Intervista al Dott. Polezzi

Ho pensato di iniziare il nuovo anno con un’intervista e ho raggiunto per voi il Dott. Polezzi per indagare sui libri che ha scritto e per cercare di farmi dire qualche novità per quest’anno.

Dott. Polezzi, lei è uno psicologo e psicoterapeuta, Dottore di Ricerca in Scienze Cognitive e Professore a Contratto di Psicologia Fisiologica presso l’Università di Padova

Che studi ha fatto e come mai ha deciso di dedicarsi alla plusdotazione?

Il mio percorso di studi è stato piuttosto lungo.

Dopo la laurea in Psicologia, ho iniziato il Dottorato di Ricerca all’Università di Padova dove mi occupavo di studiare le basi neurali delle decisioni.

Questo percorso mi ha fatto entrare all’interno del mondo della ricerca, mi ha portato a pubblicare vari articoli sui risultati delle mie ricerche ed a conoscere realtà estere come l’Istituto di Neuroscienze di Bochum, in Germania, dove ho lavorato per un anno.

Già durante questo percorso avevo cominciato a focalizzare i miei interessi sulla psicologia dell’età evolutiva, ma è stato durante la specializzazione in Psicoterapia che ho approfondito questa parte.

Ho potuto maturare un’ampia esperienza in questo campo all’ interno del servizio di Neuropsichiatria Infantile di Padova.

Proprio in questo contesto è nato il primo progetto sulla Plusdotazione (“Education To Talent”), grazie alla Regione Veneto.

L’esperienza nell’ambito è stata molto utile in quel contesto per iniziare un servizio di aiuto che non esisteva, per conoscere le esperienze in altri paesi e per essere aggiornati sul tema.

Personalmente, trovo estremamente gratificante aiutare bambini e ragazzi ad esprimere al meglio le loro potenzialità.

Mentecomportamento ha iniziato a collaborare con Aget e, grazie a questa cooperazione, è nato il primo progetto editoriale italiano rivolto ai bambini apc, com’é nata questa intesa e questa bellissima idea?

Nel mio lavoro mi sono trovato molte volte a confrontarmi con insegnanti che avevano bambini ad Alto Potenziale Cognitivo nella propria classe.

Spesso ho incontrato insegnanti sensibili ed attente che, dopo aver compreso cosa significa l’Alto Potenziale Cognitivo, mi hanno chiesto: adesso in pratica cosa facciamo?

Ci sono dei programmi che possiamo proporre?

Purtroppo, la risposta era sempre la stessa: non ci sono ancora dei programmi.

Le insegnanti attente sanno rispondere adeguatamente ai bisogni dei bambini con difficoltà e conoscono bene i testi didattici che il mercato offre per rispondere a quelle esigenze.

Ma per l’Alto Potenziale Cognitivo non c’era un corrispettivo analogo.

In AGET abbiamo trovato un’associazione sensibile a questo aspetto ed abbiamo condiviso l’obiettivo creare dei libri che rispondano a questa esigenza.

Abbiamo anche avuto la fortuna di incontrare una casa editrice come Sassi Junior che ha creduto in noi e ci ha dato la possibilità di pubblicare dei libri così diversi da quelli “classici” per bambini.

Dott. Polezzi, ormai i libri sono già in circolazione, può svelare a chi non li ha ancora acquistati, cosa contengono e perché sono differenti da altri libri per i bambini della stessa età?

I libri hanno disegni, favole ed esercizi per bambini dai 3 ai 6 anni, ma sono complessi e con un livello di difficoltà tale che solo i bambini APC possono apprezzarli.

Sono sostanzialmente suddivisi in tre parti.

La prima parte è dedicata a genitori o insegnanti ed illustra la tematica della plusdotazione, oltre a spiegare maggiori dettagli sulla funzione cognitiva a cui il libro è dedicata (attenzione o logica).

Questa parte fornisce anche tutta una serie di strategie per il genitore o l’insegnante che vuole usare il libro, usandolo come percorso di crescita per il bambino.

La seconda parte è invece una favola, scritta in stampatello (molti bambini APC sanno già leggere) e che si conclude con un esercizio da risolvere.

Da qui inizia la terza parte, una serie di esercizi di difficoltà crescente, collegati alla favola, che permettono al bambino di fare sempre “un passo in avanti” per allenare la mente.

Gli esercizi sono ispirati ai test cognitivi ma sono molto più complessi di quelli previsti per i bambini dai 3 ai 6 anni.

Qui è doveroso ringraziare il mio collega, Francesco Gallimberti, autore del libro insieme a me e vero “creativo” nella progettazione degli esercizi.

In tutto questo, vorrei ringraziare anche quei bambini ad Alto Potenziale Cognitivo che sono stati i primi “revisori” dei libri.

Con l’aiuto dei loro genitori, li hanno usati, ci hanno giocato e li hanno “approvati”.

Dott. Polezzi avete in programma altri libri per i nostri ragazzi? Sempre per la fascia 3-6 anni o saranno anche raggiunte altre età?

Si, abbiamo già in programma altri libri.

Vogliamo che ci sia un’offerta sempre più ampia, sia per i bambini dai 3 ai 6 anni, sia per i più grandi.

Anche per i prossimi lavoreremo in squadra e sicuramente ci avvarremo della collaborazione dei tanti bravi insegnanti che comprendono le esigenze dei bambini APC.

Noi crediamo che la sensibilizzazione a questo argomento debba crescere insieme al mondo della scuola.

Può anticiparci qualche novità in programma per il prossimo anno?

Posso solo dire che ci saranno delle novità importanti, ma per il resto vi devo lasciare con la curiosità.

Ringrazio il Dott. Polezzi per la sua disponibilità e per aver accolto la mia richiesta in maniera precisa e tempestiva

e a noi non resta che attendere impazienti le novità, sperando che il Dott.Polezzi voglia condividerle anche qui sul blog.

2 Commenti

  1. Luana

    Come si capisce se un bambino È plusdotato….?quali sono le caratteristiche principali di questi bambini che possono darci qualche chiarimento in più su questa realtà?

    Risposta
    1. Chiara Gifted (Autore Post)

      Buongiorno Luana, un bambino plusdotato è un bambino che ha fame di sapere, che è curioso oltre ogni misura, che fa domande molto approfondite; un esempio pratico Ale a 7 anni era affascinato dal sistema solare e ha cercato notizie in lungo e in largo, ha chiesto di partecipare a serate con un astronomo, finito questa passione ( perché aveva raggiunto un livello di informazioni che lo appagavano ) siamo passati ai miti greci e anche li abbiamo iniziato il percorso partendo dall’albero genealogico degli dei per poi passare alle nascite e ai ” poteri”, alla comparazione con i dei romani e aveva solo 8 anni. Domande da adulto, senso di giustizia assoluto, curiosità immensa, ecco penso che queste tre caratteristiche siano le più riconoscibili da parte di un genitore, poi ovviamente se c’è un dubbio bisogna rivolgersi ad un esperto in plusdotazione che può darti le indicazioni che ti servono.
      Spero di esserti stata utile e se hai bisogno puoi scrivermi in privato.

      Chiara

      Risposta

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