Storia di Margherita parte seconda

……Purtroppo la situazione non migliorava,

Margherita non riusciva ad andare regolarmente a scuola e l’addominalgia non regrediva con nulla.

Questo dolore era continuo, sia di giorno che di notte, assolutamente invalidante.

A fine dicembre si è reso necessario un nuovo ricovero in ospedale per fare ulteriori accertamenti ed escludere altre patologie organiche

perché sembrava a tutti impossibile che questo dolore così intenso potesse essere “solo” psicosomatico

e le condizioni fisiche della ragazza stavano peggiorando.

Anche questa volta non è stato trovata nessuna patologia organica.

Rivista dalla psicologa dell’ ospedale,la dottoressa, ci ha consigliato di cercare una psicologa

che trattasse i pazienti con una terapia chiamata EMDR,

specifica per i soggetti vittima di disturbi post traumatici e di continuare a mandarla a scuola con orari  e carico di lavoro ridotti,

con verifiche modulabili in base alle condizioni psicofisiche della ragazza.

La dottoressa ha anche contattato l’insegnante referente di classe,

per spiegarle la gravità della situazione e come adattare la scuola alle necessità della ragazza.

Per fortuna questa volta abbiamo trovato una disponibilità assoluta da parte della Dirigente Scolastica e di tutto il personale docente.

Margherita ha iniziato ad andare a scuola solo 2/3 ore al giorno,

con programmi ridotti e verifiche svolte anche da casa ,

nei periodi che non riusciva a recarsi  in classe.

Anche l’insonnia persisteva malgrado l’assunzione dei farmaci.

Con il ritorno a casa dall’ospedale abbiamo iniziato a cercare una psicologa privata specializzata nell’utilizzo dell’ EMDR

( nell’ASL nessuno psicologo aveva questa specializzazione).

Abbiamo finalmente trovato una psicologa, a cui abbiamo affiancato  un percorso di cura nel servizio di Neuropsichiatria Infantile dell’ ASL.

La terapia psicologica, come ci era già stato preventivato, è stata molto dura,

la ragazza era psicologicamente e fisicamente molto debole e molto provata.

Sono iniziate anche crisi di panico e il dottore ci ha raccomandato di non lasciarla mai sola…

In questo periodo abbiamo anche scoperto che da circa un anno Margherita era diventata bulimica.

Finalmente, verso l’inizio di aprile, dopo più di cinque mesi di insonnia e di dolori addominali,

la ragazza è riuscita a sbloccarsi e a parlare di tutto quello che aveva dovuto subire a scuola e le conseguenze che questo le aveva portato.

Tra le altre cose, ha confidato alla dottoressa che da tre anni non si recava più nei bagni della scuola,

che da due anni non usciva più dalla classe neppure durante la ricreazione…

Sono, così, iniziati i miglioramenti e dopo poco tempo ha ricominciato, improvvisamente,

a tornare a dormire tutta la notte e i dolori addominali sono regrediti in modo costante fino a scomparire del tutto.

Nel giro di poche settimane ha sospeso da sola tutta la terapia farmacologica prescritta dal dottore e finalmente le sue condizioni sono notevolmente migliorate.

Ha terminato l’anno scolastico, sempre con orario e carico di lavoro ridotti, con ottimi risultati.

Margherita ha prima ridotto e poi sospeso i controlli regolari dal dottore nel dicembre del 2015,

ma ha continuato a sottoporsi regolarmente alle sedute di psicoterapia,

che sono state prima a scadenza settimanale e poi quindicinale per un anno e mezzo,

attualmente si rivolge alla psicologa solo per sporadici controlli.

In tutti questi anni di grande difficoltà e sofferenza Margherita ha avuto alcuni brevi momenti di benessere

durante tre  brevi viaggi-studio all’estero.

Nell’estate tra la terza media e la prima superiore Margherita,

accompagnata da una nostra amica di famiglia, si è recata a Dublino per una breve vacanza studio.

In questo periodo ho notato che la ragazza, qui molto chiusa e triste,

quando mi telefonava era estremamente felice ed espansiva,

il resto del gruppo la definiva molto socievole e aperta, sempre disponibile al colloquio.

Per lei quel viaggio all’estero è stato un allontanamento da tutto quello che qui la faceva stare male o le creava dei problemi,

si è appassionata allo studio della lingua inglese e si è innamorata di Dublino, città giovane e multietnica,

dove ha conosciuto gente aperta, molto cordiale e allegra.

In questo primo soggiorno ha conosciuto la sig.ra S. e la sua famiglia, composta dai due genitori e tre figlie, all’incirca dell’età di Margherita.

Questa sig.ra ha fatto dell’ospitalità nei confronti degli studenti stranieri il suo lavoro e

l’ha accolta in casa sua in modo molto affettuoso ed amorevole.

Nostra figlia è tornata a casa da questo soggiorno come se avesse scoperto un mondo nuovo.

L’estate  seguente, dopo i mesi terribili della malattia,

Margherita è voluta tornare in Irlanda, sempre per un breve periodo e assieme ad un gruppo organizzato  dalla nostra amica.

E’ stata nuovamente ospitata dalla stessa famiglia e anche quel periodo è stato vissuto da Margherita con molta gioia e partecipazione.

L’estate scorsa, per il terzo anno consecutivo, nostra figlia si è recata sempre nello stesso posto per una vacanza-studio,

ma questa volta è andata da sola perchè la nostra amica non ha potuto organizzare il viaggio di gruppo.

Seppure con molta preoccupazione da parte nostra, abbiamo deciso comunque di lasciarla andare da sola,

perchè ci siamo resi conto che per lei era molto importante.

Si è trovata molto bene con i compagni di scuola con cui è riuscita subito ad instaurare dei legami di amicizia molto profondi,

che perdurano tutt’ora anche se sono lontani.

Qui a casa Margherita, anche se i suoi problemi fisici sono risolti e quelli psicologici sono sotto controllo,

continua a faticare a crearsi dei rapporti di amicizia  e dei legami duraturi con coetanei di entrambi i sessi.

Fatica ad integrarsi nei gruppi e anche se adesso ha 17 anni, non ha un gruppo di amici con cui uscire e,

oltre ad andare a scuola regolarmente, sta quasi sempre a casa da sola e questo, ultimamente, le pesa moltissimo.

Questo è uno dei motivi per cui abbiamo deciso di mandarla a trascorrere un anno di studio a Dublino.

Abbiamo valutato con i medici che l’hanno seguita in questi anni che questo cambiamento per lei potrebbe essere molto utile

alla fine del suo percorso terapeutico per “consolidare” il suo stato di benessere

in un luogo che lei ama e di cui ha solo ricordi felici e sereni.

Pensiamo che il fatto di trovarsi lontana dai luoghi e dalle persone che l’hanno fatta soffrire possa essere salutare e possa trarne benefici

duraturi anche al suo rientro a casa.

Come genitori abbiamo perciò deciso di rimandarla nel luogo dove in passato si è trovata bene,

dove ha dei legami, delle amicizie  e dove sarà ospitata dalla stessa famiglia degli anni precedenti.

Margherita non vede l’ora di partire…

Siamo consapevoli che sarà un’esperienza molto impegnativa, non esente da rischi,

ma essendo lei a desiderare così tanto di potersi allontanare per un periodo,

pensiamo che sarà in grado di gestire al meglio le difficoltà che si presenteranno.

In caso contrario, abbiamo lasciato aperte tutte le possibilità e, se dovessero sorgere grossi problemi,

Margherita potrà in qualsiasi momento tornare a casa e riprendere la scuola qui

In questo anno scolastico quasi al termine, ha avuto una nuova insegnante di Scienze Umane ,

giovane con cui si è trovata subito in empatia.

Abbiamo poi scoperto che questa professoressa è anche lei un’ipersensibile e come nostra figlia

E’ la prima persona che Margherita riconosce come sua “simile”.

La professoressa è stata la prima, assieme ad all’insegnante di Educazione Fisica

che ha seguito la ragazza durante i tirocini nelle scuole,

a dirci che nostra figlia ha delle caratteristiche molto rare,

che è molto più matura dei coetanei ed è in grado di utilizzare e manipolare le cose che studia,

mi hanno detto che non studia le materie che le piacciono (quelle umanistiche),

ma che ci si tuffa dentro per renderle sue…

Come rendimento in tutti questi anni di scuola è sempre stata molto altalenante,

dipende soprattutto dall’ insegnante, se sa cogliere la sua particolarità espressiva,

alcuni la definiscono geniale, altri la definiscono farneticazioni, la prendono in giro e la umiliano davanti alla classe.

Per questo motivo spesso riduce il suo livello espressivo per essere come o al di sotto degli altri…questo crea  a tutti meno problemi…

Morale della favola Margherita continua ad essere sempre “triste e sola”,

finge tutti i giorni di star bene con i compagni, di essere interessata ai loro discorsi,

di essere contenta degli insegnanti, arriva a casa stravolta e dorme tutto il pomeriggio.

L’unico ragazzo con cui ha avuto una relazione, breve, ma molto intensa e serena, è stato un ragazzo conosciuto in Irlanda,

12 anni più vecchio di lei,

con cui ha avuto una storia molto appagante anche dal punto di vista intellettuale

e né lui né i suoi amici hanno capito che Margherita aveva solo 16 anni…

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