Compiti delle vacanze, io lo strozzo.

Le vacanze estive purtroppo sono anche segnate dai compiti che ogni anno gli insegnanti assegnano ai nostri ragazzi,

ma c’è un ragazzo che o ha perso la cognizione del tempo oppure pensa di vivere su Venere dove un giorno dura più di un anno terrestre

perché non è possibile che ai primi di agosto sia in arretrato con i compiti.

Faccio una dovuta precisazione,

a giugno erano stati entrambi informati che la settimana di ferragosto, unica mia settimana di ferie, non volevo vedere compiti per casa,

e che per il 31 agosto i compiti dovevano essere finiti perché poi vanno al mare con i nonni e rientrano il sabato prima dell’inizio della scuola.

Ma vediamo cosa ha svolto il ragazzo,

per ora ha finito solo matematica, geografia e francese, storia è a buon punto ma alcuni esercizi li vuole fare con lo storico di casa

le materie che mancano all’appello sono:

grammatica ( parecchia)

tecnologia anche questa vuole essere seguito dal padre, purtroppo disgrafia e tecnologia fanno a pugni e ci sta,

inglese

ma quello che mi preoccupa di più sono i tre libri con le relative recensioni,

dal primo di luglio ad oggi ha letto solo mezzo libro.

Lui legge i fumetti, si annoia senza molti problemi ma non gli viene in mente che ha una marea di compiti da finire,

Papà Orso è nero furioso, io ammetto che sono nervosetta ma voglio che ci batta la testa, sono stanca di fargli capire che sbaglia

tanto la mia voce per lui è un sottofondo scomodo, che se la veda da solo così forse, e lo spero vivamente, capisce che deve organizzarsi

che ha poco tempo e che deve mettere il turbo, sappiamo entrambi che se vuole un libro lo finisce in due giorni il problema è che non vuole.

Vi terrò aggiornati sull’andamento della situazione.

Fortuna che c’è Ele a tener alta la bandiera, le manca solo un racconto del libro delle vacanze, scrivere la trama di un libro che ha già letto e leggerne un altro con relativa trama ma visto che il primo l’ha finito in 4 giorni penso che prima di ferragosto questa questione sia archiviata.

 

 

 

 

4 Commenti

  1. Giorgia

    Chiara, che bella gatta da pelare sono i compiti delle vacanze. Non ti invidio per niente!! Sai che mi dicevano che qui in Tennessee non danno compiti per le vacanze estive? Adesso voglio informarmi meglio 😉

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    1. Chiara Gifted (Autore Post)

      Senza compiti, sarebbe un sogno davvero

      Risposta
  2. Consolata

    Anche se in ritardo rispondo con piacere. Personalmente sono molto favorevole ai compiti, anche se a suo tempo, come studentessa li ho odiati. E anche se sembra che “loro” non ne abbiano bisogno.
    Mio figlio (anche lui APC) è sempre stato così, perché loro sanno che “possono farcela” e, quindi, non si prendono il mal di pancia. Non a caso in camera sua gli ho messo un quadretto che riporta la morale della favola: la lepre e la tartaruga.
    E li capisco benissimo!
    Il “problema”, per esperienza personale, è che non sono stimolati a sufficienza, per cui riescono facilmente in modo “intuitivo” a fare ciò che gli altri fanno con grande impegno e tempo. Se da una parte così non imparano mai ad organizzarsi per tempo, dall’altra avendo anche (non sempre) difficoltà di concentrazione, si arriva al punto che possono dare il meglio di loro solo ed esclusivamente quando sono in situazione di forte stress.
    Il mio, addirittura, ha finito i compiti delle vacanze durante la prima settimana di scuola: “tanto, cosa vuoi, mamma, i professori devono fare ripasso per tutti gli altri”. E fa quinta liceo scientifico… È sbagliato questo atteggiamento, pensano di arrivare sempre.
    Ma devono imparare sbattendo il naso; impareranno ad impegnarsi e tanto quando avranno qualcosa che loro considereranno così importante che non potranno lasciarsela scappare. Ho visto la serie TV sulla vita di Einstein, è stata illuminante!
    Oramai, come mamma, non mi sfianco più: lascio a lui la responsabilità di organizzarsi come meglio crede, responsabilità anche sui risultati che non necessariamente devono essere ai massimi livelli sol perché hanno un alto potenziale. È dimostrato, paradossalmente, che più il potenziale è alto più spesso si trovano situazioni di disagio scolastico con basso rendimento.
    Ma non sono loro che “non riescono”, sono i metodi scolastici non sufficientemente adeguati al loro status.
    Purtroppo, in Italia, la plusdotazione non è contemplata nei programmi scolastici.
    Dobbiamo farcene una ragione. Diverso il discorso per le ragazze, che è risaputo maturare prima dei ragazzi e, quindi, sentono comunque forte il senso di responsabilità che spesso batte il “ce-la-posso-fare-all’ultimo”.

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    1. Chiara Gifted (Autore Post)

      Anche io sono favorevole ai compiti e concordo con te sul fatto che la scuola italiana non ha programmi scolastici per i nostri figli e che, di conseguenza, loro si annoiano e limitano gli sforzi a zero. Ammetto che quest’anno, nonostante i compagni si fossero lamentati per i troppi compiti lui, ha avuto un sacco di tempo libero; avevo messo solo un paio di regole doveva finire tutti i compiti entro fine agosto, perché poi sarebbe partito per il mare con i nonni, e durante le due settimane in cui io ero in ferie non volevo vedere compiti in giro per casa, anch’io avevo bisogno di staccare e lui non ha rispettato la seconda regola e questo mi ha fatto arrabbiare parecchio.

      Risposta

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