Homeschooling ecco cosa ne penso

Faccio una doverosa premessa, ovviamente parlo per la nostra situazione, la nostra famiglia e i nostri figli,

ogni famiglia, ogni coppia genitoriale ed ogni figlio è a se.

Mi è sembrato doveroso scrivere questa premessa perché molti ragazzini plusdotati fanno Home Schooling.

Invece io sono contraria a questa linea di pensiero e vi spiego il perché proprio partendo dalla nostra situazione famigliare.

Sia io che mio marito lavoriamo full time, io a breve verrò trasferita in città e partirò la mattina per tornare la sera, mio marito invece lavora in zona.

I nonni li ritirano da scuola e li seguono il pomeriggio e mi sembra più che sufficiente.

Dunque a chi dovrei delegare questa mansione?

Dovremmo svolgerla noi la sera appena tornati dal lavoro? i fine settimana?

sinceramente, e lo dico senza tanti giro di parole, io a volte ho bisogno di non sentire neanche le loro mille domande perché ho la testa in altro e mi dovrei mettere a spiegare una qualsiasi lezione?

Ma poniamo il caso che io abbia vinto al Super Enalotto e che possa fare la mamma casalinga ( cosa che comunque non farei mai perché adoro il mio lavoro)

Avete presente a cosa andrei incontro?

Avete presente che partirei dalla guerra di Troia e mi ritroverei a parlare di Marte e di Elon Musk senza neanche capire che passaggi hanno fatto?

Senza tralasciare il fatto che anche io non ho una preparazione tale da poterli seguire.

Ma poniamo anche che io avendo tempo mi specializzassi e mi formassi per seguirli nell’ homeschooling

e dunque il problema preparazione, pazienza, impegno, organizzazione delle lezioni, pazienza l’ho già detto? ci siano

Avete mai pensato a tutto quello che la scuola offre a livello umano?

cosa offre oltre la didattica?

E voi giustamente mi direte, ma se ogni tre per due ti lamenti della scuola,

se Ale ha un problema psicosomatico legato alla scuola perché la difendi?

non faresti prima a togliere tuo figlio da li e a seguirlo in qualche modo?

No, io penso che il compito dei genitori non sia appianare la strada ma insegnare ai nostri figli a superare gli ostacoli,

a credere in se stessi,

a dare il giusto peso alle parole degli altri,

a vivere in società,

e relazionarsi fuori dalle mura domestiche con persone nuove e diverse,

a rispettare l’autorità di un professore o di un preside,

a farsi i loro punti di vista dettati dall’esperienza e non dalla teoria come sono abituati a fare i nostri figli.

Solo se avrò insegnato ai miei figli tutto questo potrò pensare di aver fatto un buon lavoro,

nella vita troveranno sempre persone che non crederanno nelle loro capacità che li umilieranno,

che gli metteranno i bastoni tra le ruote e loro devono imparare a relazionarsi anche con questi individui

e se posso insegnarglielo io ben venga, altrimenti a 20 anni è dura fare i conti con queste realtà.

E poi penso ad Ale, ormai è in seconda media,

in un soffio sarà al liceo e penso all’alternanza scuola-lavoro, senza una scuola che organizza il tutto come farebbe?

e tutti i racconti che noi adulti conserviamo nel cuore? lui non li avrebbe,

la biondina della 3° C, che lo guarda con gli occhi da cerbiatta,

gli scherzi ai profe,

i lavori di gruppo,

la paura per un’interrogazione o per l’esame,

lo scontrarsi con i suoi limiti e con velocità diverse

il bigiare la scuola perché non si ha voglia ( ok questo non diteglielo)

questi sono i miei ricordi più belli, quelli che custodisco nel cuore ( a parte la biondina, io avevo un moro)

non lo so mi sembra che nonostante la sua situazione non idilliaca perda tanto a livello umano,

se non fosse andato a scuola non avrebbe conosciuti 3 ragazzi fantastici con cui si trova benissimo e non avrebbe rivalutato il valore dell’amicizia,

e se con l’homeschooling non fosse abbastanza pronto per l’università?

lui già da quando aveva 6 anni ci ha informati che vuole fare l’Erasmus e se non potesse farlo?

Ma passiamo ad Ele, terza elementare, permalosa, timida, bradipo, disordinata ai massimi livelli,

cosa può fare la scuola per lei?

aiutarla con l’ordine assolutamente, fa molto di più un rimprovero della maestra che le urla disumane di una mamma per un anno intero,

obbligarla ad uscire dalla sua confort zone e aiutarla a relazionarsi con tutti,

lei è un tipo molto diffidente e fatica con la relazione tra pari e la scuola sta facendo davvero la differenza,

aiutarla ad accettare i cambiamenti a non averne timore, ad aprirsi al mondo,

lei bradipo da sempre ha una lentezza svilente, mi ricordo ancora quando era piccola,

noi abituati alla velocità di Ale ci siamo trovati spiazzati davanti a lei;

ha parlato e camminato verso i 18 mesi perché prima ha valutato tutto,

ha studiato la situazione, ha pesato i pro e i contro e poi quando era finalmente pronta è partita

ma partita senza nessun aiuto, Ale si lanciava, ha camminato presto ma voleva sempre la mano

lei no, una volta partita aveva già un passo sicuro e padronanza del movimento,

idem per la parola, quando è partita formulava già frasi di senso senza storpiature.

La scuola la sta aiutando ad accettare l’errore

e a capire che non è una tragedia se si sbaglia, capita, succede a tutti anche ai grandi.

Come potete dedurre, nonostante la scuola si debba assolutamente formare per accogliere i nostri ragazzi e questo non lo metto in dubbio, anzi è una priorità

io penso che, tralasciando la didattica pura, i miei figli stiano imparando molto,

stiano crescendo anche grazie a queste esperienze diverse, che comprendono cadute, scivoloni, arrabbiature, risate, decodifiche, noia,

perché per la crescita serve tutto,

servono sia le esperienze positive che quelle negative,

per farci capire che noi abbiamo delle potenzialità che noi valiamo e che possiamo fare la differenza a prescindere dal pensiero degli altri.

 

 

 

2 Commenti

  1. L'angolo di me stessa

    Grazie. Ho trovato questo post, e un po’ tutto il blog, di grande ispirazione.

    Risposta
    1. Chiara Gifted (Autore Post)

      Grazie a te. Chiara

      Risposta

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