diversi, con personalità instabili perché non si conformano agli standard e il rischio di essere presi di mira dai bulli e di essere esclusi socialmente è molto alto
Circa 1/6 di questi ragazzi possono anche essere doppiamente eccezionali, cioè essere DSA, disprassici, ADHD
Un bambino plusdotato svilupperà il suo potenziale se e solo se viene precocemente identificato e il suo percorso scolastico e formativo supportato, infatti i ragazzi apc sono ad elevato rischio di abbandono scolastico per la mancanza di formazione degli insegnanti, perché in Italia non si parla e non si conosce questo argomento, questi ragazzi e le loro famiglie
Il più grande pregiudizio che esiste nei confronti di questi ragazzi è che l’ alto potenziale sia una garanzia di successo, ma come sappiamo è esattamente l’opposto.
Il sistema scolastico ha delle responsabilità, perché chi possiede capacità maggiori deve avere a disposizione curricula adeguati che in Italia non sono ancora presenti
All’estero esistono delle schede GRS dove viene chiesto agli insegnanti di dare dei voti sui propri alunni, solo loro possono vedere come il ragazzo si comporta in classe e in base a questi moduli le associazioni possono fare interventi mirati per valutare gli studenti e seguirli nel percorso scolastico
Ma di cosa ha bisogno un ragazzo apc?
Di stare con altri ragazzi plusdotati, di poter contare su programmi scolastici e attività ad hoc, di poter accelerare in alcune materie, e di far parte di gruppi misti fra iperdotati, normodotati  e ipodotati per aiutarli nello sviluppo delle abilità sociali
Gli apc hanno bisogni speciali dal punto di vista cognitivo, emotivo e sociale, hanno bisogno di un ambiente stimolante e di apprendimento differenziato, fondamentale per questi studenti è l’alleanza tra scuola e famiglia
La professoressa Zanetti ha poi parlato della legge 107 “Buona scuola” sottolineando la valorizzazione dei talenti, l’organizzazione flessibile, il potenziamento scolastico, le classi aperte e i gruppi di livello, tutti interventi che possono essere messi in atto in qualsiasi scuola di ogni ordine e grado
Per finire ci lascia una frase che riporto pari pari e che mi è piaciuta molto
“ i bambini ad alto potenziale cognitivo esistono, il problema non è curarli, ma aiutarli ad esprimere in modo funzionale le loro caratteristiche, attraverso un’adeguata individuazione, fornendo adeguate opportunità scolastiche ed extrascolastiche per favorire l’emergere del loro potenziale e sostenerlo
I bambini ad alto potenziale sono portatori di un dono intellettuale che deve essere coltivato perché sbocci e venga utilizzato con successo all’interno di un equilibrio psicoaffettivo, pertanto bisogna concedere loro tempo e attenzione”
E’ poi intervenuto il prof. Gianluca Gualdi parlando molto velocemente degli adolescenti plusdotati e della loro difficoltà ad inserirsi nel contesto sociale, parlando dei laboratori che partiranno per ragazzi e genitori, per sostenerli in questa età così delicata
Infine è intervenuta la dirigente Donatella Penna, la prima dirigente che ha collaborato con la prof. Zanetti, ha fatto un esempio concreto di come in una scuola pubblica, seppur con tutti i tagli a cui sono sottoposti e i docenti che mancano si può e si riesce a creare dei laboratori, delle classi aperte e delle attività che possano aiutare tutti gli studenti e non solo gli apc.

 

Devo dire che è stato il mio primo convegno e sono rimasta molto soddisfatta, ho conosciuto alcune mamme personalmente ed essere presente quando il Vicepresidente Sala ha dato la notizia dell’intenzione della regione Lombardia di una legge regionale per gli apc mi ha acceso un briciolo di speranza, speriamo che questo progetto di formazione docenti sia solo l’inizio e che si espanda rapidamente a macchia d’olio in tutta la regione e anche in tutta Italia, perché abbiamo un  disperato bisogno di dirigenti e docenti preparati. 

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