Ele e il perfezionismo

Ele è una perfezionista, vuole sempre che i suoi compiti siamo ordinati, e inizia a piangere se non escono subito come vuole lei, è capace di cancellare la parola più volte nonostante per me sia scritta più che bene, ma non è scritta come dice lei; non sopporta la frustrazione, la fatica, lei vorrebbe riuscire a fare tutto subito e anche bene, e se non ci riesce piange, piange e piange
Se non riesce ad imparare un gioco con la palla, piange, non sa nuotare e piange, non riesce a fare un disegno come dice lei? Piange

È snervante, è capace di andare avanti delle mezz’ore, io ho imparato a lasciarla piangere e poi quando ha buttato fuori tutta la sua rabbia e la sua frustrazione è lei che mi si avvicina e mi chiede le coccole e si calma, ma credetemi restare tranquilli mentre lei ha queste crisi non è affatto facile
Ed è anche inutile dirle che per raggiungere degli obbiettivi ci vuole tempo, pazienza e tanto allenamento, inutile dirle che ha fatto del suo meglio e che va benissimo quello che ha ottenuto, niente è consolatorio, lei vuole la perfezione
E come possiamo lavorarci? Come possiamo farle capire che nessuno è il più bravo?
Le abbiamo provate tutte, le abbiamo fatto vedere i nostri errori e continuiamo a farle notare quando sbagliamo, ridiamo insieme dei pasticci che facciamo, accogliamo la sua frustrazione e non la carichiamo di aspettative, ma è lei stessa che se le prefigge, non sappiamo più come aiutarla, non sappiamo come farle capire che va bene come sta facendo, oltre a coccolarla molto a starle vicino, ad assecondare i suoi interessi, è davvero dura non sappiamo più cosa inventarci
E l’altra settimana ho notato che la situazione stava peggiorando, così io e mio marito abbiamo pensato di chiedere un incontro con i maestri per farci aiutare a gestire la situazione ma con nostra immensa sorpresa quello stesso giorno Ele arriva a casa con il quaderno di matematica e il maestro lo aveva corretto scrivendo questa bellissima frase: “continua così che vai alla grande, p.s. accetta l’errore …anche sbagliare ci aiuta a crescere”
Che dire, un maestro nuovo appena arrivato quest’anno ha già notato il suo punto debole, ho sentito una carezza al cuore, mi credete? Che attenzione che ha avuto, non mi era mai successo; ovviamente non abbiamo chiesto più quel colloquio e per ora il problema è a poco a poco rientrato

 

E io tutte le volte che penso a quella frase ho un sorriso scemo stampato in faccia

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