Il pensiero di Ale sul film ” Gifted”

Quando era in uscita il film “ Gifted” ,tra i genitori di bambini plusdotati, i dubbi che sorgevano erano:

è un film adatto ai bambini o ai ragazzi?

A che età i ragazzi sono pronti a vedere quel film?

Si confronteranno con una visione irrealistica della plusdotazione e ne usciranno disorientai?

Io posso rispondere solo portando la nostra esperienza come genitori e come famiglia.

Personalmente abbiamo sempre parlato molto apertamente ai nostri figli,

abbiamo sempre risposto in maniera sincera ai loro dubbi e alle loro domande,

loro volevano sapere chi erano, perché erano diversi dagli altri;

erano alla disperata ricerca di questa risposta da sempre,

i bambini, anche se piccoli, si identificano con gli altri e Ale ed Ele non si identificavano,

vedevano e percepivano che erano diversi,

negli interessi, nei modi di reagire, nella manifestazione delle loro emozioni

e noi abbiamo sempre cercato di rispondere ai loro dubbi

anche portando esempi concreti per alleggerire, quel carico negativo che la diversità e l’esclusione dal gruppo inevitabilmente portano.

Considerando il nostro vissuto e la nostra apertura a 360° rispetto a questo tema non ho avuto il minimo dubbio quando ho saputo che “Gifted” usciva nelle sale,

io ed Ale dovevamo andare a vederlo, ma perché non Ele?

Semplicemente perché pensavo che il film l’avrebbe annoiata ma appena uscirà in dvd lo farò vedere anche a lei.

E visto che il dialogo con i nostri figli è alla base del nostro metodo educativo ho pensato di condividere con voi le impressioni di Ale.

Inutile dire che Ale ne è rimasto entusiasta, gli è piaciuto moltissimo,

anche se è consapevole dell’esagerazione cinematografica per quanto riguarda l’eccezionalità in matematica.

E’ rimasto molto colpito dal comportamento della maestra di Mary:

” mamma hai visto la maestra ha capito subito Mary e le ha dato delle schede diverse,

come sarebbe bello se lo facessero anche nella nostra scuola, prima eseguo gli esercizi come gli altri e poi al posto di annoiarmi faccio qualcosa di divertente”

Traduco : divertente per lui è qualcosa di stimolante e che sia al suo livello di apprendimento.

Un’altra scena che lo ha colpito molto è quando Mary informa la classe che il plastico che hanno rotto al compagno sullo scuolabus era il più bello e invita tutti ad applaudire:

“beh mamma lei ha fatto benissimo perché il plastico del suo compagno era davvero bello ed era giusto fargli i complimenti”

Eh si, Ale, come Mary, ha un senso di giustizia molto elevato e ammette senza problemi che il compagno ha fatto un ottimo lavoro

è il primo a congratularsi con lui o lei ed inoltre è sempre disponibile ad aiutare un compagno in difficoltà che gli chiede una mano.

Ho poi volutamente chiesto ad Ale se era più in sintonia con l’approccio della nonna o quello dello zio e lui mi ha risposto:

“ mamma, Mary è solo una bambina e non  è giusto che venga tolta da scuola per studiare a casa,

lei deve stare con gli amici, giocare e divertirsi,

conoscere il mondo e poi da grande scegliere,

mi piace la decisione finale dello zio perché è quella giusta,

seguire le passioni di Mary ma nel tempo libero farla divertire con le amichette, ecco anche a me piacerebbe così, se solo potessi”.

Gli ho anche chiesto :” ma ti piacerebbe che in Italia ci fossero scuole per plusdotati?”

Ale: “ no, mamma non mi piacerebbe, io nella mia classe ho degli amici che sono diversi da me ma che mi accettano per come sono,

io mi trovo molto bene, e il mondo non è fatto solo di plusdotati è fatto di tante persone diverse e io voglio conoscere tutte queste persone diverse da me,

poi sarò io a decidere con chi legare e chi invece allontanare, ma come faccio se prima non le conosco?

Certo mi piacerebbe che a scuola ci fosse un programma più divertente ma anche gli amici sono importanti”

Ecco se tutti noi, o almeno la maggior parte, si è soffermata a guardare il grande talento di Mary o il rapporto tra la nonna e lo zio,

Ale ha letto altro, lui si è identificato nella protagonista, ha letto le sfumature, ha capito il suo stato d’animo,

ha trovato una persona simile con le stesse reazioni, gli stessi interessi, gli stessi pensieri e i gli stessi dubbi.

Personalmente non mi sento di “consigliarvi” di portare i vostri figli a vedere questo film perchè non conosco il vostro approccio famigliare,

non so quanto avete affrontato questo argomento e come si percepiscono i vostri figli se pensano alla plusdotazione,

nel nostro caso sia Ale ( 12 anni) che Ele ( 8 anni) non hanno problemi a vederlo ed a fare una lettura critica di quanto hanno visto,

per chiederci chiarimenti o parlare delle loro emozioni o dei loro pensieri.

2 Commenti

  1. Georgiana

    Grande Ale!
    credo che dobbiamo fermarci sempre e ascoltare il parere dei nostri figli….abbiamo tanto da imparare da loro

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    1. Chiara Gifted (Autore Post)

      Verissimo, possono insegnarci tantissime cose

      Risposta

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