Storia di Fabio

Oggi vi voglio parlare della storia di Fabio, conoscevo già la sua storia e mi ha fatto  molto piacere quando sua mamma ha accettato il mio invito,  ma al contrario delle altre interviste dove ho rivisto, corretto e riassunto le risposte dei genitori, questa la voglio lasciare così come me l’ha inviata la mamma perché non sono riuscita a toccarla, non ce l’ho fatta, forse sono stata codarda o forse davanti a certe storie possiamo fare solo una cosa, leggerle e condividerle così come sono state scritte per non rovinarle, Fabio ti abbraccio stretto stretto

Mi sono accorta che Fabio avesse una marcia in più da sempre…il pediatra durante una visita di controllo mi diede una pacca sulla spalla e mi disse “Auguri signora, questo bimbo è sveglissimo, ha catturato il mio sguardo e mi ha seguito in tutta la stanza, le ricordo che suo figlio ha solo 5 giorni di vita! Le darà sicuramente del filo da torcere…”

 

Già da pochi giorni di vita lo dovetti passare nel passeggino perché lui doveva guardare il mondo, la posizione nella carrozzina non gli piaceva e lui osservava con gli occhi spalancati, gli stessi occhi che appena nato nell’acqua hanno incrociato il mio sguardo…lui non dormiva, lo considerava probabilmente tempo perso…non sono mai riuscita a cantargli una ninna rilassante cullandolo ma solo tenendolo in braccio in posizione eretta e cantandogli canzoni ritmate, mentre contemporaneamente ballavo; si consolava solo attaccandolo al seno.

Fabio ha iniziato presto a fare molte cose, ad avere tempi lunghissimi di ascolto, di concentrazione, a riconoscere i colori, a fare giochi e attività destinati a bimbi più grandi, a 2 anni assemblava in maniera velocissima puzzle da 20 pezzi, riconosceva numeri e lettere iniziando a leggere anche le prime parole.

Ma per noi e per le insegnanti della scuola dell’infanzia, primaria e secondaria è stato sempre un bambino brillante, sveglio, altruista e maturo; a scuola e negli altri ambienti che frequentava era il bambino “modello” sempre corretto, rispettoso delle regole ed educato; molto stimolato e con una famiglia attenta, a casa invece aveva spesso comportamenti di rabbia e nervosismo che noi tutti ipotizzavamo scaturissero dalla gelosia nei confronti del fratello più grande.

L’ho sempre definito “un adolescente dalla nascita” e temevo l’arrivo a quella vera…

Ipotizzavo un suo Q.I. superiore ma, non conoscendo il vero significato della plusdotazione non immaginavamo che ciò lo portasse a stare male, lo ritenevamo fortunato per la sua capacità di apprendere con facilità, d’altra parte anche mia madre racconta che a scuola io sono sempre andata bene stando poco sui libri…

L’esame di terza media si è concluso con l’applauso dei professori, erano tutti molto contenti di come fosse andata.

Poi al liceo la svolta, ha iniziato a stare male fisicamente, dopo essermi accertata che non ci fossero problemi effettivi di salute ed avendo letto alcuni articoli sulla plusdotazione, ho contattato una psicologa che si occupava dello sportello di ascolto nelle scuole superiori del territorio, le ho raccontato la storia di mio figlio e lei è voluta partire dal test del Q.I.

Lo ha effettuato in un momento di forte disagio psicologico, ma è riuscito a farlo.

 

Cosa diceva rispetto alla scuola Fabio? Cosa lo faceva stare soprattutto male?

LA NOIA!

*“La noia nasce dallo sfasamento tra il proprio ritmo e quello degli altri; il plusdotato capisce al volo, memorizza alla prima lettura, acquisisce immediatamente una competenza. Come impiegare quel tempo che l’insegnante dedica a ripetere le lezioni per assicurarsi che tutti le abbiano assimilate? Ecco perché, certi giorni, sui banchi di scuola il tempo sembra non passare mai. Colmo dei colmi, dato che in classe non può mettere a frutto la propria intelligenza, che la natura stessa dell’insegnamento non è in grado di valorizzare le sue competenze, che la semplicità delle lezioni lo demotiva e fa girare a vuoto la sua mente, le ore scolastiche diventano un “tempo libero” per pensare. E per il plusdotato far girare gli ingranaggi della mente, far vagare liberamente le idee può essere fonte di angoscia. Ecco perché andare a scuola non gli piace e non vede l’ora di poter fare qualcos’altro. La NOIA rischia di avvelenare il suo percorso scolastico e può essere all’origine di una serie di disagi destinati a complicare ulteriormente la sua integrazione e il suo equilibrio psicologico.”

 

A quel punto, anche su suo consiglio, ci siamo rivolti ad un centro specializzato e siamo approdati ad un centro che valuta i ragazzi plusdotati consigliato da un’amica.

Fabio a 6 anni era appassionato di tutto quello che era spettacolo, quindi ballo, canto, teatro, diceva che da grande avrebbe fatto i Musical, io lo appoggiavo molto, era la nostra passione in comune. Poi, all’inizio della scuola media, ha abbandonato tutto ,ha tenuto solo pianoforte scegliendo una scuola ad indirizzo musicale. La musica è l’unica cosa che ora pratica, prende lezioni di pianoforte una volta alla settimana, accompagna un coro di bambini e frequenta un corso da tecnico audio.

La relazione con i pari non è facile, è sempre stato abbastanza riservato e selettivo, ma ora limita la frequentazione al minimo; non è su fb ,non utilizza WhatsApp se non per le attività sopracitate. Difficilmente  prende l’iniziativa. L’ ex compagno di scuola con cui più spesso si frequenta è un ragazzo con la sindrome di Asperger con cui da sempre ha un rapporto speciale; mi torna in mente che anche nei tre anni di scuola elementare ,nella sua prima scuola, durante la ricreazione le maestre mi raccontavano che spesso era seduto a giocare con una bambina che aveva problemi di deambulazione; probabilmente è la “diversità ad averli avvicinati?

Rapporto con gli insegnanti: è sempre stato positivo (fino a quando è andato a scuola…ora non frequenta più) nonostante lui a casa avesse spesso da criticare alcune vicende…

In quarta elementare abbiamo cambiato scuola con grande dispiacere di Fabio perché adorava le sue maestre, ma la classe era pesantissima e lui non ce la faceva più a stare; nella nuova scuola si è subito inserito ed è diventato un grande stimolo per gli altri, il trascinatore

Fabio è stato spesso preso in giro perché  considerato il “secchione” e poi perché ballava e cantava, quindi faceva cose da femmina…ma durante la scuola elementare non gli ha dato molto peso ed ha continuato le sue passioni, ma sicuramente ci soffriva. Aveva un messaggio in codice con il suo amico del cuore, andava a mangiare il gelato per non dire che andava a cantare, oppure a mangiare la pizza quando andava a lezione di  ballo latino americano.

Invece alle medie, interrompendo tutte le attività probabilmente non ce la faceva più a sostenere la situazione.

Inoltre è stato vittima di bullismo ma lui negava ( a me lo raccontavano i compagni e alcune insegnanti) fino a quando un giorno è tornato dal parco con un dolore alle costole che lui mi ha detto essersi procurato per colpa di una pallonata; il giorno dopo mi ha chiamato la sua insegnante, visto che avevo tenuto Fabio a casa, preoccupata perché aveva saputo che  questo suo compagno lo aveva colpito con un calcio buttandolo per terra. Fabio non ha mai ammesso totalmente  dicendo: “Ma no, io sono caduto e lui era vicino…e poi ha i genitori che si stanno separando, sta attraversando un brutto periodo!” in qualche modo lo giustificava…

La valutazione l’abbiamo consegnata al liceo, la scuola non era preparata e Fabio era troppo in crisi per poterci stare dentro, quindi a metà anno scolastico abbiamo optato per l’homeschooling.

In occasione  degli esami integrativi i professori sono stati abbastanza disponibili, ci avevano contattato via mail suggerendoci le parti del programma da tenere più a mente, il primo quadrimestre era comunque terminato e Fabio aveva ottenuto buone valutazioni.

L’esame di idoneità alla classe seconda lo ha superato senza difficoltà, probabilmente per il fatto che poi  avrebbe frequentato di nuovo quella scuola i prof sono stati “accoglienti”

A settembre ha iniziato il liceo regolarmente ma il livello di stress per lui era troppo alto, dopo una serie di incontri con la dott.sa che lo ha valutato abbiamo optato per una richiesta personalizzata; far frequentare Fabio le ore di indirizzo (liceo musicale) e per le altre materie avere la possibilità di partecipare solo ai compiti in classe e alle interrogazioni; limitare quindi la sua permanenza a scuola.

La proposta non è stata accettata dalla Preside e non è stata neanche portata in Consiglio…quindi ci siamo ritrovati costretti alla scelta dell’educazione parentale, cosa non semplice per le superiori…I professori, da subito ,non si sono mostrati disponibili e pur con tante titubanze a settembre Fabio ha affrontato l’esame ,superando positivamente i compiti scritti ma andando nel pallone per gli orali ( tre ore di interrogazioni).Non dico assolutamente che si fosse preparato al meglio ,tutte le materie non era una passeggiata e lui, non avendo un metodo di studio (prima ascoltava le lezioni e gli bastava…) sicuramente ha avuto difficoltà…ma quello che gli ha fatto più male è stato il non sentirsi accolto ,il non aver capito le sue difficoltà e la sua fragilità, è uscito distrutto dicendo:

”Nessuno mi ha chiesto Come stai? Durante le tre ore nessuno mi ha detto Vuoi  bere qualcosa, prendere una boccata d’aria…fare una pausa?”

 

Un unico professore ,con la scusa di fumarsi una sigaretta, è uscito dalla scuola e si è avvicinato a me e mio marito e ci ha detto :”Io non so come fa a resistere vostro figlio, io sarei già scappato!” e ci ha fatto capire che non condivideva l’operato dei suoi colleghi, una tortura inutile su un adolescente già di per sé molto fragile.

Ma è normale tutto questo?

Quindi siamo arrivati, purtroppo, all’ABBANDONO SCOLASTICO.

L’esperienza scolastica erode il capitale di fiducia”

* “L’incontro-scontro con la scuola è destinato a intaccare sempre più il capitale di fiducia del bambino plus-dotato. Etimologicamente, il termine “FIDUCIA” deriva dal latini fides, che significa “FEDE”. Non esiste fiducia senza fede in noi stessi e in chi ci circonda. Ci fidiamo di qualcuno quando sentiamo di poter contare su di lui perché ci comprende .Eppure nel plusdotato, troppo spesso si verifica l’esatto opposto. Non solo smette di credere in se stesso, ma il suo vissuto scolastico lo fa seriamente dubitare di poter fare affidamento sugli altri ogni volta che sente di aver bisogno d’aiuto e comprensione

 

La rabbia di Fabio ora che non frequenta più la scuola si è ridotta, quindi è fondamentalmente più tranquillo, ma basta comunque poco per farlo esplodere, in qualche modo cerca di limitarsi…Con me si è creata una grande complicità, è affettuoso all’ennesima potenza, in parte anche con il papà, quello con cui fa più fatica a relazionarsi è il fratello maggiore, sono spesso in lotta anche per delle sciocchezze, Fabio più di una volta mi ha detto :”Come vorrei essere tranquillo come Giovanni!”, effettivamente lui è sempre stato un pacioccone da quando è nato, probabilmente è la “legge della compensazione”!

Negli ultimi anni il suo livello di stress era altissimo, era diventato costantemente oppositivo e spesso violento .Le sue crisi erano seguite da grandi sensi di colpa e da pianto.

*Un plusdotato è sempre dipendente dal contesto emozionale; non sa e non può agire senza lasciarsi permeare dalla dimensione affettiva e dalla carica emotiva di una data situazione”

 

Non mi rivedo in lui per quanto riguarda l’essere solitario o la sua rabbia costante, ma sicuramente nella sensibilità, nel cogliere alcune sfumature che gli altri mi accorgo non vedere. Con Fabio mi sembra sempre di essere un elefante che cammina su un filo di ragnatela, non so mai se quello che dico o che faccio mi mantenga in equilibrio…

Per il futuro spero che questa sua fatica nel gestire le emozioni si ridimensioni ulteriormente, quello che mi dispiace è che lui non voglia iniziare nessun percorso di supporto psicologico, che invece lo aiuterebbe ;Fabio mi risponde che lui riesce a controllarsi fuori di casa, si sente libero solo con noi e  ed effettivamente è così…Inoltre mi dispiace vedere che un ragazzo con le sue potenzialità non sia riuscito ad inserirsi nel mondo scolastico. Purtroppo la scuola vuole tutti allo stesso livello e non personalizza; io sono un’educatrice ( le mamme dei miei cuccioli mi dicono che il mio asilo è un’isola felice)  avrei voluto credere nella scuola a tutti i livelli e sono convinta che molti insegnanti facciano un ottimo lavoro, purtroppo non siamo stati fortunati, in generale non c’è conoscenza e a volte non c’è la volontà . Fabio vede con quanto amore e dedizione faccio il mio lavoro e mi dedico ai miei piccoli alunni e forse si aspettava che anche lui di trovare tale situazione a scuola, ma così spesso non è stato.

Per mio marito è stato molto difficile da accettare, ho dovuto costringerlo a venire dalla psicologa, per lui nostro figlio era solo una testa dura ribelle, io avevo avuto l’intuito che Fabio avesse bisogno d’aiuto e che forse questo suo essere più avanti rispetto agli altri lo stesse vivendo male  anche anni prima della valutazione ,ma lui non vedeva problemi ,era il nostro orgoglio davanti a tutti…il bambino modello e quindi sarebbero stati soldi sprecati; chissà invece come sarebbe andata? Questo è un mio grande rimorso, non essere riuscita allora ad approfondire questa mia intuizione…ma non potevo farlo da sola.

La gestione, nonostante ora io riesca ad essere più accogliente (prima era uno scontro continuo)ed abbia sicuramente più in mano la situazione, non è facilissima, non nascondo che tutt’ora ,anche se più raramente, vada ancora in crisi; mio marito spesso nei momenti critici si chiude nel silenzio, fa da spettatore; particolarmente difficile lo è per Giovanni, il fratello maggiore, che non ha accettato il suo ritiro da scuola e il suo avere molto tempo libero.

L’ultimo incontro la dott.sa che lo ha valutato ci ha  dato speranza facendoci i complimenti per essere stati molto vicini a Fabio (nonostante l’esito negativo degli esami io ho obbligato tutta la famiglia a prendersi 3 giorni di vacanza) ed essere riusciti a fargli fare delle nuove attività, probabilmente pian piano sta ritrovando fiducia in se stesso. Ha trascorso un lungo periodo come uno zombie ,chiuso in casa e quindi ogni sua uscita è davvero una conquista.

Lo vedo, in questi ultimi giorni, soddisfatto di quello che sta facendo, sono iniziati i preparativi per i concerti natalizi delle due scuole che frequenta e probabilmente il sentirsi di nuovo attivo lo fa stare bene.

Incrociamo le dita e speriamo che ritrovi il suo equilibrio, sarà una strada lunga e faticosa, ma il panorama che godrà dall’ alto sarà fantastico… !

*Frasi  dal libro “ TROPPO INTELLIGENTI PER ESSERE FELICI” Jeanne Siaud-Facchin (Rizzoli)

Che dire: ho un figlio della libertà e dopo un primo periodo di “smarrimento”… sono orgogliosa di esserlo.
La sua sarà una strada alternativa e magari anche più difficile,ma sarà la sua strada.

Maria Montessori, Mario Lodi, Gianfranco Zavalloni e molti altri maestri e pedagogisti sostengono che il bambino impara dalle esperienze, dalle emozioni della vita quotidiana.

Noi abbiamo accettato il rischio”

 

Io vi posso lasciare con una piccola anticipazione, Fabio ha fatto i due concerti natalizi in programma e sono andati benissimo, ha ricevuto un sacco di complimenti anche dai suoi insegnanti, forza Fabio siamo tutti con te

7 Commenti

  1. Gianna

    Non potevano che scendermi due lacrime…

    Risposta
    1. Patrizia

      …e il resto del mondo pensa che siamo mamme fortunate perche i nostri figli non fanno fatica….

      Risposta
  2. Giovanni Galli

    Una stretta di mano!
    E (se è lecito) un abbraccio.

    Risposta
    1. Chiara Gifted (Autore Post)

      Dott. Galli, è un onore per me leggere un suo commento, sapere che trova il tempo di leggere questo piccolo blog che racconta storie di ragazzi che lei conosce bene mi riempie il cuore, grazie ancora. Chiara

      Risposta
      1. Giovanni Galli

        vedo solo adesso questo suo apprezzamento. La ringrazio.

        Risposta
  3. Chiara Gifted (Autore Post)

    Gentilissimo Dott. Galli, mi ha contattata la mamma di Fabio che vuole mantenere l’anonimato, mi ha chiesto di dirle che anche per lei è un onore leggere il suo intervento e contraccambia il suo abbraccio; vorrebbe contattarla in privato se è possibile, le lascio la mia mail così faccio da tramite: mammaplusdotata@outlook.it

    Buona giornata
    Chiara

    Risposta
    1. Giovanni Galli

      Grazie,
      Chi vuole contattarmi lo può fare.
      ggalli@ticino.edu

      Risposta

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