Storia di Margherita

Quando mi arrivano le mail e leggo le storie che i genitori mi inviano

per me è sempre faticoso leggere i loro vissuti,

venire a conoscenza di una parte tanto intima e segreta della loro vita mi onora tantissimo

e nello stesso tempo mi fa camminare nei loro racconti come una piuma cercando di modificarli il meno possibile,

lasciando le loro parole vibrare tra le righe

e cercando di portare anche a voi quell’angolo così doloroso e privato che vogliono condividere.

Perchè purtroppo la maggior parte di queste storie ha un unico denominatore

la sofferenza, l’allontanamento da parte degli insegnanti o dei coetanei

solo perchè hanno paura del diverso.

E anche questa storia non è, purtroppo, diversa dalle altre,

è una storia di una ragazza che oggi ha 18 anni e

così ho deciso di farne più post per raccontare la rinascita dopo anni di sofferenza e di bullismo.

Margherita è la nostra secondogenita,

Non credo di poter dire che nostra figlia abbia avuto uno sviluppo precoce,

ha iniziato a camminare a 11 mesi e a parlare in modo corretto e con frasi  complete molto presto rispetto ai coetanei,

ma era stata la stessa cosa per il fratello e ho sempre pensato fosse dovuto al fatto che, fin da piccolissimi, ho sempre letto loro molto.

Oltretutto i nostri figli hanno imparato da subito due lingue.

Per il resto tutto nella norma.

La prima volta che mi sono resa conto che Margherita aveva una sensibilità molto spiccata fu a 5 anni,

frequentava l’ultimo anno della scuola materna in una pluriclasse,

dove ai bimbi più grandi ne veniva affidato uno piccolo da seguire ( accompagnarlo in bagno, lavarsi le mani ecc).

La bimba, oltre al piccolo affidatale, ne “accudiva” e custodiva gelosamente sotto la sua ala protettrice altri due.

Quando le chiesi spiegazione del suo comportamento lei mi disse che era perché quei due bambini << avevano più bisogno degli altri!!>>

e a lei questa cosa pareva assolutamente scontata.

Ho poi scoperto tempo dopo che erano entrambi bambini adottati…

Da quel momento mi sono resa conto che nostra figlia,

quando entra in contatto con una persona,

oltre a notare moltissimi particolari che a me sfuggono,

riesce sempre a capire non solo quello che l’interlocutore dice,

ma anche quello che non dice.

Per lei questo è sempre stato un grosso problema perché gli altri, piccoli o grandi che siano,

la tengono a distanza e la evitano.

Giunta alla scuola elementare ha imparato a leggere e scrivere molto facilmente,

il primo anno ha avuto due brave insegnanti ,andava volentieri a scuola.

Dai compagni è sempre stata considerata un po’ strana,

ma aveva l’indole della leader e tutti la rispettavano e cercavano il suo aiuto quando ne avevano bisogno

( ha sempre avuto un senso della giustizia molto sviluppato e guai se qualcuno osava trattare male un compagno).

Il secondo anno ha cambiato l’insegnante di italiano e sono iniziati i guai:

il secondo giorno mi ha detto: << Laura non è una brava maestra perché non vuole bene ai bambini!!!>>,

in seguito abbiamo capito che aveva ragione.

Con questa maestra ha litigato per tre anni.

Dal punto di vista scolastico è sempre stata molto brava, ma direi senza essere assolutamente un genio.

Con l’inizio della scuola media sono iniziati i grossi problemi.

Margherita si è approcciata alla nuova scuola con un grandissimo entusiasmo e una gran voglia di imparare cose nuove .

Purtroppo è finita in una classe con un gruppo di compagni di non facile gestione,

di cui gli insegnanti hanno perso subito il controllo.

Tutti i giorni nostra figlia tornava da scuola molto nervosa ed arrabbiata per essere stata otto ore in classe nel caos più totale e senza fare lezione di quasi nessuna materia.

Più volte ci siamo riuniti in consigli di classe con genitori ed insegnanti, ma senza riuscire a risolvere il problema in modo costruttivo.

Ad aprile di quel primo anno delle medie, Margherita ha iniziato a chiederci insistentemente di farle cambiare scuola,

dicendoci di non voler continuare a trascorrere le ore scolastiche senza riuscire a  fare lezione,

ma noi abbiamo deciso di non spostarla sperando in un miglioramento per l’anno seguente,

credendo che gli insegnanti avrebbero spostato alcuni compagni nell’altra classe, che invece era estremamente tranquilla.

Nostra figlia ha trascorso le vacanze estive in modo assolutamente non sereno,

la ricordo triste, sempre molto nervosa e scontrosa nei confronti di tutti,

ma aveva 11 anni è ho imputato questa cosa ad un normale comportamento adolescenziale.

Appena ripresa la scuola, con la classe invariata,

Margherita ha subito presentato dei disturbi fisici accompagnati da un sonno molto disturbato,

con incubi ricorrenti da cui si svegliava urlando e piangendo.

Ci siamo allora rivolti  ad una psicologa che ha trovato la ragazza psicologicamente molto provata.

Dopo un paio di settimane Margherita è tornata a casa sconvolta e dopo molta insistenza ha confidato a noi genitori di essere stata,

durante l’intervallo, chiusa nei bagni da alcune compagne e compagni e di essere stata offesa e malmenata.

Il tutto era stato filmato con il cellulare e diffuso sui social.

Ci siamo rivolti immediatamente ai dirigenti della scuola,

che però, oltre a far sparire  il filmato da internet,

non si sono resi assolutamente disponibili ad aiutare la ragazza e ad affrontare e risolvere il problema.

Abbiamo perciò trasferito nostra figlia in un’altra scuola.

In questa nuova classe Margherita si è subito ben inserita con i nuovi compagni ed insegnanti.

Ha faticato molto, ma con dedizione ed impegno è riuscita,

nell’arco dell’anno, a recuperare tutto il programma non svolto nell’anno precedente.

In tutto questo periodo è sempre stata seguita dalla psicologa

a cui la ragazza ha raccontato di essere stata vittima di atti di bullismo da parte dei compagni già dal mese di marzo dell’anno precedente,

ma di non aver mai osato dire nulla perché ripetutamente minacciata.

Apparentemente ci sembrava che la ragazza avesse ritrovato la sua serenità ed ha intrapreso il terzo anno alle medie con rinnovato entusiasmo.

Margherita faceva delle parafrasi e dei commenti dei testi e delle poesie che i compagni dicevano che non riuscivano a capire,

usava parole che non conoscevano,

molto al di sopra delle loro conoscenze linguistiche.

Alcune volte l’insegnante le ha dato dei voti bassi di compiti scritti perché era convinta che li avesse copiati da qualche libro…

 alcune compagne hanno iniziato a reputarla “troppo” brava,

ad escluderla dal gruppo e a prenderla di mira…

Margherita ha ricominciato a chiudersi in sé stessa,

ad essere nuovamente molto nervosa e triste e ad isolarsi dal resto della classe.

In questo periodo ha anche iniziato a diminuire volontariamente il suo rendimento scolastico per uniformarsi ai compagni .

Sono sopraggiunti anche disturbi fisici.

Durante tutto l’anno scolastico gli insegnanti hanno sempre negato che ci potessero essere dei problemi,

solo due di loro, forse più attenti o più sensibili, verso la fine della scuola

ci hanno riferito di aver notato in Margherita una “chiusura” e di averla vista in classe sempre “sola e triste…”

Al termine dell’anno scolastico Margherita,

non dovendosi più preoccupare del giudizio dei compagni,

ha svolto il miglior Esame di Stato di tutta la scuola lasciando molto sorpresi  gli insegnanti,

visto che durante l’anno appena terminato aveva avuto un rendimento mediocre.

Ha scritto un tema alla prova di Italiano che è stato valutato straordinario per la sua età.

A settembre ha iniziato a frequentare il primo anno al Liceo delle Scienze Umane.

Anche questa volta pensavamo che, con il passaggio ad una nuova scuola,  in un ambiente più vasto,

i suoi problemi non si sarebbero più presentati, invece il peggio doveva ancora venire…

Margherita arrivava a casa da scuola sempre molto nervosa e molto preoccupata per la disinvoltura

con cui le compagne usavano il cellulare in classe e spaventata di finire nuovamente, a sua insaputa, sui social.

Dopo poche settimane di scuola sono iniziati, fortissimi dolori addominali  ed insonnia.

Ci siamo perciò rivolti ad un medico del territorio, specializzato nei disturbi conseguenti ad atti di bullismo, che ,

dopo un’attenta valutazione, le ha prescritto subito dei sonniferi per aiutarla a riposare

( dormiva 3-4 ore per notte, con i farmaci 4-5, restando sveglia per il resto della giornata) e sedute di psicoterapia.

A fine ottobre è stata per la prima volta tenuta 24 ore in osservazione in ospedale per dolori addominali.

Abbiamo iniziato un iter di esami diagnostici per escludere delle cause organiche che potessero dare origine a questa addominalgia

non controllabile con nessun farmaco antidolorifico.

In questo periodo Margherita ha iniziato a fare molte ore di assenza da scuola e a trascorrere le sue giornate  coricata sul divano,

insonne, con la borsa dell’acqua calda sull’addome per attenuare un po’ il dolore…

Siamo riusciti,  a metà novembre ad ottenere un ricovero nel reparto di gastroenterologia all’ ospedale.

Lì abbiamo trovato del personale molto disponibile che si è subito preso in carica amorevolmente di Margherita,

lei, anche se sempre molto chiusa,

ha confessato quello che le era accaduto nei bagni della scuola.

Prima, anche con gli altri  medici o con noi, non aveva mai raccontato tutto quello che era accaduto.

La dottoressa l’ha subito fatta seguire da una bravissima e brillante psicologa dell’ospedale che ha fatto una approfondita valutazione del suo stato psicologico:

ci ha detto che siamo stati molto fortunati perché i ragazzi in quelle condizioni, di solito,

non somatizzano i loro problemi con fortissimi mal di pancia, come stava facendo Margherita,

ma si lasciano sopraffare dalla loro sofferenza che sfocia in tentativi anticonservativi…

Dopo un periodo di ricovero, siamo tornati a casa con l’indicazione di farla seguire dallo psicoterapeuta

e di continuare a farle frequentare la scuola e i compagni per evitare un suo pericoloso isolamento dal mondo esterno.

 

 

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