Sono plusdotati…. e si creò il vuoto.

Ebbene sì, dovete sapere che quando abbiamo scoperto che i nostri figli erano plusdotati, intorno a noi si creò il vuoto.

Sì, avete capito bene, una notizia del genere allontana la gente, è come se avessimo detto che erano malati.

Perché i giudizi su noi genitori arrivano implacabili:

-l’avete stimolato troppo

-siete dei fanatici, è uguale agli altri

-lasciatelo tranquillo e fategli fare il bambino,

questi sono solo alcuni dei giudizi che sono arrivati alle nostre orecchie e non solo dagli amici ma anche dai parenti, e dai nonni,

anche se noi non abbiamo mai e poi mai affermato che i nostri figli fossero più degli altri ma solo che percepiscono tutto in maniera diversa, sono più curiosi, più emotivi, più ” ai limiti” per cercare di spiegare tanti loro comportamenti.

Perché i tuoi figli devono essere come gli altri, perché il diverso non viene accettato.

Era già stato difficile per noi accettare quel numero e quella valutazione, perché, credetemi,

quando scopri che i tuoi figli sono plusdotati ti spaventi perché in Italia non c’è la mentalità,

non ci sono le informazioni e sai che vi aspetterà una strada tutta in salita,

e quando abbiamo scoperto che Ale era plusdotato non c’erano neanche molti genitori nella nostra stessa situazione.

Adesso fortunatamente la parola plusdotazione sta iniziando a girare, anche se ancora troppo poco, ma almeno ci sono dei gruppi di genitori che si sostengono e si auto-aiutano e dove ho incontrato delle persone speciali.

Eh sì, perché gli amici hanno provato a capire di cosa stavamo parlando, ma anche in questo caso quella maledetta parola ( plusdotazione) risuonava nelle loro orecchie come un pregiudizio.

Noi, illusi, pensavamo di trovare in loro un appoggio, una spalla su cui sfogarci, erano più giovani dei nostri genitori e pensavamo che la giovane età rendeva le persone più aperte,

Ma non avevamo fatto i conti con l’inevitabile paragone che tutti i genitori fanno con i propri figli, ed lì casca l’asino.

Perché nessun genitore accetta di vedere il proprio figlio non riuscire a reggere certi discorsi e si pone inevitabilmente delle domande ma che ovviamente gira a te come un interrogatorio di terzo grado:

” ma scusa come mai Ale sta parlando dei dinosauri? a scuola non li hanno ancora studiati, come fa a conoscerli così bene?”

Semplicemente perché siamo andati in biblioteca e si è scelto dei libri che gli piacevano e li ha letti.

” ma scusa perchè al posto di fargli guardare i documentari non gli fai guardare i cartoni?”

Perché è capace di cambiare canale da solo e preferisce i documentari ai cartoni,

con i cartoni non sta fermo un attimo con i documentari almeno riesco ad andare in bagno senza l’accompagnatore.

ed è lì, in quel momento che vedi negli occhi delle persone che consideravi amiche il seme dell’invidia,

vedi che notano la differenza tra i nostri figli e i loro e che non la accettano

e vedi sulla loro testa una grandissima lavagna luminosa con scritti tutti i loro pensieri mai espressi e a poco a poco,

scusa dopo scusa, non si fanno più sentire.

Poi Ale arriva in quinta elementare, dopo un cambio scuola alla fine della seconda, riesci a farti delle amicizie tra le mamme della classe,

sono persone molto aperte che capiscono al volo Ale e vuoi fidarti perché anche tu hai bisogno di avere qualcuno con cui parlare e sembra che ti capiscano,

organizzi anche una serata divulgativa per la scuola e loro partecipano tutte entusiaste  e poi a giugno dello stesso anno annunci di aver aperto il blog

e li vedi realmente i volti dietro le maschere

i giudizi arrivano implacabili e mi viene detto che sto rovinando i miei figli………

altro giro altro regalo, questa volta però qualcosa ho imparato, dopo un attimo di delusione cocente ho capito che poche persone riescono a comprendere questo mondo,

ma, nonostante tutto, con una di loro, a cui tenevo particolarmente, cerco di salvare i rapporti e la invito a casa nostra per ben due volte perché voglio chiarire di persona e metterci una pietra sopra,

la persona in questione non ha neanche avuto la gentilezza di avvisarmi che non sarebbe passata e noi abbiamo aspettato lei e il figlio fino a sera, quando io ( scema due volte) le ho inviato un messaggio per sapere come mai non era venuta.

Ma come mi hanno insegnato i miei figli, la vita va avanti e chi ti tratta in questo modo non ti merita e noi meritiamo di più, mi chiudo sempre più a cerchio, non parlo più di Ale o Ele con gli altri genitori,

a volte ridiamo dicendo che abbiamo una doppia vita come batman,

ma per loro non è semplice, sono bambini e vorrebbero solo comportarsi come sentono.

Poi un giorno, messaggiando con una mamma del famoso gruppo di genitori le confido un dubbio su Ele, lei che è una persona molto tosta questa mattina mi manda un messaggio:

” lo sai che non mi faccio mai gli affari miei, ma ho voluto indagare sul tuo dubbio e questa è la risposta che ho trovato”

questa mattina l’ho iniziata con un sorriso, ho sentito tutta la forza di noi genitori di bambini plusdotati, la forza del cerchio,

l’appoggio che tanto ho cercato, l’amica che tanto mi è mancata anche se è fisicamente lontana sembra che sia sempre vicino

e volevo ringraziarla per esserci sempre, nonostante tutto.

 

 

 

 

 

 

19 Commenti

  1. Cristina

    Pienamente in accordo con ciò che hai scritto!! Brava !!!

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    1. Chiara Gifted (Autore Post)

      Grazie

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  2. Silvia Fanio

    Mi dispiace davvero tanto leggere di questa discriminazione.
    Ma l’invidia, sai, ha molte sgradevoli facce. Perché si, si tratta di invidia.
    Ma hai dei bambini meravigliosi.
    Spalle dritte e testa alta. Meglio pochi amici, ma buoni!

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    1. Chiara Gifted (Autore Post)

      Si, esatto alla fine impari a capire meglio le persone e a tenerti strette chi non ti giudica

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  3. SERENA

    adoro l’idea della doppia vita come batman. Chi dice che non sia giusto?

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    1. Chiara Gifted (Autore Post)

      Per noi adulti è facile, per loro no, vorrebbero essere accettati per come sono e sinceramente li capisco, impareranno anche loro a capire con chi possono e chi no

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  4. Francesca

    Ti capisco bene, una mia cara amica ha un figlio autistico e.. a lei è successo lo stesso! Come si esce “dalla norma” spesso ci si trova soli! (per poi invece trovarsi di nuovo tra genitori che riescono a capire e a condividere i nostri crucci e problemi

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    1. Chiara Gifted (Autore Post)

      Purtroppo il diverso fa molta paura, c’è una disperata voglia di uniformarsi che a me fa quasi paura

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  5. Chiara

    Che tristezza sapere che esistono determinati “soggetti”. L’invidia (perché sono tutti molto invidiosi) è davvero una brutta bestia. Se determinate cose non le vivi non le puoi capire, e molti genitori sono davvero molto arretrati e chiusi di cervello… brutto da dire ma è così!

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    1. Chiara Gifted (Autore Post)

      Purtroppo moltissime persone non hanno empatia e non riescono a mettersi nei panni degli altri, e non hanno neanche l’umiltà per cercare di capire un punto di vista diverso dal loro, è più facile e comodo giudicare

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  6. georgiana

    Chiara, hai tanta ragione. Noi abbiamo scelto per adesso di non divulgare a nessuno il fatto che sia plusdotato.
    Per noi è stato comunque un sollievo avere delle risposte da una persona qualificata.
    Ci abbiamo preso del tempo fino all’inizio della scuola per capire se consegnare la lettera della valutazione alla scuola.
    Purtroppo è nella natura umana avere paura di ciò che è diverso , poi lui è anche straniero quindi ancora più problematiche nell’integrarsi.
    In questo momento sono in fase di riflessione.. almeno leggendo i tuoi post non mi sento come un extraterrestre 🙂

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    1. Chiara Gifted (Autore Post)

      Mi fa piacere poterti aiutare con la nostra storia, mi rincresce sentire che lui ha difficoltà anche per il fatto che non è italiano, al camp a cui Ale ha partecipato la prima settimana di luglio ( solo per plusdotati) c’erano un paio di ragazzi ” stranieri”, che poi dover distinguere italiano e straniero per me è una cosa completamente assurda, e credimi erano molto integrati nel gruppo, ho visto davvero delle bellissime relazioni, tutti uguali, tutti amici, anche nel combinare guai

      Risposta
      1. georgiana

        Grazie .. ormai questo camp è “andato” prepariamo il terreno per il prossimo.
        Che poi sono sicura che passata l’ansia iniziale si troverà benissimo

        Poi i guai li devono combinare, basta che rimangono alle cose innocenti… forse i nostri ragazzi ancora di più vogliono testare gli adulti per vedere se sono all’altezza

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        1. Chiara Gifted (Autore Post)

          Io penso che per crescere debbano provare a fare da soli senza noi adulti, ed è normale che si sbaglia ma l’importante è che capiscano l’errore e lo usino come scuola.
          Poi a 12 anni inizia l’adolescenza e plusdotato o no, non ci sono ma che tengano faranno cavolate anche loro come tutti

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  7. Deborah

    Veramente non si capisce cosa voglia dir questa plus dotazione. Bambini +o- intelligenti ce ne sono sempre stati, no? Che etichetta scomoda da appiccicare ai propri figli. Ma se un genitore li chiama plusdotati, non cresceranno disadattati?

    Risposta
    1. Chiara Gifted (Autore Post)

      Deborah, come ti rispondevo su fb è un termine che è stato dato da esperti e psicologi, ti basti pensare che in USA è 70 anni che questa caratteristica è riconosciuta. Non siamo certamente noi genitori ma, è anche giusto chiamare con il nome esatto quello che vediamo, nessuno davanti ad un disgrafico lo chiama con un nome diverso; ovviamente i miei figli sanno il vero significato della parola plusdotazione e credimi sono stati loro a chiedermi a ” cosa ” appartenevano, si sentivano diversi dai coetanei con passioni differenti, con velocità di pensiero diverso e quando hanno capito che loro non sono sbagliati ma che ci sono altri ragazzi simili il sorriso è tornato a splendere sui loro visi, io penso che capire di non essere diversi ma trovare delle persone simili a noi serva per una crescita armonica nessun disadattato ma solo bambini felici, che oltre ad avere compagni di classe e di gioco hanno anche amici in giro per l’Italia che appartengono al loro mondo e con cui si vedono e si sentono.

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  8. Donatella Galvani

    Come vi capisco, ormai mio figlio ha 15 anni e fa il liceo scientifico perché lo ha scelto lui, ma non riesce a ingranare ,lo studi e i compiti a casa una fatica immane,ho chiesto un sostegno per cercare di aiutarlo con l’organizzazione,ma poche ore e insieme ad altri, purtroppo adesso inizia D avere crisi depressive quando un compagno prende voti alti e lui brancola sulla sufficienza, dice che ha capito , ma quando si mette a fare i compiti in classe si distrae,perde la concentrazione,e tutto diventa complicato.
    Non so come aiutarlo,anche perché i compagni lo vedono come un marziano,viste le sue conoscenze e capacità espressive e interessi.Quindi si isola perché gli altri non gli danno stimoli.

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  9. PATRICIA GALLO

    CIAO, SOLO ADESSO LEGO QUESTO POST MA MI IDENTIFICO PIENAMENTE, HO UN FIGLIO DI 13 ANNI CHE STA SOFFRENDO LE PENE DEL INFERNO PERCHE è ANCHE DISLESSICO. ALLORA ABBIAMO SCOPERTO TARDI IL SUO DSA E APC. LUI è UN RAGAZZO MOLTO SIMPATICO E SPIGLIATO CHE A TUTTI COSTI VUOLE ESSERE COME GLI ALTRI MA OGNI GIORNO LO VEDO TORNARE DEPRESSO PERCHE QUELLO CHE HA FATO E SOLTANTO INDOSSARE UNA MASCHERA CHE NON HA APPAGATO I SUI DI DESIDERI. ALMENO NON MI SENTO SOLA. GRAZIE.

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    1. Chiara Gifted (Autore Post)

      Mi fa piacere che le mie parole ti abbiano aiutata a non sentirti sola.

      Risposta

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