Storia di Asia

Bellissima storia quella che vi racconterò oggi, parliamo di un’altra cucciola del branco, Asia 6 anni e tantissima passione per i numeri .

Ringrazio Michela , la mamma, per aver risposto alle mie domande.

Asia vive con mamma papà e Marco di 4 anni.

Michela, entrambi  i tuoi figli sono tutti plusdotati?

Non lo so. Lei è stata già valutata. Su di lui abbiamo molti dubbi in quanto è un bambino completamente diverso ma, al momento, pensiamo che non sia plusdotato come la sorella.

Quando ti sei accorta che Asia aveva una marcia in più? E che età aveva?

Ho sempre pensato che fosse una bambina sveglia ma davo per scontato che fosse la normalità, anche perché all’epoca non frequentavamo altri bambini.

A due anni ripeteva l’alfabeto in italiano e in inglese, riconosceva le lettere, contava in due lingue. Pensavamo fosse il frutto della cura e degli stimoli che comunque le davamo.

Poi a neanche 4 anni ci siamo accorti che leggeva e scriveva in autonomia e abbiamo capito che davvero era in qualche modo diversa dagli altri bambini.

Com’è stato il vostro percorso verso la certificazione?

Ho cercato un po’ di informazioni in rete e alla fine, dopo un anno,  grazie all’incontro su FB con una mamma all’epoca referente di un’associazione per bambini plusdotati, abbiamo trovato un centro di valutazione a Roma.

Abbiamo avuto la certificazione dopo appena due incontri.

Michela ci puoi raccontare le passioni di Asia?

Lei ama i numeri e la matematica.

Stiamo cercando un tutor che possa seguirla in quanto non riusciamo a darle un supporto organico.

Le piace moltissimo anche l’astronomia ma non ha una vera e propria passione.

Diciamo che attraversa delle “fasi”: dinosauri, astronomia, egizi, chimica.

Va quasi a ondate e spesso gli interessi si spengono e riaccendono nel giro di qualche settimana o mese.

Asia come gestisce la relazione con i pari?

Alla scuola dell’infanzia ha avuto molte difficoltà per via di interessi totalmente diversi da quelli dei suoi coetanei.

Spesso sentiva il bisogno di isolarsi e ha sempre avuto pochi amici.

Ora alla primaria sembra essersi sbloccata ed è serena, pur sapendo che non può condividere con tutti i suoi interessi.

Diciamo che ha imparato con il tempo a nascondere i lati della sua personalità meno appetibili.

A volte, però, penso che le manchi il relazionarsi con bambini “simili” a lei.

Si trova spesso a suo agio con bambini più grandi in quanto hanno competenze e interessi più simili ai suoi.

Ultimamente ha legato molto con un bambino suo coetaneo che ho scoperto essere la sua fotocopia, sia per il percorso cognitivo sia per gli interessi.

Non parlano mai, però, di queste cose ma si intendono perfettamente.

Forse, è proprio perché pensano entrambi in maniera diversa dagli altri.

Lui, però, non so se sia plusdotato. La mamma non mi ha accennato nulla e non so neppure se sia a conoscenza dell’argomento.

Com’è il tuo rapporto con gli insegnanti?

Non ho ancora avuto modo di parlare con quelli della primaria.

In passato ho trovato una sola insegnante davvero consapevole delle peculiarità della bambina ma le altre, pur non condividendo il concetto della plusdotazione, sono sempre state abbastanza collaborative e hanno cercato di rispondere al meglio alle sue esigenze.

Com’è il rapporto di Asia con la scuola?

Al momento è entusiasta.

Frequenta una scuola Montessori e, nonostante non stia imparando nulla di nuovo, il fatto di poter essere autonoma nella gestione del suo tempo scolastico la rasserena.

A scuola ha scelto un strategia adattiva ma poi a casa chiede quanto la scuola non è in grado di offrirle al momento.

Asia è stata vittima di bullismo o derisione ?

Non parlerei proprio di derisione ma, di sicuro, i bambini le hanno fatto capire bene che è meglio che non si esponga troppo.

Alla scuola dell’infanzia le bambine non amavano i giochi da lei proposti mentre i bambini, in generale, temevano il confronto e quindi facevano finta di essere sempre un passo avanti.

Ha fatto tutta la scuola materna convinta che i suoi amici maschi sapessero leggere, scrivere e far di conto meglio di lei ma il divario di competenze agli occhi di un adulto era palese.

Hai presentato la valutazione a scuola?

Sì, e ci è mancato poco che mi ridessero in faccia.

La pedagogia Montessori è molto attenta ai tempi di sviluppo del bambino ma ciò è sempre stato declinato a favore dei bambini con tempi più lenti.

E’ difficile far accettare che ci siano bambini con tempi di sviluppo più rapidi e con esigenze diverse. A quanto ho capito la valutazione presentata alla commissione iscrizioni non è stata mai consegnata ai maestri.

Hai  cercato una scuola ad hoc?

Ho valutato attentamente le scuole della zona ma non ne ho trovata nessuna davvero disposta a farsi carico delle esigenze della bambina.

Alla fine ho scelto una scuola Montessori in quanto, dopo l’esperienza positiva alla Casa dei Bambini, ho capito che i materiali di sviluppo permettono ai bambini plusdotati di imparare in autonomia.

Molti materiali permettono di raggiungere livelli anche molto elevati nelle competenze linguistiche e logico-matematiche e spero che mia figlia possa trarre giovamento da questa caratteristica del metodo.

Hai la fortuna di avere degli insegnanti illuminati che cercano di stimolarla?

Non li ho ancora inquadrati. Sto ancora valutando la situazione.

I primi giorni le hanno dato carta bianca nella scelta delle attività ma mi sembra di capire che in matematica, ad esempio, la stiano frenando.

Sta facendo le addizioni con i numeri entro il 20 ma in realtà lei fa le addizioni in colonna con le centinaia, sottrae, moltiplica e divide. Penso che i suoi maestri non se ne siano neppure accorti…

Asia è seguito da un tutor?

No, al momento no, ma ne stiamo cercando uno per matematica e scienze.

Avete delle passioni comuni?

Sì, sono appassionata anche io di astronomia e scienze in generale.

Hai valutato nel vostro percorso l’homeschooling? Se si cosa vi ha fatto propendere per una scelta piuttosto che per l’altra?

Mi è sempre piaciuta l’idea dell’homeschooling ma per la nostra famiglia non è proprio fattibile. Non abbiamo il tempo materiale per seguirla e il fratello, che ha quasi la stessa età, ha necessità del tutto diverse.

Come gestisci i suoi momenti di rabbia/frustrazione/ fame di sapere?

Eh, bella domanda. In generale, cerco di dedicarle più tempo possibile per prevenire momenti di questo tipo. Ieri sera, ad esempio, dopo una lunga giornata di lavoro sono stata con lei fino alle 21,30 a leggere la storia dell’universo mentre lei prendeva appunti e chiedeva chiarimenti.

Spesso mi ritrovo a scrivere addizioni o problemi sul frigo e lei li risolve mentre sto cenando o mettendo a posto.

A volte tutto questo non basta perché neanche lei riesce a mettere bene a fuoco le proprie esigenze. Vorrebbe fare tutto, imparare tutto, leggere tutto.

Diciamo che viviamo alla giornata e cerchiamo di affrontare i momenti di crisi quando si presentano.

Come ti rapporti con lei quotidianamente? Ti rivedi in lei?

Devo dire che mi ci ritrovo parecchio. Ho fatto il suo stesso percorso ma 30 anni fa non c’erano le possibilità che ci sono adesso e io non sono mai stata valutata.

Mi sembra di riuscire a capirla meglio del padre e siamo molto in sintonia, ma spesso ci scontriamo in quanto la tratto come avrei voluto essere trattata io dimenticandomi che lei è un’altra persona.

In generale, mi ritrovo nella sua fragilità e nella sua difficoltà a costruire rapporti di amicizia con i suoi pari.

Hai dei timori o delle paura per il futuro?

Temo che sprechi o che non riesca a mettere a frutto il suo potenziale al meglio.

Mia madre mi ha cresciuta in maniera molto competitiva e ancora adesso, nonostante io abbia un buon lavoro e una splendida famiglia, sento il peso di non aver fatto abbastanza e di aver sprecato i miei talenti.

Vorrei evitarle, da un lato, tutto il senso di insoddisfazione che io mi porto dietro ma, allo stesso tempo, mi piacerebbe che si adattasse un po’ meno, sia in ambiente scolastico che in un futuro ambiente lavorativo.

Il mio timore più grande è che non riesca a trovare il giusto equilibrio tra le sue potenzialità e la sua voglia di essere normale e nascondere ciò che è.

Secondo te cosa dovrebbe cambiare nella scuola italiana?

Mi sono trovata di fronte a docenti  e dirigenti che non solo non avevano alcuna conoscenza sui bambini plusdotati ma ne negavano pure l’esistenza.

Dovrebbe cambiare parecchio nel nostro paese. In primis tutti gli educatori dovrebbero accettare il fatto che bambini con doti speciali esistono e hanno esigenze diverse rispetto agli altri.

In secondo luogo, questi bambini dovrebbero poter aver accesso a didattiche e programmi differenziati che oggi sono solo un miraggio.

Come vive tuo marito questa situazione? Avete una visione diversa delle potenzialità e delle criticità di Asia e su come gestirle o affrontarle?

Mio marito ha fatto fatica ad accettare la plusdotazione della bambina in quanto era molto scettico lui stesso su questo aspetto.

Lui la vive spesso come un problema e fa fatica ad accettare il divario palese tra il suo livello cognitivo e quello emotivo.

Non riesce a capire come mai una bambina che intellettivamente è di qualche anno più avanti dei suoi coetanei possa essere emotivamente così fragile e instabile.

Nonostante questo lui è molto bravo a gestire le crisi emozionali e comportamentali della bambina mentre si sente spesso inadeguato nell’accompagnarla nelle attività extra-scolastiche o nelle letture di approfondimento.

Triste vedere ancora una volta che le istituzioni non sono preparate ad accogliere i nostri figli e non hanno neanche l’umiltà di documentarsi per aiutare gli alunni.

Spero che in Italia qualcosa cambi, per i cuccioli del branco e anche per quelli più grandi perché è sempre un errore non riconoscere le peculiarità di un alunno.

 

 

 

1 Commento

  1. Chiara - Punto e Virgola Mamma

    Che bel post, complimenti!

    Risposta

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