Per favore non chiamateli genietti

Ebbene si, rientro in grande stile.

Chi mi conosce lo sa, odio gli assoluti e odio ancora di più le etichette,

e sono stanca e stufa di leggere continuamente sui giornali quella definizione, ogni volta che la leggo mi parte l’orticaria, inizio a vedere rosso e un neurone decide di passare a miglior vita,

e vi avviso che io non ne ho ancora molti a disposizione.

E’ possibile che i ” giornalisti” ( le virgolette sono volute) non riescano a fare un articolo degno di essere letto senza sbandierare nel titolo o nell’articolo stesso questa associazione?

E’ possibile che il loro lessico sia così povero e che siano così disperati che per attirare l’attenzione del pubblico debbano gioco forza fare questo collegamento?

IO NON CI STO

Siamo nel 2018, non nel medioevo, i ragazzi hanno un miliardo di stimoli e non vedo perché bisogna sempre demonizzare e mettere alla gogna un bambino che fa domande ed è curioso.

I miei figli non li considero genietti, anzi a volte li guardo e ho pure il dubbio sul loro Q.I,

vi giuro è capitato e capita spesso che noi genitori ci guardiamo con sguardo attonito e ci chiediamo:” ma non avranno sbagliato?”

Si, perché sono ragazzi come gli altri con passioni diverse e non vedo perché deve esserci tutto questo sensazionalismo,

non sono animali in gabbia da esibire, sono ragazzi che devono fare la loro vita come tutti;

sono ragazzi che sbagliano,

che ci provano,

che pensano molto a volte ci azzeccano, a volte no.

Sono solo ragazzi che si pongono delle domande e che cercano delle risposte.

Ma davvero fanno così paura?

Ma davvero una persona che fa domande può definirsi genio?

Io penso proprio di no, un genio è una persona che ha fatto un percorso e che alla fine di questo percorso ha dimostrato qualcosa.

Per ora i miei figli non hanno ancora dimostrato nulla e voglio che si sentano liberi di sbagliare e di rialzarsi senza avere questa etichetta troppo pesante attaccata sulle spalle.

La vita con due apc non è diversa dalla vita di ogni famiglia.

Nessuno ha mai affermato che il lavoro di genitore fosse facile a prescindere dal Q.I del proprio figlio.

Il lavoro di genitore è uno dei lavori più difficili di questo mondo e tutti, nessuno escluso, cerchiamo di fare del nostro meglio con gli strumenti che abbiamo,

sperando che i nostri figli una volta cresciuti siano delle persone educate, rispettose, serene e che possano trovare la loro strada in questo mondo.

Ale ed Ele sono apc, e allora?

sono il giorno e la notte, non potrebbero essere così diversi

eppure, hanno una grande caratteristica in comune, ma sono due persone distinte e giocoforza sono agli antipodi.

Come ho già affermato non amo gli assoluti e non amo le etichette e non mi piace quando si generalizza su questo mondo,

io lo vivo tutti i giorni e credetemi da mamma vi posso dire che quello che leggo sui giornali di questi ragazzini non corrisponde ai miei figli.

La corsa ai laboratori, le valutazioni ogni due anni, non esistono.

Ale ha fatto una valutazione a 7 anni e poi una ” revisione” ( rifatto un pezzo di valutazione) a fine quinta per depositare una relazione più aggiornata alle medie,

sappiamo che essendo DSA ( disgrafico) dovrà rifare i test del i DSA una prima dell’esame di terza media e poi a meno che ci siano condizioni particolari non abbiamo intenzione di farne altre.

Ele ne ha fatta una e stop, non ha bisogno di altro.

Ale ha fatto dei laboratori solo quando voleva, sono anni che non fa nulla; adesso ha una tutor che lo segue un’ora a settimana e va benissimo così,

a volte approfondiscono quello che ha fatto in classe a volte fanno altro.

Ele non ha mai fatto nulla e non fa nulla, si autogestisce in maniera eccellente, legge libri, crea quiz, fa sport, gioca ed è serena come il fratello.

Sono stanca che continui a passare il messaggio che avere un ragazzino plusdotato porti dei problemi.

Ma davvero non vi accorgete che se voi sentite che vostro figlio è un problema lui non lo capisca?

Davvero non riuscite a vedere quanto questi ragazzi riescono a dare?

Quanto sia divertente parlare ore e ore con loro?

Certo, a volte si è stanchi e molte volte ho ironizzato anch’io sulla mia pagina,

ma appunto era ironia;

e fatevela una risata ogni tanto,

sapete, fa bene non prendersi troppo sul serio e fa molto bene anche ai nostri figli imparare a vedere il mondo con gli occhiali dell’autoironia.

Smettiamola di dipingere al mondo esterno i nostri ragazzi in negativo e iniziamo noi per primi a farli accogliere dal mondo, per la loro bellezza,

per la loro unicità, senza cadere sempre nei luoghi comuni del sacrificio e del non riconoscimento da parte delle Stato.

Se continuiamo a dipingerci come vittime questa etichetta non riusciremo più a togliercela e se noi possiamo gestirla perché siamo adulti e vaccinati, dubito che i nostri figli ci ringrazino tra qualche anno.

 

 

 

6 Commenti

  1. Rita

    Non potrei essere più d’accordo!
    E mi hai fatto ridere quando hai scritto del dubbio ironico che a volte hai sul loro qi perché ogni tanto ce l’ho anch’io 😂

    Risposta
    1. Chiara Gifted (Autore Post)

      Rita ma lo sai che io l’ho anche chiesto alla Dottoressa che lo ha valutato?

      Risposta
  2. Miriam

    Semplicemente grazie di scrivere ciò che molte di noi sentiamo riguardo ai nostri figli!

    Risposta
    1. Chiara Gifted (Autore Post)

      Grazie Miriam

      Risposta
  3. ROBERTA

    Ciao ho appena scoperto il tuo blog e desidero semplicemente ringraziarti: mi fa bene commuovermi e ridere scoprendo che non sono sola….GRAZIE!

    Risposta
    1. Chiara Gifted (Autore Post)

      Ciao, mi fa piacere non farti sentire sola, siamo una famiglia strampalata completamente fuori dal comune e ne siamo molto fieri. Buona giornata Chiara

      Risposta

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