Storia di Giovanni e Cristian

Oggi vi parlo due fratelli Giovanni e Cristian e della loro mamma Elena.

Vorrei porre la vostra attenzione sulla diversità di questi fratelli, entrambi plusdotati ma, molto diversi tra loro, sia nel rapporto con la scuola che con i pari ma anche rispetto all’approccio con i loro interessi.

Perché nella società di oggi si tende sempre a catalogare in senso molto stretto i nostri ragazzi e, invece, com’è giusto che sia, due persone con una caratteristica comune possono vedere e affrontare la vita in maniera completamente differente.

Elena l’ho conosciuta in un gruppo di genitori di ragazzi plusdotati e poi ho avuto la fortuna di incontrarla personalmente ad un convegno,

come tante mamme di ragazzi apc ha lottato molto per i suoi figli ed è consapevole che la strada è ancora lunga,

ma io sono sicura che, adesso che noi genitori abbiamo preso consapevolezza di questa realtà e soprattutto ci siamo trovati per aiutarci nei momenti difficili, la strada non le sembrerà più così in salita.

Elena, due figli, Giovanni di 13 anni e Cristian di 10, entrambi plusdotati, ma quando ti sei accorta di questa loro particolarità? E soprattutto che età avevano?

I miei figli hanno caratteristiche molto differenti. Giovanni ha pianto per i suoi primi due anni di vita…..quando ha smesso di piangere ha incominciato a parlare. E non taceva mai.

E’ sempre stato un bambino profondo, curioso, e snervante. Ma anche una persona capace di grandi sentimenti. Ha una straordinaria capacità empatica, cosa che lo ha portato a soffrire moltissimo.

Si è fatto carico della situazione familiare quando il fratello, con l’ingresso alla scuola elementare, ha incominciato a mostrare grandissimi segni di sofferenza. Ha sofferto in silenzio per anni, affinché io non dovessi preoccuparmi anche di lui.

La situazione del fratellino è stata  veramente devastante. Ma non ci siamo mai posti il problema che fosse particolare o che avesse una marcia in più.

Era il nostro primo figlio e ci sembrava normale soddisfare le sue curiosità. Comunque nessuno dei miei figli sapeva leggere o scrivere prima dell’inizio della scuola.

Cristian invece era buffissimo. Aveva una straordinaria abilità manuale fine, simpatico, partecipe alle conversazioni fin da quando sedeva sul seggiolone.

Non si capiva nulla di quello che diceva, ma si vedeva che rideva di gusto alle battute….avrà avuto 8-9 mesi. Alla stessa età , non chiedermi come, con un gioco di sguardi io capivo quando doveva fare la cacca, me lo faceva intendere…voleva sedersi sul vasino.

Un giorno sono andata a prenderlo al nido, credo avesse 1 anno e mezzo. Di solito poi passavamo a prendere il fratello alla materna, ma Giovanni era al mare con i nonni. Ricordo che mi ha guardata e mi ha detto: “Dov’è tato”? . Io SOLO.”

Com’è stato il vostro percorso verso la certificazione?

Quando Cristian, il più piccolo, ha iniziato la primaria, siamo caduti nello sconforto più totale. Non voleva andare a scuola, piangeva ogni giorno mattina e sera. Non sapevamo più cosa fare. Nessuno ci sapeva aiutare.

La maestra era rigida e ottusa, diceva che non lo capiva, che Cristian la guardava come se fosse una deficiente, che era isolato, triste, apatico. Alla fine mi sono decisa e ci siamo rivolti a un neuropsichiatra infantile.

Ha fatto un po’ di sedute, gli sono stati somministrati una serie di test, un po’ antiquati, col senno di poi. Non è emerso niente. Solo un Q.I, “stupefacente”, così l’ha definito. L’unico consiglio che abbiamo ricevuto è stato quello di cambiare scuola perché per lui quell’ambiente, quelle maestre erano “veleno”.

La Dottoressa ci ha detto che con tali risultati Cristian non poteva avere problemi a scuola, e che se i voti fossero calati, allora avremmo dovuto tornare da lei. Arrivederci e grazie

. Allora ci siamo rivolti al Dirigente. Lui ne sapeva qualcosa di plusdotazione, perché nella scuola c’era un bimbo con questa caratteristica e una nota professionista della plusdotazione era anche venuta a parlare con le insegnanti.

L’ho supplicato in lacrime di darmi dei contatti. Mi ha risposto che la famiglia preferiva rimanere nascosta.

Ho dovuto fare l’investigatore privato sul piazzale della scuola, sono riuscita a sapere il nome della psicologa tramite un’amica. Ma la mamma non si è mai palesata.

So chi è. Ma non l’ho disturbata. Poi mi sono attaccata al web è ho cercato, cercato, cercato. E solo dopo  almeno 2 anni ho trovato chi veramente ci potesse aiutare. Nel frattempo in terza Cristian ha cambiato scuola. Abbiamo scelto un monte ore  ridotto.

E così quando Giovanni era in prima media….è crollato anche lui. Quando ci siamo seduti tutti e 4 davanti alla psicologa del centro in cui siamo seguiti, ha cominciato a parlare.

Ha fatto una disamina attenta e particolareggiata dell’esperienza del fratello. Si ricordava date, episodi, avvenimenti, farsi che io avevo completamente rimosso. E ha chiesto come regalo di Natale di poter essere valutato. Bingo!

Ma parliamo delle passioni dei due ragazzi.

Giovanni è appassionato di tutto. Ora che finisce le medie, per lui scegliere la scuola superiore è stato un dramma. Avrebbe fatto tutto. Dalla professionale al classico….no… il linguistico non lo avrebbe fatto mai.

Comunque la sua più grande passione sono la storia e i videogiochi. E’ riuscito a creare un connubio tra le due cose. Solo videogiochi storici o strategici che gioca con un rigore scientifico, andandosi a documentare laddove i vari capitoli non gli tornano.

Quindi approfondisce non solo fatti storici, ma anche uniformologici e bellici.

Cristian invece non mostra particolari passioni. Lui è quello delle “fittonate”, che però lo annoiano presto. Il grande lavoro con lui è stato abituarlo a tener fede agli impegni presi.

Elena, come gestiscono la relazione con i pari?

Giovanni dei pari anagrafici ne farebbe volentieri a meno. Paga pegno con le ore scolastiche, dopodiché non vuole frequentare nessuno. Non esce mai. L’unico ambiente in cui si trova bene è l’accademia in cui fa Thai boxe. Attività trovata dopo peregrinazioni infinite tra uno sport e un altro, sport che con mestizia faceva perché non voleva “disturbare” dicendoci che era profondamente infelice.

Poi finalmente la luce. Certo è il più piccolo del gruppo, i suoi compagni hanno dai 20 anni in su. Con loro può parlare di tutto e per la prima volta non abbiamo nemmeno dovuto presentare la plusdotazione e tutto l’apparato che ne consegue al direttore. L’hai visto, e ha capito che Giovanni poteva stare lì.

Cristian invece ama stare con gli altri bambini, andare alle feste o passare pomeriggi con un compagno. Il più delle volte ne rimane deluso. Più che dalla persona, dalle aspettative di divertimento che aveva. Però vedo che continua imperterrito a tuffarsi nella mischia.

Com’è il tuo rapporto con gli insegnanti?

Adesso abbastanza sereno. Abbiamo attivato un pacchetto scuola per entrambi, in modo tale che la psicologa potesse spiegare meglio quali fossero i punti di forza e di debolezza di entrambi.

Non tutti al momento hanno capito, ma col tempo vedo che “gli ossi duri” si stanno ricredendo. Saper che la dottoressa aveva parlato con i docenti ha permesso loro di scoprirsi di più, di farsi conoscere. E ciò che i docenti non avevano afferrato dal colloquio, lo hanno capito frequentandoli.

Com’è il rapporto di Giovanni e Cristian con la scuola?

Ho paura a dirlo, ma credo che i miei figli adorerebbero andare a scuola per imparare. E credo anche che ora ci vadano volentieri. Sicuramente Giovanni più di Cristian. Le sue ferite sono profonde e un nonnulla lo riporta a vecchie situazioni.

Avete dovuto cambiare istituto?

Eccome. Anzi ci hanno invitato ad andarcene, quando per una brutta vicenda che riguardava Cristian, bullizzato da una maestra e sfruttato dall’altra, ho parlato di “avvocati”. Il Dirigente era prossimo alla pensione, non voleva rogne. E noi eravamo una grossissima rogna.

I tuoi figli sono stati vittima di bullismo?

Da parte dei compagni…mai. Anzi. Giovanni in classe era chiamato dalle maestre il filosofo (dalla catechista il teologo). Qualsiasi questione o discussione ci fosse in classe, i compagni dovevano sentire cosa ne pensasse Giovanni.

Cristian invece, come ho detto prima, ha subito una tristissima forma di bullismo dalla maestra che lo emarginava e lo usava per estorcergli informazioni sul comportamento dei compagni o sul pensiero dei genitori.

Hai presentato la valutazione a scuola?

Per Giovanni non propriamente la valutazione, ma una relazione, priva dei dati personali, QI compreso, che proponeva delle strategie. Per Cristian, che a breve farà una nuova valutazione, sarà necessario presentare questa relazione allo scopo di redigere un pdp.

Hai  cercato una scuola ad hoc?

No. Quando abbiamo cambiato in terza elementare, non essendo ancora supportati da nessuno, abbiamo solo scelto una scuola che facesse il tempo ridotto. Giovanni invece per la scelta del liceo, si è basato sul suo fiuto.

Visti due istituti mi ha detto che in uno vedeva solo professori, nell’altro delle persone.

Hai la fortuna di avere degli insegnanti illuminati?

Diciamo che su 8 professori, solo un paio sono stati veramente interessati al benessere anche cognitivo di Giovanni. Gli altri faticavano a capire, però si sono sempre prodigati affinché stesse emotivamente bene in classe.

Invece la maestra di Cristian è molto disponibile ed entusiasta.

I tuoi figli hanno un tutor che li segue?

No, francamente non ce lo possiamo permettere

Avete delle passioni comuni?

La scoperta della plusdotazione dei nostri figli, ha spalancato a mio marito una voragine sul suo passato scolastico e personale. Si è subito riconosciuto nelle caratteristiche.

E ciò che erano passioni solo sue, perché abituato a fare le cose da solo, è stato condiviso con i ragazzi. Siamo cambiati tutti molto.

Hai valutato nel vostro percorso l’home schooling?

No, non l’ho mai considerato. Cioè ci ho pensato per un minuto, ma i miei figli sono veramente tanto pesanti. Io non potrei stare tutto il giorno con loro e gestire la loro istruzione.

Come gestisci i momenti di rabbia ,frustrazione e fame di sapere dei tuoi figli?

Io sulla rabbia e frustrazione sono una frana. Mi lascio coinvolgere, mi sento in colpa per non essere riuscita a avvitare loro quell’episodio che ne è la causa.

Li ho visti così tante volte così tristi e infelici che è come se avessi fatto il troppo pieno. Non lo posso più tollerare. Mio marito è bravissimo.

Sai cosa fa? Lui fa il PAPA’. Lui riesce ad uscire dal ruolo di padre di plusdotati e fa il padre dei suoi figli. Coccola o sgrida senza fasi tante paturnie.

Per la fame di sapere non è mai stato un problema, anzi ero orgogliosa di condividere con loro le mie conoscenze o fare degli approfondimenti o andare per musei.

Come ti rapporti con i tuoi figli quotidianamente?

Con Giovanni, finché dura, c’è un rapporto di complicità e rispetto. A volte mi chiedo se non dovrei fare più la mamma rompiscatole. Anche se lui mi dice che sono come la Mondaini con Vianello.

Non ho proprio motivo di alzare mai la voce, e non perché non abbia da fargli delle osservazioni. Semplicemente con lui basta parlare e se ne discute.

Con Cristian è sempre stata battaglia. Litigavamo fin da quando era piccolissimo. Lui deve avere sempre l’ultima parola. Lui se sta male, te lo deve dire, e dire, e dire. Così dopo che ti ha rovesciato tutto sulle spalle ….lui sta meglio.

Per la noia scuola, io mi rivedo molto nei miei figli. Le mie elementari mi sembra siano durate un’eternità. Poi ricordo che io volevo delle risposte…sul mondo…sul perché io ….qui….ora. Ma queste risposte non arrivavano mai.

Vivevo con i miei adorati nonni, la nonna si era fermata alla seconda elementare, il nonno alla quinta .

Hai dei timori o delle paura per il futuro?

Quello che mi fa più paura è Giovanni. Ora come ora per avere 13 anni è un bel trentaduenne. Ma temo che possa tornare a tenersi tutto dentro…per poi scoppiare.

Se scoppia a 17 anni e manda alla malora un anno scolastico…pazienza. Se scoppia a 40 quando magari ha una famiglia…..

Cristian…non ho dubbi. Troverà la sua dimensione. E’ troppo ”egoista” per soccombere ai problemi. Qualcuno che mi sostituirà nel risolverglieli…lo troverà

E adesso ti faccio una domanda tosta, secondo te come dovrebbe cambiare la scuola?

Io non lo so. Ancora non mi sono fatta un’idea. Nel nostro caso, come ho detto, la nostra psicologa è andata di persona a parlare con i docenti.

E su due figli, non ha detto le stesse cose. Ciò che giova a Giovanni, che non è minimamente interessato ad accelerazioni o potenziamenti, per Cristian non andrebbe bene.

 

7 Commenti

  1. Raffaella

    Grazie per questa condivisione . Ogni testimonianza è una riflessione, un passettino, un’idea in più per chi è vicino a questi bambini

    Risposta
  2. Chiara Gifted (Autore Post)

    Raffaella hai proprio colto lo spirito delle interviste, far conoscere questo mondo con tutte le sue sfaccettature.
    Chiara

    Risposta
  3. ANNA AGERDE

    SONO LA NONNA. COSA DIRE SONO ORGOGLIOSA DEI MIE NIPOTINI…..MA ANCORA DI PIU’DELLA MIA MERAVIGLIOSA FIGLIOLA.

    Risposta
    1. Chiara Gifted (Autore Post)

      Nonna Anna, cosa dire la sua risposta mi ha commossa molto, purtroppo non tutti i nonni sono concordi con il percorso che i propri figli intraprendono per i loro nipoti, le mando un grandissimo abbraccio.
      Chiara

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  4. Alessia

    Grazie, grazie per questa testimonianza. Io ancora non lo so se il mio bimbo di 7 anni è plusdotato. Ho l’incontro con la psicologa per la restituzione dei risultati delle valutazioni tra 30 minuti… sembra che il suo q.i sia comunque superiore alla media, quello che so è che ci rivedo tanto di noi in questa testimonianza, anche perchè qi a parte, ho un altro bimbo di 3 anni che sembra tale quale a Cristian.
    Non so cosa ci riserverà il futuro, certo sono agitatissima ma spero tanto di avere lo stesso spirito di questa mamma, onesto e coraggioso, per il bene dei miei meravigliosi, pesanti e affascinati bimbi.
    grazie
    Alessia

    Risposta
  5. alessia

    Grazie, grazie per questa testimonianza. Io ancora non lo so se il mio bimbo di 7 anni è plusdotato. Ho l’incontro con la psicologa per la restituzione dei risultati delle valutazioni tra 30 minuti… sembra che il suo q.i sia comunque superiore alla media, quello che so è che ci rivedo tanto di noi in questa testimonianza, anche perchè qi a parte, ho un altro bimbo di 3 anni che sembra tale quale a Cristian.
    Non so cosa ci riserverà il futuro, csono agitatissima ma spero tanto di avere lo stesso spirito di questa mamma, onesto e coraggioso, per il bene dei miei meravigliosi, pesanti e affascinati bimbi.
    grazie
    Alessia

    Risposta
    1. Chiara Gifted (Autore Post)

      Alessia mi fa piacere che le storie che raccolgo ti abbiano aiutata, sono sicura che anche tu, dopo il normale smarrimento iniziale, che ho avuto anch’io, aiuterai i tuoi figli a trovare la loro strada.

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