una mail dell’8 giugno 2012

Oggi, riordinando un po’ di carte per cercare un documento che il marito non trovava più, mi è capitata in mano una mail,

non mi ricordavo di averla stampata e di averla conservata e, per un attimo, il mondo si è fermato e la memoria è tornata a quel giorno,

era passato poco più di un mese dalla restituzione dalla Wisc che avevamo fatto perchè convinti che Ale fosse dislessico

e quei numeri così alti ci avevano posto parecchie domande che la psicologa a cui ci eravamo rivolti non sapeva rispondere

e allora mi ricordo che ogni giorno cercavo sul web notizie,

articoli ma soprattutto uno specialista che potesse ascoltarci,

che potesse parlare con Ale e darci le risposte che stavamo cercando.

Mi ricordo che non sapevo neanche dell’esistenza della parola plusdotato,

cercavo in Google ” bambino con un Q.I sopra la media” non sapevo che esistesse una definizione,

un nome per identificare questo mondo.

E dopo tanto cercare, finalmente il web mi aveva dato un nome ed ero riuscita a contattarla.

Dopo qualche giorno mi arriva la sua mail di risposta con il suo numero di telefono per poterle parlare direttamente

e capire se Ale fosse plusdotato.

Mi ricordo ancora quei momenti,

le domande,

i dubbi,

il bisogno di avere un punto di riferimento che ci guidasse in questo mondo sconosciuto,

e il desiderio di confrontarci con altri genitori per sentirsi accolti,

ascoltati,

consigliati,

facenti parte di un gruppo.

E dietro quella mail ho trovato anche una descrizione di Ale,

una descrizione frettolosa che metteva in luce con pochissime parole il suo essere,

il suo sentire,

i suoi comportamenti,

ammetto che li avevo dimenticati,

avevo dimenticato quanto era stato difficile l’inizio,

quanto per noi, persone schive e riservate fosse stato difficile aprirci con una specialista che non conoscevamo,

quanto era stato difficile trovare le parole giuste per parlare con gli insegnanti,

anche se ammetto che non penso di aver mai capito come si faccia a parlare con loro,

non ho mai ottenuto grandi risultati.

Ale aveva da poco compiuto 7 anni e dalla descrizione che avevo riferito alla specialista era un gran mammone,

si comportava come un bambino più piccolo,

non riusciva a gestire più comandi alla volta,

se gli dicevamo: ” Ale vai a lavarti i denti, metterti il pigiama e poi vai nel letto”

lui entrava in panico, a volte urlava e piangeva perchè andava completamente in tilt,

solo dopo abbiamo scoperto che questo tratto era riconducibile alla sua disprassia e alla gestione della memoria di lavoro.

Ale non aveva un gioco preferito, non l’ha mai avuto e non sapeva giocare e intrattenersi da solo,

le sue insegnanti avvisate della sua noia in classe avevano risposto alla nostra richiesta con una bella nota perchè disturbava,

insomma avevamo già toccato con mano quanto sarebbe stato difficile coinvolgere la scuola e trovare insegnanti motivati.

Ed oggi quella mail mi ha fatto tornare indietro nel tempo,

agli inizi di un percorso che mai avrei immaginato,

un percorso fatto da Ale in prima persona ma che ha stravolto completamente la nostra vita,

la nostra famiglia,

il nostro modo di affrontare il mondo e di vederlo,

la nostra sensibilità,

i nostri progetti.

E solo adesso,

guardandomi indietro,

vedo la forza che Ale ha dato a noi,

la forza di cambiare,

la forza di porci sempre domande,

il riconoscerci nei suoi atteggiamenti,

il sentirsi finalmente liberi di essere noi stessi,

la forza di lasciar andare la maschera che per tanto tempo ed inconsciamente avevamo usato

e di ritrovarci a nostro agio in un mondo che fino a poco tempo prima non conoscevamo assolutamente.

 

 

 

 

 

2 Commenti

  1. Giò

    Grazie, volevo solo scriverti questo.
    Che sottintende altro ma non trovo parole per descriverlo.
    Una mamma

    Risposta
    1. Chiara Gifted (Autore Post)

      Giò, se hai voglia o bisogno di parlare poi inviarmi un messaggio messenger collegato alla mia pagina fb oppure una mail a mammaplusdotata@gmail.com

      Risposta

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