Valutazione un punto di partenza o di arrivo?

Come tutti sapete Ale è stato valutato a 7 anni, dopo che le insegnanti avevano avanzato il dubbio della dislessia;

come per molti di voi la valutazione non è stata immediata ma abbiamo girato un pochino prima di dare un nome al suo “mondo”.

Mi ricordo ancora quando, finalmente dopo tanto vagare e dopo alcuni mesi di attesa,

ci venne consegnata la valutazione,

pensavamo che con quella in mano tutto si sarebbe sistemato, le insegnanti avrebbero capito e lui sarebbe stato riconosciuto.

Nella valutazione erano presenti i riferimenti degli esperti ed era scritto chiaramente che erano disponibili ad un colloquio

per poter chiarire ogni dubbio ma nulla è mai stato fatto,

abbiamo sempre trovato insegnanti spaventati,

poco propensi ad ascoltare gli esperti e che continuavano ad affermare che lui doveva adattarsi,

doveva rallentare,

non poteva dire quello che sapeva perchè era sbagliato.

Ancora oggi, nonostante lui abbia un pdp per la disgrafia, nulla è stato predisposto per la plusdotazione,

le richieste sono state tutte rispedite al mittente e ormai abbiamo rinunciato a chiedere.

La valutazione, per noi, è solo un punto di partenza che non sempre è riconosciuto e rispettato.

In Italia non c’è una legge, una normativa, non c’è nulla e gli insegnanti non sanno come comportarsi davanti a questi ragazzi,

ci sono docenti che si mettono in gioco e che si relazionano con le associazioni ma purtroppo sono mosche bianche,

non bastano.

Il resto lo vivono sulla pelle i nostri ragazzi ogni giorno, si sentono etichettati,

sbagliati,

diversi,

senza la possibilità di essere se stessi,

e adesso che Ale è in terza media capisco quanto questo sia dannatamente sbagliato.

2 Commenti

  1. Cristina

    Io ho scoperto della plus dotazione di mio figlio solo sei mesi fa. e Edo ora ha 13 anni… ci sono voluti 6 mesi per arrivare a una conclusione. Perché la prima parte della valutazione è stata fatta a scuola e gli insegnanti non credevano assolutamente in lui.
    A settembre abbiamo cambiato scuola. I nuovi insegnanti sono aperti e disponibili ma Edo ora ha “disinvestito” e loro, non solo hanno difficoltà a capire cos’è la plus dotazione, hanno anche molta difficoltà a vederla in un ragazzo che non crede più nelle sue stesse capacità…

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  2. Mirella

    Io l’ho scoperto l’anno scorso a maggio, alla fine della prima media. Alcuni insegnanti cercano di venirgli incontro, ma non sanno come muoversi e di corsi di formazione non se ne parla. Pdp non messo in pratica e la lotta giornaliera diventa sapere che compiti deve fare. Lui spesso ne scrive la metà e il registro elettronico serve solo x i voti. E poi quelle insegnanti che insistono: deve imparare ad aspettare gli altri 😡 e la frustrazione cresce…

    Risposta

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