Overexcitabilities

“Gifted children see and feel more acutely than others. This is part and parcel of their giftedness […]”

Annemarie Roeper

 

Nella nostra esperienza di genitori di un bambino gifted, la trattazione delle overexcitability fornita nel libro “Living with intensity” (la citazione completa è riportata in calce a questo articolo) è stata una delle scoperte più sorprendenti e difficili da assorbire, ma senza dubbio anche una delle più importanti, perché ha cambiato in modo radicale (in senso positivo) il nostro modo di rapportarci a nostro figlio. Le overexcitability sono parte integrante di ciò che significa “essere gifted”, al punto che un concetto non può esistere senza l’altro. In altre parole: le superiori capacità intellettive, artistiche, creative dei bambini gifted sono dovute proprio alla loro aumentata “intensità”.

Una volta accettato questo concetto, è necessario comprendere come gli atteggiamenti, i comportamenti, le singole parole che si usano nel rapporto con questi bambini abbiano conseguenze non trascurabili sul loro comportamento, ed imparare ad agire di conseguenza. Le overexcitability non sono in sé un “problema”, a meno che non si pretenda di soffocarle cioè di costringere un bambino gifted a negare la propria essenza. Bisogna imparare a fidarsi della natura di questi bambini, comprendere che, talvolta, il genitore deve fare un passo indietro e lasciare che seguano la loro inclinazione.

Nonostante le overexcitability siano un concetto cardine in una certa scuola di pensiero sulla giftedness, non è facile trovare risorse divulgative in Italiano che le trattino. Quanto segue risulta dal nostro tentativo di fornire un riassunto — quanto possibile accurato — della lettura di alcuni capitoli (elencati in calce a questo articolo) di “Living with intensity”. Il materiale, che speriamo possa essere utile ad altri quanto lo è stato per noi, è necessariamente molto stringato; per approfondire la materia, rimandiamo al testo originale.

È noto che i bambini gifted abbiano un’intensità emotiva e un livello di energia molto alto. Quando questi bambini ricevono un input dal mondo circostante, reagiscono molto più velocemente e intensamente di altri bambini. Queste caratteristiche dei bambini gifted sono spesso fraintese: la loro esuberanza viene considerata eccessiva; la loro perseveranza fastidiosa; la loro passione dirompente; l’alto livello di energia viene confuso con l’iperattività; il loro fare mille domande con la mancanza di rispetto per l’autorità; la loro immaginazione con la distrazione; le loro forti emozioni e sensibilità con l’immaturità; la loro creatività e indipendenza con l’antagonismo.

Questi bambini si distaccano dalla norma. Purtroppo, è triste dover constatare come qualcosa di eccezionale (“al di fuori dalla norma”), sia considerato anormale, intendendo per “anormale” qualcosa di malvagio o negativo, mentre invece si consideri come generalmente accettabile o buono il “normale”. La capacità dei bambini gifted di “sentire” così intensamente è un pregio che merita di essere capito e affermato, invece di essere soffocato.

Dobbiamo questa prospettiva positiva agli studi di Kazimierz Dabrowski, psicologo e psichiatra polacco, che studiò con grande passione lo sviluppo emotivo dei bambini intellettualmente e artisticamente gifted. Lo colpirono la loro intensità, la loro sensibilità e la loro tendenza a emozioni estreme, e non vedeva questi tratti come anormali, bensì come parte integrante del loro essere talentuosi e creativi.

Partendo dallo studio di come questi bambini reagivano allo stress in classi in cui era richiesto un certo grado di staticità, fisica e mentale, Dabrowski arrivò a definire quello che lui chiamò “nadpodbudliwość”. Il termine è stato storicamente tradotto in Inglese come “overexcitability”, anche se alcuni studiosi anglosassoni considerano questa traduzione non appropriata, se non addirittura fuorviante. Una traduzione più precisa sarebbe “superstimulability” — un termine forse poco elegante, ma che meglio rende il significato originario di “sensibilità aumentata”, laddove overexcitability comunica invece un senso di sensibilità “eccessiva”, che è assente nel termine polacco originario. In questo testo si continuerà ad adottare il termine “overexcitability” per non creare equivoci rispetto alla gran parte della letteratura disponibile.

Con “overexcitability” si intende una tendenza innata a rispondere in maniera intensa a varie forme di stimoli, sia esterni che interni. Gli individui che hanno una overexcitability richiedono una minore stimolazione per produrre una risposta più forte e reazioni agli stimoli più durature degli altri.

Le overexcitability possono manifestarsi come un’abbondanza di energia fisica, una superiore acuità dei sensi, una vivida immaginazione, una curiosità e passione intellettuale, e una profonda capacità empatica. Oltre ad avere abilità intellettuali e talenti superiori, questi bambini hanno modi eccezionali di “vivere” il mondo, qualitativamente e quantitativamente. Essendo molto consapevoli sia dell’ambiente fisico circostante che della loro vita emotiva, i bambini gifted tendono ad essere più intensi, più sensibili, e più inclini a provare estremi emotivi, come esuberanza e disperazione. Dabrowski, basandosi sulle sue osservazioni, organizzò cinque diverse forme di overexcitability e ne descrisse le manifestazioni come segue.

Psicomotoria

Questa overexcitability presenta una significativa correlazione con un elevato grado di intelligenza (Ackerman, 1993). In generale, questi bambini sono caratterizzati da un alto livello di energia. Ad esempio, già da neonati possono necessitare di un numero di ore di sonno minore, rispetto agli altri bambini. Possono essere estremamente loquaci, parlare molto rapidamente, e sentire il bisogno di spiegare le cose fin nei minimi dettagli. Alcuni bambini possono avere un bisogno di attività motoria insopprimibile. Per questi bambini, stare seduti a lungo è una costrizione insopportabile; un atteggiamento di insegnanti e genitori volto a combattere questa necessità di movimento è del tutto controproducente.

Sensoriale

I bambini con overexcitability sensoriale hanno percezioni sensoriali accentuate ed un apprezzamento per l’estetica molto pronunciato. È come se questi bambini vedessero il mondo attraverso una lente d’ingrandimento: vedono e percepiscono dettagli che altri non possono nemmeno immaginare, e sono rapiti dalla bellezza del mondo.

Possono essere dotati di un olfatto estremamente sensibile, che li porta a reagire fortemente a certi odori, percepiti come estremamente spiacevoli. Spesso sono molto difficili da accontentare a tavola: accettano di mangiare solo una ristretta varietà di cibi e non sono inclini a provarne di nuovi.

Alcuni di questi bambini possono amare moltissimo ascoltare musica, oppure trarre conforto interiore dall’ascoltare i suoni della natura. Allo stesso tempo, il frastuono di un centro commerciale o di una mensa scolastica possono essere insopportabili per loro.

I bambini con un tatto particolarmente sensibile possono non sopportare le targhette all’interno degli indumenti, gli elastici, le cuciture, al punto da non poterli indossare se la targhetta non è stata rimossa o le calze girate in modo da rivolgere le cuciture verso l’esterno.

Intellettiva

I bambini con overexcitability intellettiva hanno una curiosità insaziabile, e capacità e tenacia intellettuale fuori dal comune. La loro attività mentale è intensa e accelerata. Sono incredibilmente tenaci e persistenti nel problem solving, ed elaborano continuamente nuovi quesiti, venendo spesso giudicati “noiosi” (neanche lo facessero per dispetto!) da genitori e insegnanti. Spesso in classe spaziano con la mente, usando l’immaginazione per alimentare il loro vorace appetito di stimolazione intellettuale; tuttavia, quando chiamati, sono perfettamente consapevoli dell’attività e dell’argomento che viene trattato in classe. Hanno una gran capacità di multi-tasking e concentrazione.

Immaginativa

I bambini creativi sono fortemente connessi con la loro capacità di immaginazione e sentono di non doversi limitare a nozioni concrete. La loro immaginazione può creare favole, racconti di scienze, poesie, murali o strutture fatte con la pasta. L’immaginazione è parte della vita quotidiana e contribuisce alla felicità ma anche a grandi scoperte e invenzioni.

Questa vivida immaginazione può mettere a disagio gli adulti, che magari pensano che i bambini perdano contatto con la realtà. Al contrario, i bambini sono perfettamente consapevoli della differenza tra i contenuti della loro immaginazione ed il loro ruolo nel mondo reale. Insegnanti e genitori dovrebbero incoraggiare i bambini ad esplorare la loro immaginazione, come posto sicuro per mettere alla prova nuove esperienze e anticiparne le conseguenze. La ricca immaginazione, i giochi di fantasia, il sognare ad occhi aperti sono fonte di piacere per il bambino gifted.

Emotiva

Fra le cinque identificate da Dabrowski, quella emotiva presenta il più ampio spettro di manifestazioni (Piechowski, 1979). Come se avessero delle “antenne emotive” estremamente sensibili, questi bambini sono permeati da sentimenti ed emozioni molto intensi, che si manifestano con modalità estreme e complesse. Si può dire che siano estremamente dotati da un punto di vista emotivo, ma questa dote è spesso vista dagli adulti come inadatta ad una vita “produttiva” e “razionale”.

I bambini intensamente emotivi sono gravati da carichi pesantissimi di sentimenti risultanti da paure e ansie varie: preoccupazione per la morte, amore, solitudine, una profonda preoccupazione per le sofferenze degli altri (empatia) e un atroce auto-esame. Sono pervasi da gioia e affetto e allo stesso tempo provano profonda tristezza e compassione. Quando sono gioiosi, il loro splendore illumina tutta la casa; quando sono tristi e delusi, portano il peso del mondo sulle loro spalle. I loro sentimenti sono complessi e ambivalenti. Le relazioni interpersonali per questi bambini sono fondamentali, anche se spesso non sono relazioni con bambini della loro età (che normalmente sono incapaci di tale profondità).

Questi bambini hanno intense connessioni emotive con gli altri e consapevolezza delle emozioni altrui. Bambini con overexcitability emotiva sono molto protettivi verso i sentimenti dei loro coetanei, ma allo stesso tempo non capiscono come mai gli altri non condividano la stessa intensità di sentimenti. Alcuni bambini hanno problemi a trovare le parole adatte per descrivere la profondità dei loro sentimenti, che quindi si manifesta attraverso azioni o sintomi fisici. Sono in grado di interpretare la gestualità degli altri e provano disagio se notano una discrepanza fra ciò che una persona dice e ciò che esprime attraverso la gestualità.

(N.d.R. Gli adulti, che magari a fin di bene spesso pensano di poter nascondere ad un bambino la realtà delle cose attraverso “piccole bugie innocenti”, devono essere consapevoli che, in presenza di un bambino con overexcitability emotiva, questa “tattica” potrebbe risultare controproducente. Può essere consigliabile, invece, ammettere con se stessi che si ha di fronte una persona troppo brillante per poterla ingannare; una persona che potrebbe essere ferita dal rendersi conto che i propri genitori le nascondono la verità).

 

Per concludere, riassumiamo mettendo di nuovo in evidenza come, secondo Dabrowski, le overexcitability siano parte integrante dell’essere bambino “gifted”. In sé non sono patologiche; non richiedono cure, né tantomeno terapia, perché sono un aspetto fondamentale dello sviluppo della personalità e dell’intelletto di questi bambini. Diventano problematiche solo quando gli altri, ed in particolare gli adulti che hanno un ruolo significativo nella vita di questi bambini (genitori ed insegnanti in primis), pretendono di ignorarle, o addirittura sopprimerle, rischiando così di fare danni irreparabili allo sviluppo armonico della personalità del bambino. Al contrario, è della massima importanza, per gli adulti che hanno la responsabilità di crescere questi bambini, comprendere come modificare il proprio atteggiamento ed i propri comportamenti, in modo da venire incontro ai bisogni dei bambini, invece di osteggiarli: i comportamenti legati alle overexcitability non rappresentano un capriccio, bensì un’esigenza primaria ed insopprimibile della spiccata intelligenza e sensibilità dell’individuo.

 

“Gifted children see and feel more acutely than others. This is part and parcel of their giftedness, and yet at the same time, it can be a source of great stress. Unfortunately, their perceptions and realizations are not always received as positively by family or the larger community […]. As a result, gifted children experience stress.”

(“I bambini gifted vedono e sentono in maniera più acuta degli altri. Questo fa parte della loro giftedness, ma, allo stesso tempo, può essere una grande fonte di stress. Purtroppo, ciò che percepiscono e comprendono non viene sempre accolto positivamente dalla famiglia o dalla comunità in generale […]. Di conseguenza, i bambini gifted sono sottoposti a stress.”)

Annemarie Roeper

 

 

 

Riferimenti bibliografici

 

Libro

“Living with intensity — Understanding the sensitivity, excitability, and emotional development of gifted children, adolescents, and adults”, Susan Daniels and Michael M. Piechowski (editors), Great Potential Press, Inc., Scottsdale, Arizona (USA), 2009.

 

Capitoli da cui è tratto il contenuto dell’articolo

  • Capitolo 1: S. Daniels and M. M. Piechowski, “Embracing intensity: Overexcitability, sensitivity, and the developmental potential of the gifted”.
  • Capitolo 3: S. Daniels and E. Meckstroth, “Nurturing the sensitivity, intensity, and developmental potential of young gifted children”.
  • Capitolo 5: A. Roeper, “The emperor has no clothes: Exquisite perception, stress, and the gifted child”.

 

Altro materiale citato nel testo

  • (Ackerman, 1993) C. M. Ackerman, “Investigating an alternate method of identifying gifted students”, unpublished Master thesis, University of Calgary, Calgary, Alberta.
  • (Piechowski, 1979) M. M. Piechowski, “Developmental potential”, in New voices in counseling the gifted, N. Colangelo and R. T. Zaffrann (editors), Kendall/Hunt, Dubuque, IA (USA).

 

1 Commento

  1. Mammacomete

    Grazie, apprezzo tanto il tuo lavoro. Mi da serenità e forza nell’affrontare la stupenda avventura con la mia bimba apc, lei, oltre ad altre overexcitabilities, ha sempre dimostrato, fin da piccolissima una sensibilità spiccata per i rumori…si tappa ancora le orecchie quando tira li sciaquone….e quando ha cominciato a farlo anche il fratellino da piccolissimo ho sorriso e abbiamo pensato di aver fatto bis 🙂

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