Non è un paese per plusdotati

Come vi avevo anticipato sia su fb che sul blog, Ale ha avuto ed ha tutt’ora un problema alla gamba,

non la muove, non ha forza ma non ha mai perso la sensibilità.

Sabato lo hanno ricoverato in ospedale per ulteriori accertamenti, l’hanno sottoposto ad una risonanza total body,

per escludere qualsiasi patologia.

E’ stato ricoverato tutta la settimana,

ha incontrato ortopedici, neuropsichiatri infantile e psicologa per riuscire ad avere un quadro completo della situazione.

Alla fine degli accertamenti siamo stati liquidati con la diagnosi di ” disturbo psicosomatico”.

E in ospedale ho capito quanta strada c’è ancora da fare,

quanti medici devono essere ancora formati, quanta ignoranza regna intorno alla plusdotazione,

quanto noi genitori e i nostri figli non siamo tutelati e assistiti dalla sanità italiana.

Nessuno sapeva cos’era la plusdotazione,

e se posso accettarlo da parte degli ortopedici,

non lo accetto da parte di un neuropsichiatra e di una psicologa,

davanti alle valutazioni non sapevano cosa dire,

non sapevano come funzionava un plusdotato e ometto di raccontarvi quello che mi è stato detto riguardo ad Ale.

Ovviamente la parola patologia è uscita molte volte e invece non hanno minimamente capito che lui li stava testando

che lui non voleva collaborare,

che lui aveva già capito, alla loro prima domanda, la loro ignoranza in materia,

tanto che, appena tornato in stanza dopo i colloqui, la prima frase che mi ha rivolto è stata :

” mamma io quelli non li voglio più vedere non hanno capito nulla”.

Loro, i medici non si sono fatti venire minimamente il dubbio che lui non volesse collaborare,

non se ne sono neanche accorti,

è questo il dato di fatto più preoccupante,

una valutazione redatta dopo una sola chiacchierata con Ale in cui non si sono minimamente accorti che lui non stava collaborando.

Agghiacciante, allucinante,

mi chiedo quanto tempo ancora i nostri figli dovranno subire quello che ha subito Ale in ospedale,

quanto tempo ci vorrà ancora prima che in tutti gli ospedali, i consultori, le scuole ci siano persone formate che capiscano i nostri ragazzi,

Il mio unico pensiero oggi è come sarebbe la vita di mio figlio se la plusdotazione fosse riconosciuta,

se ci fossero insegnanti, psicologi, neuropsichiatri che formati e informati, in continuo contatto con le associazioni;

mi domando come cambierebbe la sua vita quando,

varcando le porte di un ospedale, si troverebbe davanti persone che sanno cosa sia la plusdotazione

e invece oggi nel 2018 in Italia nessuno sa nulla,

ne medici, ne pediatri, ne psicologi ne tanto meno neuropsichiatri infantili presenti nelle strutture ospedaliere

e se questa è l’Italia io non ci sto,

io voglio degli specialisti che sappiano come approcciarsi a mio figlio,

sono stanca di questa invisibilità.

Da genitore sono stanca di ricoprire un ruolo che non mi compete,

sono stanca di parlare con specialisti che mi guardano come se stessi parlando di marziani

che non sanno come approcciarsi a mio figlio e che vedono problemi dove invece lui vede possibilità.

Mi auguro che questo 2018 appena iniziato ci porti la tanto agognata legge in modo da poter iniziare a formare più persone possibili,

per poter sdoganare questo mondo,

per poter finalmente parlare liberamente dei nostri figli e delle loro caratteristiche senza essere sempre additati come sbagliati.

 

 

 

2 Commenti

  1. Gloria

    Tutta la.mia comprensione e solidarietà! Lanciamo una petizione su change.org per la legge?
    Mamma di una plusdotata

    Risposta
    1. Chiara Gifted (Autore Post)

      Grazie Gloria per la comprensione, ti giro il link del post che ho scritto qualche mese fa e che fa riferimento alla risoluzione presso la Commissione Cultura, attendiamo fiduciose le prossime elezioni per portare avanti questo progetto.

      Chiara

      Risposta

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