Risoluzione, a che punto siamo?

Finalmente, dopo un’attesa interminabile, si è formato il Governo e ho pensato di raggiungere Linda ( l’avvocato Ermelinda Maulucci) per condividere con voi il percorso che abbiamo intrapreso.

Linda, come ti è venuta in mente l’idea di rivolgerti direttamente al Parlamento Europeo?

In Italia non vi è alcuna legge, come è noto, sulla plusdotazione e fino a due anni fa non era neppure in corso un iter legislativo volto al riconoscimento dell’alto potenziale nelle scuole.

Questo a dispetto della nota raccomandazione n. 1248 del 1994 del Consiglio d’Europa sull’ istruzione dei bambini plusdotati.

Visto che in Italia non è mai stato previsto alcun intervento normativo per adeguarsi a tale raccomandazione,

nonostante siano già passati oltre 20 anni dall’ emanazione della stessa,

ho pensato di partire proprio dall’ Europa per chiedere un intervento che imponesse o quanto meno ricordasse all’ Italia di legiferare in ordine alla tutela degli alunni ad alto potenziale cognitivo nelle scuole.

Così ancora nel luglio 2016, come avvocato e con il supporto della dott.ssa Federica Mormando,

ho depositato una petizione al Parlamento Europeo per ottenere tale provvedimento.

La petizione era ovviamente pubblica e poteva essere supportata da chiunque avesse ritenuto di aderire a tale richiesta.

L’iniziativa ha incontrato, come detto, il pieno appoggio della dott.ssa Mormando,

che colgo l’occasione per ringraziare nuovamente per la fiducia che ha da sempre riposto in me.

Si è sempre adoperata attivamente per la riuscita di tale iter continuando a supportare attivamente tale progetto.

Numerosi sono stati anche i genitori di bambini ad alto potenziale che hanno deciso di sottoscrivere la petizione.

Un iter lungo che però alla fine ti ha portato un grandissimo risultato, il Parlamento Europeo ti ha dato ragione ed ha invitato l’ Italia ad adeguarsi ala normativa europea, questo cosa significa?

La petizione è stata a lungo vagliata dal Parlamento Europeo, e in particolare, dalla Commissione Cultura e dal Gruppo di Lavoro per il Benessere dei Bambini.

All’esito dell’esame della petizione il Parlamento Europeo, verso la metà del 2017,

ha emanato un provvedimento di notifica a tutti gli Stati membri (ivi compresa ovviamente l’Italia)

nel quale ha affermato l’importanza dell’emanazione di provvedimenti normativi a tutela della plusdotazione da parte di tutti gli Stati dell’Unione Europea.

E questo nel rispetto dell’istruzione inclusiva. A fronte di tale provvedimento, nell’ ottobre 2017,

ho rappresentato le mie istanze all’ Onorevole Simone Baldelli, allora Vice Presidente della Camera dei Deputati,

che si è dimostrato da subito molto sensibile al tema dell’alto potenziale cognitivo ed estremamente disponibile nell’ aiutare gli studenti plusdotati.

Come sai, io, tu, che come mamma ci hai aiutato a non tralasciare alcun aspetto,  la dott. Mormando, insieme all’ onorevole Baldelli stiamo pensando ad una bozza di progetto di legge. 

Il nostro lavoro, infatti, ha portato l’onorevole a presentare alla Commissione Cultura della Camera dei Deputati la risoluzione n. 899 del 12.12.17 a firma degli Onorevoli Baldelli, Palmieri e Crimi.

La risoluzione è stata presentata in termini brevissimi grazie alla sollecitudine dell’Onorevole stesso.

Adesso che il Governo è formato cosa dobbiamo aspettarci? Ci sono novità?

L’Onorevole Baldelli, che si è dimostrato assai sensibile alla questione,

ha manifestato la disponibilità a proseguire l’iter iniziato lo scorso dicembre appena ve ne sarà la concreta possibilità.

Il provvedimento emesso dal Parlamento Europeo, che invita l’Italia ad emettere una legge a tutela degli studenti ad alto potenziale,

resta peraltro efficace nel tempo e a prescindere, ovviamente, dalla situazione politica italiana.

Il nuovo Governo, dunque, dovrà considerare l’atto di notificazione del Parlamento Europeo e mi auguro adeguarsi allo stesso.

Perchè hai scelto di seguire l’iter per una legge?

Non sarebbe stato più facile e veloce procedere per altre vie magari ampliando la normativa già esistente sui BES, oppure, chiedere al MIUR una circolare per riconoscere i nostri ragazzi?

 A mio parere queste non possono essere soluzioni adeguate.

La disciplina sui BES è nata per bisogni concettualmente differenti.

Se ti trovi in pieno inverno a passeggiare per strada e hai a disposizione solo un maglione, cosa fai?

Ovviamente lo indossi e cerchi di fartelo bastare, non avendo altro.

Ma se avessi a disposizione un cappotto, non sceglieresti forse questo?

La stessa cosa accade per i BES,

si possono adoperare in mancanza di meglio,

ma se abbiamo la possibilità di ottenere una legge ad hoc per l’alto potenziale, perchè mai rinunciare?

Nemmeno una “circolare” potrebbe risolvere il problema,

posto che si tratterebbe di un provvedimento che non ha efficacia né di legge né di regolamento.

Non solo: la circolare può aiutare ad applicare ciò che è già normato.

Ma qui manca una disciplina che si occupi della formazione degli insegnanti, del rapporto scuola – famiglia – specialisti, di misure didattiche personalizzate che tutelino i bisogni relazionali ed emozionali di tali studenti.

A mio parere i tempi sono ampiamente maturi per una legge specifica sull’ argomento.

Non per niente siamo rimasti gli unici in Europa, e non solo, a non averne ancora una.

Tale dato emergeva già dal rapporto del 2006 di Eurydice,

la rete di informazione sull’ istruzione in Europa, “le misure di istruzione specifiche per i giovani plusdotati negli Stati dell’UE”.

Lo scriveva già l’Università Dutch Radboud Nijmegen nel febbraio 2005 nel rapporto: “Gifted education in 21 Stati Europei: inventario e prospettive”.

In Italia in nessuna norma compaiono le parole “alto potenziale cognitivo” e/o “plusdotazione”.

L’Italia ha il tasso di abbandono scolastico precoce tra i più alti d’Europa (13,8%) e tra questi ci sono anche i bambini plusdotati non identificati e/o che non hanno ricevuto un programma specifico per loro.

L’Europa ci chiede di ridurre questo tasso al 10% entro il 2020 (con il progetto ET 2020).

Il Parlamento Europeo ci chiede, nel recentissimo provvedimento citato prima, di provvedere ad emanare una legge  a tutela degli studenti ad alto potenziale cognitivo.

Se i tempi non sono ancora maturi adesso, mi chiedo quando mai lo saranno.

Concordo pienamente con quanto affermato da Linda,

i tempi sono maturi ed è ora che l’Italia inizi a riconoscere i nostri figli e a creare le strutture e i percorsi didattici – formativi per seguire i nostri ragazzi e senza una legge questa strada non può essere creata.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.