Una petizione al Parlamento Europeo

Ieri pomeriggio ho intervistato per voi l’Avvocato Ermelinda Pia Maulucci, che in collaborazione con la Dott.ssa Mormando, nel giugno del 2016 ha presentato al Parlamento Europeo una petizione per obbligare gli stati membri ad attivare una legislazione in merito ai bambini e ragazzi plusdotati.

Avvocato Maulucci ci spieghi meglio il vostro percorso.

Ho conosciuto la dottoressa Mormando e abbiamo maturato insieme l’opportunità di sviluppare, a livello normativo, le indicazioni della raccomandazione del consiglio d’Europa numero 1248/94, la petizione è stata presentata a mio nome con il supporto di Eurotalent, associazione di cui la dottoressa Mormando è presidente.

Il Parlamento Europeo come ha valutato la vostra richiesta?

La commissioni petizioni l’ha dichiarato ammissibile e ha interpellato anche la commissione cultura ed educazione, nonché il gruppo di lavoro per il benessere dei bambini e tutti gli enti concordano con l’ammissibilità espressa.

Cosa chiedete esattamente?

Nella sostanza chiediamo una direttiva, e cioè un atto normativo, che sia vincolante e che obblighi gli Stati UE ad adottare norme a tutela dei bambini apc.

Nella petizione vengono specificate quali norme gli stati devono attuare?

Le direttive fissano gli obiettivi precisi e poi la legislazione statale determina come realizzarli.

Può essere più precisa? Quali obiettivi sono stati inseriti?

Certo. Chiediamo che venga adottata una disciplina volta a prevedere una tempestiva identificazione dei bambini apc, l’adozione di programmi specifici per loro nelle scuole e la formazione obbligatoria degli insegnanti sul tema della plusdotazione.

Visto che è una petizione c’è un numero minimo di firme da raccogliere per far si che il Parlamento Europeo prenda in considerazione la sua richiesta?

Non c’è un numero preciso di firme da raccogliere, sarebbe preferibile raccoglierne molte, si dimostrerebbe un interesse collettivo sul tema.

Dunque lei mi sta dicendo che anche con 100 firme il Parlamento Europeo prenderà in considerazione l’argomento?

Sì, le firme non sono indispensabili ma il sostegno dà forza alla richiesta.

Quanto tempo rimane per poter firmare la petizione?

Non c’è un tempo stabilito. Dovrebbe essere supportabile finché non terminerà l’esame da parte delle commissioni a cui è stata affidata.

Che risposta si aspetta dal Parlamento Europeo? e soprattutto visto che è del mestiere che tempistica possiamo ipotizzare per un intervento da parte loro?

Discutiamo di alcuni mesi. Mi auguro che la questione susciti anche un interesse politico che sicuramente aiuterebbe.

Se la direttiva passerà, cosa che mi auguro con tutto il cuore, l’Italia quanto tempo avrà per regolarizzare la sua posizione? e cosa si aspetta dallo Stato italiano in merito?

I tempi per adeguarsi verranno indicati nella direttiva. Ovviamente spero che lo Stato italiano provveda anche al fine di evitare una procedura di infrazione comunitaria.

Non so se è al corrente che l’associazione Step Net aveva già presentato una bozza legislativa al riguardo ma il riserbo sui contenuti non ci può far accedere alle informazioni.

Non ne ero a conoscenza. Mi pare si tratti di un’iniziativa diversa. Potrebbe essere opportuno coordinare le iniziative.

Scusi se sono diretta ma, purtroppo, in Italia ogni associazione porta avanti una propria modalità e delle proposte individuali anche se, concordo con lei, un lavoro di squadra sarebbe più efficace e mirato.

Purtroppo devo concordare con la sua valutazione.

Qui sotto potete trovare il link per firmare la petizione e far capire al Parlamento Europeo che noi genitori abbiamo bisogno di una legge che tuteli i nostri figli, che costringa lo stato a finanziare i corsi di aggiornamento per gli insegnanti e che finalmente si sdogani questa realtà.

https://petiport.secure.europarl.europa.eu/petitions/it/petition/content/0733%252F2016/html/Identify+and+enhance+since+childhood+talents+in+young+people%253A+from+forgetten+to+protagonist

 

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