La scuola per Michele

Come vi avevo anticipato, stavo cercando storie di bambini apc e del loro rapporto con la scuola,

la mamma di Michele ( ovviamente il nome è di fantasia) mi ha contattata immediatamente perchè vuole far conoscere la loro storia

e io, nel mio piccolo, ho la responsabilità di portare alla luce il loro percorso che mi ha toccata tantissimo,

che mi ha fatto piangere e che mi ha fatto venire voglia di correre da loro per abbracciarli.

Camilla ci puoi parlare di Michele ?

per me è sempre stato un bimbo sveglio, intelligente, fin dal primo anno di asilo nido ci hanno detto che era fin troppo autonomo.

Non mi sono mai preoccupata, né ho mai pensato che potesse esserci qualcosa di “strano”, di “anomalo”…

certo, un bimbo precoce, che a 4 anni e mezzo leggeva e a 5 scriveva, tutto in autonomia…

ma era il primo figlio, lontano da cugini, da figli di amici, quindi io, sinceramente, non ci vedevo nulla di strano,

a parte, forse, quel suo continuo bisogno di riportare tutto a numeri: orari, distanza, affetto, cibo… tutto!

Poi è iniziata l’avventura elementari!

Quante aspettative da parte sua…

e tanto timore da parte nostra…

paura che potesse annoiarsi, distrarre gli altri…

però immaginavamo che le sfide per le “cose nuove” avrebbero calmato un po’ il suo desiderio di sapere.

A novembre, a due mesi dall’ inizio della scuola, ha già collezionato 10 note,

tutte dovute al fatto che “disturba gli altri, si distrae – anche se poi dimostra di aver ascoltato, ma guarda sempre fuori dalla finestra –

è troppo veloce e poi chiacchiera…”,

insomma, ogni giorno una nuova giustificazione per una nuova nota…

fino alla primavera, quando ci consigliano una visita dalla neuropsichiatra perché sicuramente il bambino è affetto da ADHD…

il mondo ci crolla addosso, ci sentiamo dei pessimi genitori… come è possibile che non ci siamo accorti di una cosa così grave?

Fortunatamente una mia cara amica aveva appena avuto lo stesso trattamento.

Si era rivolta alla dottoressa Roncoroni per chiarire alcune situazioni e mi consiglia di rivolgermi a lei.

Un po’ spaventati dai possibili risultati, ci affidiamo alla dottoressa e il quadro che ne emerge è completamente differente:

nessun deficit, ma solo un altissimo potenziale!

Ma la scuola, nel frattempo, finisce, quindi rimandiamo tutto a settembre…

nuove maestre prendono in carica la classe, e noi ci rivolgiamo a loro, certi che, essendo insegnanti vecchio stile, con molta esperienza, possano non solo capire, ma anche aiutare il bambino.

Mai situazione è stata peggiore!

A partire dal fatto che ora Michele è un mancino corretto (scriveva con la destra, ma tagliava, usava forbici e attrezzature con la sinistra),

con immensa difficoltà per lui, e che paga ancora oggi,

le insegnanti hanno cercato di reprimerlo con tutte le loro forze e capacità,

sminuendo il suo talento,

svilendo la sua autostima già bassa,

fino a fargli dire che lui non era bravo come tutti gli altri,

ma era un bambino cattivo,

un caprone,

minando la nostra capacità genitoriale continuando a rimarcare che era colpa nostra perché lo viziavamo

e dovevamo fare un altro figlio per ridimensionarlo,

dicendoci che io passavo troppo poco tempo con lui, ma, nello stesso tempo, che lo iperstimolavo e dovevo smetterla!

La dirigente, avvertita della situazione, ha voluto un colloquio in cui ha chiesto al bimbo cosa volesse,

ha proposto attività extracurriculari che le maestre gli hanno sempre negato,

ha ospitato lo psicologo per parlare di plusdotazione e trovare “aiuto”,

che è sempre stato negato dalle insegnanti.

Al nostro psicologo Aistap hanno detto che sì, tante belle parole, ma non credevano nella plusdotazione e non avevano alcun interesse in merito, perché tanto presto sarebbero andate in pensione.

Un giorno ci ha chiamati una pedagogista, interpellata dalle insegnanti per “risolvere il problema Michele,”

convinte di aver contattato i servizi sociali…

Alla fine la preside ha chiesto il cambio classe per Michele, e qualcosa è migliorato.

Ma ormai il danno era fatto e lui, da allora, non ha più aspettative scolastiche,

crede che l’istituzione scuola non possa dargli niente di più delle semplici nozioni di base che, comunque, potrebbe acquisire anche da solo.

Elementari e medie, per lui, sono state un inferno.

Ma ora, in prima liceo, sta rinascendo, sta imparando ad apprezzare nuovamente gli insegnanti e la scuola, intesa come fonte di conoscenza.

E’ difficile scrivere delle parole sensate dopo questo racconto,

è difficile non farsi trasportare dalle emozioni e scrivere di pancia tutto quello che ho dentro

ma vorrei farvi riflettere sul peso che queste insegnanti, con il loro comportamento, hanno avuto su Michele.

Lui ha perso fiducia nella scuola e penso che quando si arriva a questo punto la responsabilità sia delle istituzioni,

e che sia una grandissima sconfitta per la società.

Siamo nel 2018 e ci permettiamo ancora di perdere dei ragazzini in questo modo, per me è inconcepibile oltre che incomprensibile.

Spero che queste insegnanti si siano vergognate per il danno che hanno fatto a Michele.

5 Commenti

  1. Magda

    Stessa situazione per il nostro primogenito. La scuola italiana e le insegnanti sono gabbie dentro cui muoiono i talenti dei nostri figli.
    Cambiare non è facile né sempre possibile.

    Risposta
    1. Chiara Gifted (Autore Post)

      Concordo il cambiamento a volte non è possibile e trovare scuola ma soprattutto insegnanti pronti a mettersi in gioco è davvero difficile

      Risposta
  2. Mamma APC

    Io ho trovato due maestre splendide, pazienti e pronte ad accettare che, anche se la mia bimba APC ritaglia, crea, e guarda dalla finestra mentre spiegano, subito dopo sa ripetere per filo e per segno quello che hanno spiegato. Fantastiche

    Risposta
    1. fabio

      La prima parte della storia è capitata anche a noi, quando abbiamo portato la certificazione di APC e mandato una psicologa al colloquio con le insegnanti, anche se un pò dubbiose, hanno cercato di capire.Purtroppo noi che abbiamo un bimbo plusdotato viviamo ogni giorno di scuola con molta ansia,temiamo sempre che possa cambiare questo equilibrio cosi difficilmente raggiunto.E siamo solo alle seconda elementare speriamo bene per il prossimo anno.Ciao

      Risposta
      1. Chiara Gifted (Autore Post)

        Capisco quando dici che avete paura che tutto cambi, è una sensazione che conosco bene

        Risposta

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