Ale, l’affollamento e l’indipendenza

L’altro giorno io e mio marito abbiamo avuto un’accesa discussione

era tanto che non l’avevamo ed era la prima volta che le parti erano invertite

io volevo che Ale iniziasse ad essere indipendente, lui no

Ale ha problemi visuopercettivi e uno di questi è l’affollamento, ma cosa vuol dire questa parola?

In pratica quando è in un posto dove c’è tanta gente o tanti oggetti lui entra in confusione e se non lo si toglie da quella situazione si arriva ad una crisi d’ansia e perde completamente l’orientamento

mi ero accorta di questo particolare intorno ai 5 anni, quando andavamo al supermercato lui era disorientato, perso, infastidito, non rispondeva ai comandi se non lo toccavo e lo guardavo negli occhi poi, appena usciti, tutto passava

e infatti l’optometrista ha confermato questo aspetto, spiegandoci anche le dinamiche

e così arriviamo ai giorni nostri, in cui io voglio iniziare a mandare Ale da solo e fare qualche commissione nel quartiere mentre mio marito è seriamente preoccupato

ha paura che lui si trovi in un ambiente troppo affollato, diciamo che il supermercato è sicuramente il più pericoloso e che perda l’orientamento entrando in crisi

io invece sono per farlo andare, fargli trovare delle strategie da solo, perchè deve convivere con questo limite e deve imparare a gestirlo anche senza di noi

anche perchè tra due anni il ragazzo andrà alle superiori e dovrà per forza di cose prendere il pullman o il treno per andare in stazione e cambiare mezzo, il tutto in un orario tosto, con tantissimi studenti

ok se penso a quella situazione mi viene un blocco allo stomaco, stento a trattenere le lacrime, perchè lì il rischio che vada in crisi è davvero possibile

e mi sembra di vederlo in preda al panico in mezzo alla gente, che cerca di uscire dalla folla, mettersi in un angolo, respirare, calmarsi e riordinare le idee ma molto probabilmente perderebbe la coincidenza

ad un occhio non esperto tutti penserebbero a diagnosi molto più pesanti, si urlerebbe all’asperger o all’autismo, tanto ormai queste parole sono di uso comune, ma no, mio figlio non lo è e ne ho la certezza perchè le persone che lo hanno valutato non hanno tralasciato niente e lo hanno escluso, ha solo problemi visuo percettivi e mal tollera le situazioni molto affollate

io vorrei che si impegnasse ad essere indipendente a prescindere dai suoi limiti e dai suoi problemi e lui deve imparare a fare da solo, a trovare soluzioni e strategie

e per me solo iniziando poco a poco posso aiutarlo a calcolare tutti i rischi e le vie d’uscita

mio marito invece ha paura che non riesca a trovare da solo delle soluzioni e che si perda

so che ogni genitore è in ansia se pensa all’indipendenza del proprio figlio, che ha paura di lasciarlo andare e che gli possa succedere qualcosa ma noi abbiamo questo problema in più che è tangibile con cui conviviamo da sempre e con cui Ale dovrà imparare a vivere e non è facile pensarlo fuori da solo senza che noi possiamo aiutarlo

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