La gestione di due plusdotati

Ma come si gestiscono due plusdotati?

Rileggendo i messaggi che mi arrivano dalla pagina fb

questa è la domanda che tutti i genitori mi fanno;

come fare? come muoversi? come comportarsi?

Beh, una domanda non facile a cui penso nessuno possa rispondere in maniera generica,

ogni bambino è unico, ogni contesto famigliare anche,

lo stesso bambino in contesti diversi si comporta in maniera diversa

e, personalmente, non ho mai creduto alle soluzioni spicciole.

In ogni contesto è giusto e doveroso che ogni bambino e ogni famiglia siano gestiti in esclusiva.

Io poi, sono solo una mamma, non ho studiato psicologia e forse, anzi, sicuramente sono la persona meno adatta per dare consigli

e così mi limito a riportare la nostra esperienza;

perchè mi ricordo ancora i primi tempi in cui ci trovammo catapultati in questo mondo

e mi ricordo quanto fosse stato terapeutico il confronto con gli altri genitori,

non sentirsi soli a vivere e provare determinati sentimenti, dubbi, decisioni,

ci aiutava a non sentirci dei marziani e a capire che provavamo le stesse paure degli altri.

La gestione di due figli plusdotati penso che non sia molto diverso dalla gestione di due figli normodotati,

anche i plusdotati fanno i capricci, litigano, sbattono le porte, si mandano allegramente a quel paese,

poi si cercano, giocano insieme, si coccolano, si chiudono in camera perchè hanno i loro segreti

insomma sono due fratelli come tanti ma hanno anche un grande punto di forza

si capiscono nel profondo si comprendono, si rispecchiano l’uno nell’altra

tante volte Ale sostiene Ele nelle difficoltà, le dice:” Ele tranquilla ci sono già passato è normale io ho fatto così, io mi sentivo così”

e lei rispecchiandosi nel fratello capisce di non essere sola.

La stessa situazione si ripete con Ale, quando lui racconta qualcosa lei cerca di dargli un consiglio,

quando lui soffre lei lo capisce, ne comprende le motivazioni e penso che questa complicità,

questo ritrovare nella quotidianità una persona che ha la tua stessa visione sia un grandissimo vantaggio,

una grandissima risorsa, una forza esterna che li aiuta a gestire il tutto.

E poi ci sono le emozioni e gli argomenti di conversazione.

Ad esempio oggi a pranzo Ele se ne esce con la famiglia Addams ( stanno studiando la famiglia in inglese)

e poi ha fatto un collegamento con Leonardo da Vinci

( una cosa che ho capito in questi anni è: non fatevi domande sui loro collegamenti,

fingetevi morti come davanti ad un orso, ignorateli e tutto filerà liscio, voi annuite sempre e sfoggiate un bel sorriso)

ma torniamo a noi, ha iniziato a parlare di Leonardo da Vinci e Ale e il padre hanno iniziato a parlare delle scoperte,

del codice atlantico ed Ele faceva le domande.

Insomma loro hanno queste passioni e, se immagino che in una classica famiglia italiana il sabato a pranzo tra padre e figlio si parli della partita

da noi si parla di astronomia, fisica, Leonardo da Vinci e tutto quello che a loro passa per la testa.

Ecco con due plusdotati la domanda: ” mamma ma perchè?” non è all’ordine del giorno ma all’ordine del minuto,

e le mie risposte si dividono in tre tipi

  • se so la risposta ovviamente la condivido
  • se non so la risposta ma se so che mio marito può esserci d’aiuto la frase tipica è:” chiedi a papà questa sera”
  • se so che nessuno di noi sa la risposta :” apri il pc e chiedi a Google”

ormai sono grandi e sono sempre in casa quando usano il pc e lo sanno gestire molto bene.

Ma poi come facevano i genitori degli apc quando non c’era Google? Poveri io non avrei retto.

E poi ci sono le emozioni, quelle totalizzanti che fanno amplificare ogni situazione e ogni momento,

devo dire che mentre quando sono piccoli era oggettivamente più complicato gestirle,

adesso, soprattutto con Ale, la fatica è minore, il lavoro di dialogo e di supporto che abbiamo fatto in questi anni

ci sta aiutando a gestire un adolescente con la testa tra le nuvole, i fumetti, gli amici e purtroppo gli ormoni.

Abbiamo sempre parlato moltissimo con entrambi, speso serate a rispondere alle loro domande

a esporre i nostri punti di vista che a volte erano inflessibili ma loro dovevano capirli e per farli capire ad un plusdotato

ci vuole taaaanta pazienza.

Ok, direte voi, tutto bello ma non ci hai ancora spiegato come si gestiscono due plusdotati.

sinceramente non lo so, io posso solo dire come gestisco i miei figli,

perchè quando guardo Ale ed Ele non vedo due plusdotati

non vedo un manuale di istruzioni da seguire ma vedo loro,

le loro richieste e cerco di trovare una risposta,

di gestire la situazione, di trovare una soluzione,

a volte nonostante siano passati 6 anni dalla valutazione di Ale anche noi abbiamo bisogno di confrontarci con gli altri genitori

ma penso che la nostra forza sia l’unione tra me e mio marito,

dopo lo smarrimento iniziale e la sua difficoltà a gestire i ragazzi ha deciso di mettersi in gioco,

abbiamo sempre parlato molto,

ci siamo confrontati, scontrati, supportati e anche mandati anche a quel paese

ma ogni dubbio, ogni domanda, l’abbiamo sempre esposta all’altro

e penso che quando i genitori sono uniti e fanno fronte comune anche la gestione dei figli ( che siano plusdotati o meno) sia meno difficile perchè il peso, le decisioni e le responsabilità si dividono.

 

 

 

 

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