Egregio Ministro Poletti

Ho letto la bellissima uscita del neo ministro Poletti sugli italiani migrati all’estero, se non sapete a cosa mi sto riferendo vi  riporto le testuali parole :” conosco gente che è bene sia andata via, questo Paese non soffrirà a non averli tra i piedi” e riferendosi ai giovani che sono rimasti in Italia dice :” Non sono tutti dei pistola”; poi accorgendosi che un Ministro non può fare uscite di questa levatura, ha ritrattato tutto.

Caro Ministro ormai quello che è stato detto non può essere riveduto e corretto, lei ha espresso il pensiero di tutta la classe politica in maniera trasversale, perché se siamo arrivati a questi punti è perché a nessuno interessa dei nostri giovani.

Ma prima di continuare mi sembra doveroso fare una premessa, non solo legata a nessun partito politico, ormai mi hanno schifato tutti, non vedo nella classe politica attuale qualcuno che possa seriamente cambiare le cose, qualcuno che abbia gli attributi per prendere in mano una situazione a dir poco catastrofica, a guidare questo Paese e  farlo crescere.

Ma perché scrivo questo messaggio? Perché da mamma di due ragazzini, che tra qualche anno, se avremmo le possibilità, andranno all’Università e poi si affacceranno al mondo del lavoro, mi sento chiamata in causa.

E tante, troppe volte mi sono fatta questa domanda, che sono sicura, tantissime mamme di ragazzini apc si fanno ogni giorno, ci sarà un posto per loro? Saranno apprezzati o dovranno per l’ennesima volta rinnegare se stessi e scappare lontano da noi?

Io le dico sinceramente che spero che i miei figli scappino dall’Italia.

Se guardo il panorama italiano vedo mancanza di sogni, di progetti, vedo mancanza di un obiettivo comune, vedo uno stato che ha smesso di investire nella famiglia, nell’istruzione, nelle pari opportunità e nella libera scelta.

Ma soprattutto vedo uno stato (e credetemi la lettera minuscola non è un errore ma è voluta) che mangia i propri cittadini riducendoli alla fame letteralmente ma anche intellettivamente,

e per me tutto questo è inconcepibile, noi genitori ci sentiamo dire troppo spesso che i nostri figli fanno domande scomode, che sono fastidiosi perché sono curiosi, perché imparano molto velocemente, addirittura moltissimi sono costretti a cercare una scuola con dei docenti che abbiamo la voglia di mettersi in gioco ed accettarli, ma che stiamo scherzando? La scuola pubblica deve essere in grado di garantire il diritto allo studio a tutti i suoi cittadini.

Di seguito riporto l’articolo 34 della nostra Costituzione, tanto per rovinarmi ulteriormente la giornata

La scuola è aperta a tutti.

L’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita.

I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi.

La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso.”

 

Curioso leggere che la scuola è obbligatoria e gratuita per almeno otto anni, quando già alla scuola secondaria di primo grado noi cittadini dobbiamo farci carico di materiale e libri, e direi che il costo non è poco.

Altrettanto curioso è leggere che i capaci e i meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno DIRITTO di raggiungere i gradi più alti degli studi.

Ma se allo stato attuale delle cose, non siete neanche in grado di capire chi sono i capaci e i meritevoli, come pensate di potergli far raggiungere il grado di studio più alto?

Non ci sono insegnati formati, la scuola fa acqua da tutte le parti, ci viene caldamente consigliato di mettere i nostri figli nelle scuole private perché nella scuola pubblica non c’è posto per loro, ci sono genitori che sono scappati all’estero con i propri figli si rende conto??????????????

Si rende conto che non state garantendo il DIRITTO ALLO STUDIO? Che state ignorando consapevolmente la Costituzione?

No, non può rendersi conto, lei questa realtà non la vive, non ha mai camminato con le nostre scarpe, non sa cosa vuol dire fare una valutazione cognitiva a suo figlio, ovviamente privata, perché sia mai che lo stato riesca anche a coprire queste spese, è chiedere oggettivamente troppo.

Ma sa perché la maggior parte dei nostri figli ha fatto questo percorso? Perché la maggior parte degli educatori pubblici, è talmente impreparata su questo argomento che tutti spaventano i genitori con diagnosi e parole che sono lontane anni luce dalla realtà, perché lo stato non forma, non interviene, fa spalluccia e si gira dall’altra parte; curioso notare come la classe politica abbia lo stesso modus operandi indipendentemente dal lato in cui si volge lo sguardo.

Io penso che fino a quando in Italia non arrivi un Governo che abbia davvero voglia di iniziare ad investire sulla famiglia e sull’istruzione, e non con gli 80 € mensili che con quelli non ci facciamo proprio niente,

ma con interventi seri, concreti, mirati, che abbia voglia di ritornare a competere con l’Europa e che difenda con le unghie e con i denti i propri figli, perché inizi a vederli come il futuro, come una risorsa, come una boccata di vita, di ossigeno, di idee rivoluzionarie e mai testate, di sogni, di speranze, adesso, ora, nel 2017, purtroppo per l’Italia non ci sarà futuro.

Siamo i pronipoti del Sommo Poeta, dell’immenso Leonardo da Vinci, dell’Impero Romano, solo per citarne alcuni altrimenti la lista sarebbe lunghissima; e guardi come ci siamo ridotti, i nostri figli scappano perché in Italia non ci sono alternative, non c’è futuro per loro, e questa è la triste realtà con cui i nostri giovani si scontrano ogni giorno.

Rinneghiamo il nostro passato, il nostro presente e il nostro futuro a fronte di cosa? Ma un minino di orgoglio per il nostro Paese, per la nostra Italia lei non ce l’ha? Non ha voglia di far vedere al mondo la forza degli italiani che sanno rimettersi in piedi e sanno investire sui propri giovani perché sono i primi a crederci, perché hanno la certezza che i nostri giovani sono straordinari e possono fare davvero la differenza se solo voi avreste l’umiltà di saperli ascoltare e l’intelligenza di credere in loro.

 

 

 

 

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