Margherita, finalmente il lieto fine

Alla fine io e mio marito abbiamo deciso di far valutare Margherita

che è risultata avere un altissimo potenziale intellettivo per quanto riguarda l’ambito linguistico, sia orale che scritto .

Un altissimo potenziale per le materie umanistiche e per tutto ciò che è artistico, disegno, musica, danza.

E’ viceversa poco portata al ragionamento matematico.

Dimostra estrema facilità nell’apprendimento delle lingue straniere.

Margherita ha un’empatia sviluppatissima e riesce a “sentire” gli stati d’animo delle persone che la circondano, e anche coglierne i vissuti.

Nella  valutazione è  emerso che la ragazza è in grado di disegnare con tutte e due le mani contemporaneamente soggetti diversi.

Margherita ha trascorso l’anno scolastico appena terminato in un college irlandese,

dove a fine maggio ha svolto l’esame di Maturità.

Perciò, se riusciamo a far convalidare il suo esame estero

(in Italia un diploma estero non è a tutti gli effetti valido, ma bisogna seguire tutto un lungo iter burocratico ed un esame integrativo),

quest’autunno potrà accedere direttamente all’università con un anno d’anticipo.

Margherita a Dublino è stata molto bene,

è riuscita a costruirsi delle buone amicizie al di fuori della scuola e ad instaurare dei rapporti sereni con le compagne di classe.

Dagli insegnanti è stata ben accolta ed apprezzata.

Finalmente è riuscita a vivere come una ragazza normale di 25 anni, anche se lei ne ha solo 18!

Durante questo anno all’estero è riuscita a farsi ammettere al corso di musica,

la scuola che  ha frequentato è molto rinomata per questo corso e vi possono accedere solo studenti che praticano già da anni questa materia o che sono iscritti al conservatorio.

Il programma del quinto anno è improntato sullo studio della composizione dei brani di musica classica.

Lei ha scoperto che, pur non avendo nessuna base di musica,

non ha mai studiato questa materia né uno strumento,

“sente” le note di un brano di musica classica e riesce a trascriverle sul pentagramma,

così come riesce ad individuare gli strumenti che man mano si avvicendano nell’orchestra.

Se le si chiede come fa dice che non ne ha idea, che lo “sente” e basta!

Credo che questa capacità, in termine tecnico, venga definita “orecchio assoluto”.

A metà ottobre, dopo solo un mese di corso,

tutta la scuola ha partecipato ad un concorso dove l’estrema  difficoltà del compito consisteva proprio nel trascrivere le note dei brani ascoltati e dei vari strumenti.

Margherita, assieme ad un’altra compagna italiana che frequenta il conservatorio da anni,

è stata selezionata ed ha “vinto” due lezioni di musica

al “Trinity College” di Dublino .

Per lei entrare nella migliore università irlandese come studentessa è stata una grandissima emozione!!

Per la ragazza il riconoscimento della sua “particolarità” è stato l’inizio di una nuova vita.

Quando stavamo tornando in treno dopo aver fatto i test valutativi mi ha detto:

” Ho 17 anni, ma io oggi sono rinata, finalmente ho trovato il mio posto nel mondo!!!”

Io e  Margherita vorremmo intensamente che quello che le è successo,

con quello che ha comportato per lei e tutti noi,

la sua sofferenza e la sua rinascita,

possa in qualche modo servire agli insegnanti a capire che esiste la plusdotazione,

che anche in Italia è necessario che si inizi a parlarne e poco per volta docenti,

pediatri, psicologi e psichiatri imparino a riconoscerla affinché questi ragazzi e bambini possano entrare a tutti gli effetti in una scuola inclusiva,

che dia ad ognuno di loro quello di cui hanno bisogno.

Una delle sue insegnanti delle elementari ,

naturalmente non quella con cui ha litigato per anni,

dopo che le ho parlato della plusdotazione,

si è resa conto di avere in classe un bambino   con queste caratteristiche, adesso è in via di valutazione.

La professoressa che ha aiutato molto Margherita al Liceo,

dopo che le ho passato documentazione e libri sull’argomento si è resa conto di aver avuto altri piccoli studenti con queste caratteristiche

( ha lavorato per anni nella scuola materna)

e sta cercando di ricontattarli per capire come stanno affrontando la loro vita e la scuola,

per capire se è il caso di informarli della possibilità che siano APC ed eventualmente indirizzarli verso una valutazione.

Sarà poco, ma se anche un solo bambino/ragazzo venisse riconosciuto APC

grazie alla divulgazione della “storia” di Margherita

vorrà dire che tutto quello che è accaduto almeno è servito a qualcosa e lei ritiene questo molto importante.

Scrivere qualcosa dopo questa storia così potente è davvero difficile, tanta sofferenza, tanto dolore

tante persone che giudicano, che non capiscono che si credono migliori,

che si permettono di giudicare a far soffrire una persona solo perchè diversa.

Ogni volta che leggo le vostre storie e guardo i miei figli mi chiedo quanto i nostri ragazzi dovranno soffrire,

anche Ale quest’anno ha avuto problemi psicosomatici ma purtroppo noi in ospedale non abbiamo trovato medici competenti

che hanno provato a capire ma hanno solo giudicato,

il loro comportamento ci ha fatto scappare a gambe levate da chi ci conosce e per un periodo ci siamo nuovamente chiusi a riccio.

Io, come Margherita e Sandra, spero che queste storie possano aprire le menti, possano avvicinare le persone a questo mondo

possano far cessare queste dinamiche devastanti.

Abbiamo anche noi una grande responsabilità, quella di parlare dei nostri figli, di condividere le loro storie,

per far conoscere anche la nostra realtà.

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