Agli insegnanti di Ale

Carissimi Insegnanti,

questo post lo dedico a voi, voi che ogni giorno vi relazionate con lui, voi che lo seguite e lo vivete fuori dalle mura domestiche.

Mi permetto di scrivervi per cercare di farvi capire che persona è Ale perché sono stanca di lottare e di fare riunioni con gli psicologi che ripetono in loop sempre le stesse frasi e gli stessi concetti che voi non riuscite a fare vostri,

mi chiedo se vi rendiate conto del dispendio economico che accollate alla nostra famiglia.

Oggi sono stanca,

stanca di trovarmi di fronte insegnanti che vogliono le prove della potenzialità di Ale,

quando basta andare in segreteria e leggere la valutazione per capire che non sono fisse mie,

basta fare una ricerca in Google per rendersi conto che la psicologa che ha valutato Ale è riconosciuta anche a livello europeo e non è la prima che passa,

però non vi basta,

voi volete le prove,

perchè ovviamente cercarle da soli è troppo faticoso e mi chiedo davanti a questa richiesta che insegnanti abbia mio figlio.

Ale frequenta la seconda media e non ha nessun professore che riesca a vedere le sue potenzialità,

tutti sono convinti che un apc debba per forza essere il primo della classe,

avere sempre 10 ed essere un alunno modello

come tutti sappiamo però, un apc non sempre corrisponde a questa caratteristiche, anzi,

un apc è un ragazzino curioso,

che impara molto velocemente le nozioni e che poi vuole passare ad altro,

approfondire, collegare tra le varie materie,

che si stanca quando, per l’ennesima lezione, viene ripetuto lo stesso argomento e così si perde,

inizia a non ascoltare, a distrarsi, cerca di fare altro, legge o cerca di eseguire i compiti per il giorno successivo

altrimenti inizia a fantasticare, a vivere nel suo mondo fatto di teorie, formule algebriche e numeri;

a volte mi chiedo se voi insegnanti abbiate mai visto la luce nei suoi occhi quando viene trattato un argomento che gli interessa,

ma purtroppo la risposta la so già,

mi basta guardarlo quando entra dalla porta di casa,

e ogni volta so che neanche quel giorno la scintilla è stata accesa.

Quello che mi rattrista moltissimo è la poca, anzi possiamo dire inesistente umiltà che avete,

non ammettete di non sapete nulla sull’argomento,

ma quello che non sapete o che non riuscite a vedere è la nostra piena comprensione

anche noi ci siamo trovati catapultati in un mondo sconosciuto e abbiamo dovuto imparare tutto da zero

e tanto dobbiamo ancora imparare

siamo genitori sempre sotto esame che a volte proseguono a tentoni ma mai una volta abbiamo deciso di arrenderci

mai abbiamo deciso di fermarci, mai abbiamo avuto la presunzione di conoscere questo mondo in ogni angolo e anfratto.

Così mi ritrovo a chiedermi perchè non possiate vedere questa situazione in maniera positiva,

non possiate vedere un’opportunità di crescita, di miglioramento, al posto di vedere solo le difficoltà.

Perchè per voi è così difficile ammettere che non conoscete l’argomento?

Socrate ci ha consegnato una bellissima frase ” So di non sapere”,

un grandissimo insegnamento di umiltà, consapevolezza e di spinta a colmare le nostre lacune,

solo così l’uomo evolve, si migliora, raggiunge obbiettivi mai immaginati e sperati.

Eppure, ogni giorno mi ritrovo con persone che non vogliono sapere,

che delegano allo psicologo o alla famiglia un lavoro che non ci compete

ne noi ne la psicologa siamo in classe, non possiamo sostituirci a voi, anche perchè credetemi se fosse possibile

l’avremmo già fatto per la serenità di tutti,

ma poi mi fermo e mi vengono in mente le parole di Ale:

” io vivo ed esisto e voglio trovare il mio posto nel mondo,

voglio che le persone imparino ad amarmi ed accettarmi per quello che sono,

pacchetto completo,

pregi e difetti, voli pindarici, teorie assurde,

risate e pianti, gioia e rabbia,

idee illuminanti e strampalate, abbracci e grugniti,

ma non possono pensare di mettermi in una scatola perchè io non ci so stare,

la mia mente è diversa, il mio modo di sentire le emozioni è diverso,

il mio modo di vedere il mondo è diverso come ognuno di noi,

nessun individuo è uguale agli altri, siamo tutti unici e speciali

e vorrei tanto trovare sempre più persone che non vogliono ingabbiarmi ma lasciarmi libero di essere come sono senza dover sempre sostenere un esame od una prova.”

E io davanti ad un ragazzino di 12 anni con questa consapevolezza resto senza parole,

penso e ripenso a come posso aiutarlo a realizzare il suo sogno,

essere accettato, essere finalmente visto che quello che è.

Dunque, cari insegnanti, farò tutto quello che è in mio potere per aiutare Ale ad essere accettato e visto ” pacchetto completo”,

spero con tutto il cuore che anche voi, prima o poi, possiate avere la fortuna di vedere le sue potenzialità,

perchè abbiamo deciso che d’ora in poi non daremo più nessuna prova delle sue capacità,

non è una gara, non è una sfida

è la sua vita e deve essere rispettata.

 

 

 

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