Storia di due fratelli, Daniele e Matteo

Iniziamo questa nuova rubrica dedicata alle interviste, ho visto che la mia idea di raccontare la vostra esperienza di famiglia con ragazzi plusdotati è stata accolta con molto entusiasmo e vi ringrazio moltissimo per aver risposto alle mie domande.

Vorrei iniziare con la storia di Elena e suo marito Roberto, hanno tre figli Daniele che frequenta la prima superiore, Matteo che frequenta la terza elementare e Samuele che va ancora all’asilo

Per il momento solo Daniele e Matteo sono stati valutati ma come dicono i genitori, anche Samuele promette bene.

Elena e Roberto si sono accorti delle particolarità dei figli ancora da piccolissimi, Daniele parlava con frasi complete già ad un anno e a 5 sfogliava avidamente libri e dizionari, mentre Matteo è stato precocissimo nel movimento e a 3 anni conosceva i numeri oltre il 100 e li riconosceva e a 5 sapeva leggere.

Purtroppo anche per loro il percorso è stato in salita, Daniele già a 5 anni aveva problemi relazionali con i pari, e a 6 anni ha avuto una misdiagnosi per DOP ( disturbo oppositivo provocatorio) che lo ha visto impegnato per due anni in un percorso psicoterapico ripetuto ad 11 mentre frequenta la prima media, che ha invece evidenziato l’errore iniziale; Daniele è plusdotato e non DOP; ovviamente visto la storia del fratello con Matteo tutto si è svolto in maniera più veloce e soprattutto Elena e Roberto sapevano subito a chi rivolgersi.

Ma che passioni hanno questi ragazzi così precoci?

Daniele ama la musica e suona il pianoforte, è appassionato di storia, geografia, economia, attualità, informatica e lettura, mentre il piccolo Matteo è uno sportivo, adora il calcio che pratica a livello agonistico, ama la scienza e l’informatica in generale.

Due fratelli, due mondi diversi, ne so qualcosa, ma come sono i rapporti con i pari oggi?

Daniele fatica tuttora anche se è empatico e tollera tutto dopo un po’ sente l’esigenza di estraniarsi, anche se è amato e rispettato dai compagni; mentre Matteo non ha nessuna difficoltà ed è ricercato dai pari

Parliamo adesso della scuola e del rapporto che hanno i ragazzi con gli insegnanti, mentre Daniele ha ottimi rapporti e insegnanti che lo comprendono pienamente, ha avuto una professoressa di  lettere e un professore di tedesco delle medie che hanno accolto le sue particolarità in maniera positiva , Matteo ha delle maestre che ad oggi non hanno ancora capito cosa sia la plusdotazione, entrambi però hanno avuto la fortuna di frequentare una scuola dove la vice preside è molto sensibile a questo argomento e devo dire per esperienza personale che questo fa la differenza.

Ogni giorno Elena e Roberto dialogano con i ragazzi e cercano di approfondire con internet, mostre, visite, libri..

Arriviamo alla fatidica domanda: che timori hai per il futuro?

Elena mi risponde : Paura che non siano mai realmente accettati dai coetanei ( che li vedono strani ) e che non riescano mai a sentirsi pienamente soddisfatti di loro stessi.

Roberto invece ha paura perché in Italia non sono ancora capiti dalle istituzioni e dal Governo.

Entrambi come tutti noi genitori di ragazzi plusdotati vorrebbero che la plusdotazione sia maggiormente conosciuta a livello sociale e scolastico per non far sentire i nostri figli diversi  e Roberto vorrebbe che l’informazione sui ragazzi plusdotati cambi come lo è cambiata per i DSA.

Devo dire che non gli do torto, anche se sappiamo che il percorso è solo agli inizi e ci vorrà parecchio tempo per arrivare ad una legge che li tuteli, i nostri figli stanno frequentando la scuola ora e non possono pagare sulla loro pelle questa situazione di ignoranza culturale.

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