Kids University Verona

Quest’anno ho scoperto una nuova iniziativa molto interessante per i nostri ragazzi,

l’Università di Verona organizza dal 14 al 24 settembre laboratori ed eventi per sperimentare e conoscere la scienza.

Ho raggiunto per voi il delegato del Rettore alla Comunicazione Integrata di Ateneo, professoressa Marta Ugolini.

Prof.ssa Ugolini  è il terzo anno che l’Università di Verona propone questo evento a chi è venuta questa idea e perché si pensato che una proposta del genere fosse necessaria?

Kids University non è stata inventata a Verona, ma ripropone un format internazionale sulla scia delle Children University presenti in Europa.

Nello specifico, l’Università di Verona aderisce a EUCU Net (European Children’s Universities Network )

un’organizzazione non profit fondata dalla Commissione Europea nell’ambito del Settimo Programma Quadro per la ricerca e lo sviluppo tecnologico.

Esiste insomma una solida cornice istituzionale.

Siccome però le idee viaggiano sulle gambe delle persone, è giusto dire che a livello veronese

il progetto Kids University è stato sviluppato così bene da Tiziana Cavallo, che nel 2014 è diventata responsabile della comunicazione dell’Ateneo.

L’Ateneo di Verona ha deciso di aprirsi ai bambini e ragazzi della primaria e della secondaria inferiore, arrivando così a raggiungere una più ampia fascia di età con proposte specifiche:

Kids University, appunto, dagli 8 ai 13 anni, Tandem dedicato agli studenti delle scuole superiori,

l’offerta formativa classica per gli studenti in età universitaria e infine l’offerta post lauream dedicata anche agli adulti in formazione continua e aggiornamento

In cosa consiste questa manifestazione?

Ha presente il Festivaletteratura di Mantova?

Non ho paura di dire che possiamo considerare a tutti gli effetti Kids University come un festival, ovvero un concentrato di proposte,

laboratori, mostre, percorsi in un arco di tempo limitato (10 giorni circa) e in una zona precisa, dentro e fuori le aule dell’Università di Verona.

A chi è rivolta e chi può partecipare?

Kids University si rivolge ai bambini e ragazzi della primaria e della secondaria inferiore,

ai loro insegnanti (molti laboratori sono organizzati per classi intere) e anche alle famiglie, in orari diversi da quelli scolastici

Come sono le reazioni dei ragazzi davanti a questi laboratori?

I docenti che hanno animato i laboratori negli anni passati hanno riferito la loro soddisfazione nell’insegnare a bambini e ragazzi magari un po’ turbolenti ma sempre curiosi e interessati.

Diciamo che catturare il loro interesse diventa una sfida anzitutto per il docente, che è il primo che deve scendere dalla cattedra e mettersi in gioco.

E’ possibile avere il calendario completo dei laboratori e anche la modalità per poterne usufruire?

Trovate tutto a questo link http://kidsuniversityverona.it/

In pochi anni avete creato una bella realtà che leggevo sta aumentando e si sta diffondendo oltre Verona, ci saranno delle attività anche a Vicenza, come le piacerebbe evolvesse nel futuro?

Personalmente penso che quando avremo convinto tutti i professori dipendenti dell’Università di Verona a cercare, almeno una volta, di offrire un seminario all’interno della Kids University avremo ottenuto un ottimo risultato:

Kids costituisce un’opportunità per misurarsi con la sfida della disseminazione scientifica,

un campo in cui le Università possono e devono fare di più, in epoca di bufale scientifiche e di fake news.

Avete mai pensato di aprire l’Università ai bambini come fanno in Emilia Romagna con il progetto Unijunior?

In effetti si tratta di iniziative molto affini, quello che cambia è l’organizzazione temporale.

I laboratori sono concentrati in un periodo per quanto riguarda Kids University, spalmati sui diversi mesi dell’anno per quanto riguarda Unijunior.

In ogni caso si tratta di momenti di apertura dell’Università verso il pubblico e i cittadini.

Approfitto però per dire che l’Università pubblica, per sua vocazione, è sempre aperta.

Chiunque può entrare, leggere una rivista in biblioteca o spingere la porta di un’aula e ascoltare una lezione o una discussione di tesi.

Questo è un grande valore che il sistema universitario italiano, tanto criticato, possiede!

Ringrazio immensamente la professoressa Ugolini per la sua disponibilità e ringrazio l’Università di Verona per aver aderito e creato questo bellissimo progetto.

 

 

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