Alto potenziale cognitivo a 360°

Il 10 luglio 2017 due psicologi che si occupano di plusdotazione, il Dott. Galli e al Dott.ssa Dainese,

hanno creato un nuovo gruppo fb “Alto potenziale cognitivo a 360 °” per rispondere alle esigenze dei genitori e degli insegnati.

Li ho intervistati per voi per portare alla luce questo progetto che spero sia l’inizio di una bellissima collaborazione tra specialisti, genitori e scuola.

Invito tutti voi ad iscrivervi e a girare il contatto del gruppo agli insegnanti che potranno sicuramente trovare le risposte alle loro domande ed imparare a conoscere meglio questo mondo.

Dott. Galli e Dott.ssa Dainese potete presentarvi brevemente per chi non vi conosce e ai non addetti ai lavori?

Sono Chiara Dainese psicologa appassionata di psicocorporeità tanto che mi sono laureata con la tesi “Dare corpo al possibile:  l’interazione creativa nella proposta esperienziale “CorpoÈspressione”.

Una ricerca empirica” nella quale presento l’attività psicocorporea che utilizzo nella mia pratica professionale sia con gli adulti che coi bambini. Credo che più che ciò che si fa sia importante come lo si fa e questo dipende dalla persona che si è.

Prima di studiare psicologia mi sono dedicata a comprendere me stessa.

Crescere come persona, mettersi in discussione, rimanere aperti al dubbio e avere sempre l’entusiasmo di imparare è fondamentale nella vita e nel mestiere di psicologa.

Da 17 anni conduco corsi e seminari utilizzando pratiche psicocorporee finalizzate alla promozione del benessere, al miglioramento della relazione col proprio corpo, alla crescita personale e a conoscere e dare forma al proprio potenziale.

Offro supporto psicologico nei passaggi di vita e nel percorso di malattia; supporto alla famiglia, all’adulto anche in contesti complessi.

Nell’ambito dell’Alto Potenziale Cognitivo mi occupo di supporto psicologico rivolto ad adulti APC e famiglie con bambini/ragazzi APC, progetti nelle scuole, incontri di gruppo per genitori e attività psicocorporea per bambini e adulti, in particolare per la gestione degli aspetti emotivi.

Sono Giovanni Galli, psicologo e psicopedagogista, cittadino svizzero. Da moltissimi anni lavoro nel servizio pubblico presso il sostegno pedagogico del cantone Ticino. In privato mi occupo di APC.

Mi interesso di epistemologia, di antropologia ed etnologia dell’educazione, scrivo articoli e ho collaboro con varie testate in ambito professionale e di politica dell’educazione.

Da oltre 15 anni mi occupo di APC.

Già fondatore della associazione Tanti Talenti (associazione dei genitori ed amici dei bambini ad alto potenziale cognitivo), sono membro della ASEHP (Association Suisse pour les Enfants à Haut Potentiel), e membro dell’European Talent Support Network (European Council for High Ability).

Oltre alle attività di diagnosi, consulenza, supervisione ed accompagnamento di giovani ad Alto potenziale Cognitivo (APC), propongo corsi di formazione in Svizzera e all’estero, per genitori, docenti ed altre figure professionali.

Altre iniziative recenti sono la rete Zetapisesse per la gestione dell’Alto Potenziale Cognitivo e l’organizzazione d’attività ed atelier per la gestione delle emozioni di giovani ragazzi APC.

Oltre all’esperienza accumulata nella gestione dell’APC, ho un’esperienza pluridecennale nella gestione del disadattamento scolastico, con allievi DSA, ADHD, eccetera.

Lavoro con gli allievi, i genitori ed i docenti nell’elaborazione, nell’attivazione e nella gestione di progetti pedagogici differenziati.

Avete da poco fondato un gruppo fb “ Alto potenziale cognitivo a 360°” potete parlarci di come è nata questa idea?

La Dott.ssa Dainese sottolinea che è nata all’interno di un progetto di collaborazione e da una conoscenza reciproca che ha permesso loro di comprendere che sono sulla stessa lunghezza d’onda.

Una delle idee che li accomuna è che i genitori e gli insegnanti hanno bisogno di spazi nei quali poter portare dubbi ed esperienze, cercare confronto e conforto, ma anche riconoscere il proprio potenziale e come metterlo in atto nella quotidianità.

E quale migliore collaborazione può nascere se il lavoro principale del Dott. Galli, che ha quasi trent’anni di esperienza sul campo, è connesso all’apprendimento al lavoro nelle scuole, con gli allievi, i docenti, i genitori ed altre figure professionali.

Lui propone, coordina, gestisce, collabora a progetti pedagogici differenziati, di arricchimento, approfondimento ed accelerazione del curricolo.

Crede che ai giovani e ai genitori serva molto questo tipo di esperienza perché una volta ottenuta la diagnosi, o formulato un Piano Didattico Personalizzato, o date delle indicazioni  di intervento, ai genitori manchi la continuità, manchino risposte ed esempi legati alla quotidianità.

Che finalità ha questo gruppo?

Entrambi concordano nell’affermare che il gruppo vuole creare ponti, connessioni, aprire un dialogo fra le parti, soprattutto fra le famiglie e gli insegnanti.

Molti genitori necessitano di un sostegno regolare e sistematico.  Sono spesso soli, carichi di dubbi propri, senza contare quelli che vengono sollevati dalle persone che incontrano.

Ci sono poi docenti sinceramente e seriamente interessati ed aperti alla questione.

La motivazione allo studio è un aspetto cruciale, che dovrebbe vedere genitori e docenti alleati nel percorso di crescita dei giovani. Cruciale perché con “motivazione” siamo nel cuore della formazione.

A chi è rivolto?

Il gruppo accoglie adulti plusdotati/APC, insegnanti e genitori di bambini già valutati e riconosciuti come plusdotati/APC o di bambini che presentano caratteristiche che fanno pensare possano essere plusdotati/APC.

Selezioniamo gli ingressi per garantire ai membri la realizzazione dello scopo del gruppo.

I genitori e gli insegnanti davanti a quali segnali devono immediatamente porsi la fatidica domanda : ”potrebbe essere plusdotato?”

Se si pongono la domanda sanno che esiste questa possibilità e di conseguenza si sono fatti un’idea di cosa significhi essere plusdotato.

La difficoltà sta nel mettere fra parentesi ciò che si è letto/imparato e cogliere come il bambino/allievo esprime il proprio potenziale.

Un bambino plusdotato dall’oggi al domani sa fare cose che nessuno gli ha insegnato, è interessato a stimoli cognitivi o a utilizzare stimoli neutri usandoli in maniere personali e originali, apprende velocemente e formula domande e ragionamenti sulla base di ciò che impara, si relaziona all’adulto argomentando le proprie ragioni.

Già a pochi anni di vita lascia genitori e insegnanti spiazzati e in difficoltà.

Il genitore dovrebbe fare attenzione agli interessi del figlio e come li persegue, ai tempi di attenzione che fin da piccolo sono molto lunghi se interessato al compito, all’uso che fa di ciò che apprende, ai pensieri che esprime e a come si relaziona all’adulto.

Gli stessi suggerimenti valgono per l’insegnante, che in più valuterà come l’allievo si pone rispetto il gruppo classe, se cerca una relazione a due con la maestra e fatica a rispettare i tempi dei compagni.

Il bambino plusdotato cerca stimoli complessi, che soddisfino il suo modo di ragionare, dalla scuola si aspetta stimoli adeguati a lui e se non li trova…li cerca!

A chi si devono rivolgere i genitori per trovare conferma del loro dubbio?

Ad un professionista preparato, che sia in grado di comprendere il modo di essere del bambino e dare indicazioni su come aiutarlo ad essere felice.

Dopo la valutazione il genitore deve cambiare atteggiamento nei confronti del figlio?

Deve proporre per “tutelare” il potenziale e deve stimolarlo?

Dopo la valutazione il genitore deve prendere del tempo per digerire la notizia e imparare a comprendere il figlio considerando che ha un modo di essere diverso da quello che probabilmente si aspettava (o che gli avevano detto doveva aspettarsi).

Compito del genitore è tutelare e far crescere il potenziale umano del figlio, aiutarlo a sviluppare gli aspetti cognitivi, emotivi, relazionali per affrontare la vita.

E’ giusto assecondare il figlio e rispondere alle sue richieste, quindi anche proporre sulla base degli interessi dimostrati.

Non sempre il bambino ha le idee chiare su ciò che gli piace, pare non trovare la strada, la modalità con cui investire la propria energia, quel qualcosa che lo soddisfa e allora il proporre del genitore diventa ancora più importante.

Un bambino ancora non sa con certezza quale sarà la sua strada, né l’adulto può garantirgli che riuscirà a realizzarla.

Più esperienze si vivono nel corso della vita, più  si avrà modo di conoscersi sotto molti aspetti e più si sarà in grado di affrontare gli imprevisti della vita,

quindi non demoralizzarsi se alcune esperienze sembreranno non portare a niente e ricordare che il potenziale umano non è solo cognitivo e il potenziale cognitivo risente positivamente di altre esperienze,

che nutrono e stimolano: attività fisica, gioco, conoscere gli altri, stare con i propri simili, poter investire affettivamente.

Secondo voi la scuola italiana per com’è gestita oggi può accogliere e rispettare le esigenze dei plusdotati anche senza una legge ?

Interessante leggere i due pareri, la dott.ssa Dainese afferma che l’autonomia scolastica offre spazio d’azione, quindi la scuola è già in grado di accogliere e rispettare le esigenze dei bambini e ragazzi plusdotati.

Il problema si pone quando dirigenti e insegnanti non sono informati e anche se dotati di buona volontà non sanno come poter intervenire.

Non basta una legge, serve informare e formare nel rispetto dell’insegnante e delle sue competenze.

Il dott. Galli, che vive in Svizzera e non conosce appieno la realtà italiana, si basa sui racconti dei suoi utenti italiani e afferma che c’è molto da fare.

Spesso i PDP (Piani Didattici Personalizzati) sono formule taglia e incolla, che spesso restano risposte temporanee ma poco sviluppate.

I docenti hanno grandi competenze didattiche, e non solo.

Se si vuole dare sviluppo, bisogna creare dei gruppi pedagogici di istituto, specifici, con obiettivo l’arricchimento e connessi.

Questi gruppi integrati da un “esperto”, sapranno sviluppare competenze nuove ed utili.
Ma senza supervisione e regolarità, le cose sono oggettivamente difficili per i docenti.

Ultimamente nel panorama nazionale sono usciti articoli, interviste e libri che associano la plusdotazione al disagio e al problema, siete d’accordo con questo legame?

La dott.ssa Dainese ha la sensazione che siano state fatte delle semplificazioni di un tema complesso e che questo abbia portato a perdere dei pezzi producendo un’immagine distorta del fenomeno.

La plusdotazione è un modo di essere che porta con sé molte risorse sulle quali viene posta poca enfasi.

Il dott. Galli afferma che non esistono degli studi italiani che associano inequivocabilmente disagio al APC.
In genere ci si basa su cose lette e citate ma delle quali le fonti non son mai approfondite.
Basandosi sulla sua esperienza si collega alla “legge” dei terzi: un terzo sta benone, un terzo si arrangia, un terzo va male.

Quando abbiamo ricevuto la valutazione di Ale per noi è stato uno shock ci è voluto un po’ di tempo per “ digerire” la notizia e capire come muoversi,

molti genitori che mi contattano hanno affrontato o stanno affrontando lo stesso percorso, voi cosa potete consigliarci?

Di resistere alla tentazione di leggere tutto ciò che si trova in rete e in libreria il giorno dopo aver preso in mano la valutazione.

Respirare e darsi il tempo di far emergere le domande da porre a chi ha fatto la valutazione in modo da cercare di capire come il potenziale si manifesta nel proprio figlio facendosi aiutare dal professionista.

Cercare supporto emotivo in genitori che hanno figli plusdotati ad esempio entrando nel gruppo fb “Genitori di bambini ad alto potenziale” .

Potersi confrontare con chi ha vissuto lo stesso smarrimento e comprende il proprio vissuto è una grande risorsa.
E poi c’è il nostro gruppo .

Di seguito vi lascio i link e le pubblicazioni

Dott.ssa Dainese

Blog personale  www.chiaradainese.it

Pagine fb “Dottoressa Chiara Dainese psicologa

“Crescere bambini ad alto potenziale” 

Dott. Galli

Autore de:

  • Alto potenziale cognitivo a scuola. Appunti ed approfondimenti ad uso degli operatori scolastici, 2012
  • ABC per l’APC. Quando ho coperto che … primo kit di sopravvivenza ad uso dei genitori, ZetaPiEsse edizioni, Locarno, 2016
  • ZPSn x l’APC/en. Zone prossimali per l’alto potenziale e altri scritti, ZetaPiEsse edizioni, Locarno, 2017

Siti:

http://web.ticino.com/giovannigalli/APCplusdota.html

https://independent.academia.edu/GiovanniGalli3

http://www.zetapiesse-apc.ch

 

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