Risoluzione e Legge facciamo chiarezza una volta per tutte.

Nell’ultimo periodo ho notato che è stata presentata un’altra risoluzione e ho cercato di capire il perché visto che esisteva già un percorso preciso.

Chi mi conosce lo sa,

cerco sempre di arrivare alla fonte,

di chiedere alle persone effettivamente coinvolte,

di portare in superficie la verità

e anche questa volta,

anzi soprattutto questa volta, non potevo assolutamente tirarmi indietro,

così ho pensato di raggiungere l’avvocato Ermelinda Maulucci per chiedere direttamente a lei cosa sta effettivamente succedendo.

Ma facciamo un passo indietro,

per chi non lo sapesse l’avvocato Maulucci è l’unica persona che ha presentato una petizione al Parlamento Europeo per obbligare l’Italia a farsi carico dei nostri ragazzi,

grazie a questa mozione l’avvocato Maulucci è stata contattata dai parlamentari e insieme hanno iniziato una collaborazione che li ha portati a depositare una risoluzione 

e dopo cosa è successo?

Ammetto di sapere esattamente cosa sia successo ma ho pensato di chiedere direttamente a lei perché è arrivato il momento di far chiarezza,

di mettere le carte in tavola e di riconoscere a chi ha lavorato senza sosta in questi ultimi mesi i risultati che merita

L’avvocato Maulucci  ha sempre lavorato in silenzio condividendo solo con pochissime persone fidate il suo percorso per tutelare al massimo i nostri ragazzi,

non ha mai fatto proclami e anche ottenere questa intervista,

nonostante la nostra amicizia e la nostra collaborazione,

non è stato affatto facile.

Ma arriviamo al dunque

Avvocato Maulucci ci puoi raccontare cosa è successo dopo la pubblicazione della risoluzione?

Dopo la risoluzione n. 7/01418 del 12/12/17, a firma degli On. Baldelli, Palmieri e Crimi,

ovvero la prima risoluzione in cui si è parlato di alto potenziale cognitivo in Italia, il lavoro è proseguito.

So che c’è una legge già scritta pronta per essere approvata, ci puoi dare qualche informazione in più?

Esattamente, c’ è un progetto di legge già pronto che deve essere presentato alla Camera dei Deputati.

Se ne sta occupando L’On. Pierantonio Zanettin,

con il quale sto collaborando e che si è dimostrato da subito molto disponibile e competente.

Voglio evidenziare che si tratta di un notevole passo in avanti rispetto alla risoluzione.

Mentre infatti le risoluzioni rappresentano dei meri solleciti – non vincolanti – indirizzati al Governo,

se venisse approvato il disegno di legge avremmo un atto normativo immediatamente prescrittivo, il primo in Italia sul tema.

Quando ti è venuta in mente l’idea di scrivere una legge?

Nel 2015 ho conosciuto la dott.ssa Federica Mormando, Presidente di Eurotalent Italia e di Human Ingenium,

la quale mi ha fatto conoscere la plusdotazione.

Visto che sono un avvocato, ho effettuato delle ricerche per capire se in Italia vi fosse una disciplina legislativa diretta a sostenere e a tutelare i bambini apc.

Ho dovuto purtroppo constatare che non vi era nessuna norma a riguardo,

a differenza di quanto accade nella maggior parte degli Stati d’Europa (e di molti altri Paesi).

Inizialmente ho ritenuto di depositare una petizione al Parlamento Europeo per chiedere un provvedimento da parte delle Istituzioni Europee che invitasse gli Stati membri, e in particolare l’Italia,

a disciplinare i diritti degli studenti plusdotati.

Nel giugno 2016 ho quindi depositato la petizione con il sostegno della dott.ssa Mormando.

Qualche mese più tardi il Parlamento Europeo ha emesso il provvedimento richiesto invitando tutti gli Stati Membri, e quindi anche l’Italia,

a tutelare i bisogni degli studenti plusdotati.

Da qui pensare ad un progetto di legge che potesse dare attuazione all’ invito del Parlamento Europeo è stato il passo logico e naturale.

Ci puoi spiegare che fonti hai usato, a chi ti sei ispirata?

Nel frattempo è cresciuto il mio interesse per la materia.

Mi sono quindi iscritta all’Università Irvine della California ed ho conseguito un master in “Specialized Studies Program in Gifted and Talented Education” ovvero un master sull’istruzione specifica degli studenti plusdotati.

Ho potuto così comprendere quale fosse il percorso di riconoscimento e di formazione didattica per i bambini apc in California e, più in generale, in molti stati degli USA.

Ho poi ricercato e studiato le leggi che regolano la plusdotazione negli Stati Uniti e nei principali Stati europei.

Solo a quel punto ho iniziato a lavorare, con il contributo scientifico della dott.ssa Mormando (la prima in Italia ad essersi occupata di plusdotazione e tra le maggiori esperte in questo campo), alla stesura della prima bozza del progetto di legge.

Ci puoi spiegare come funziona l’iter per l’approvazione della legge?

Il progetto di legge, come dicevo, dovrà essere presentato alla Camera dei Deputati,

la quale potrebbe apportare alcune modifiche, per poi passare all’approvazione dello stesso.

Se verrà approvato, il progetto verrà trasmesso al Senato e qui potrebbe essere approvato tout court oppure potrebbe subire ulteriori modifiche. In questo secondo caso dovrà ritornare alla Camera.

E’ infatti necessario che entrambe le Camere approvino il medesimo testo. In Italia vige, infatti, il c.d. Bicameralismo perfetto.

Il progetto di legge al quale hai lavorato cosa prevede?

Il progetto di legge, nella versione a cui abbiamo lavorato insieme all’On. Zanettin,

è diretto a riconoscere in modo precoce gli studenti apc e a tutelarli in termini di diritto alle pari opportunità,

sviluppo delle potenzialità,

soddisfazione dei bisogni relazionali ed emozionali,

adozione di percorsi speciali,

formazione degli insegnanti,

collaborazione scuola-famiglia-specialisti.

Sono stati affrontati anche i temi della formazione del referente scolastico per l’alto potenziale e degli insegnanti;

della previsione di esami curriculari per gli studenti universitari

e delle scuole di specializzazione per medici;

del salto di classe;

della predisposizione di misure didattiche specifiche individuate nei piani didattici personalizzati (PDP),

nei quali si terrà conto anche dei bisogni emozionali e relazionali;

della tutela degli studenti con doppia eccezionalità (2E).

Si deve mirare ad evitare e/o quantomeno a ridurre le situazioni di sotto rendimento e i casi di abbandono scolastico.

Ovviamente questa è la base sulla quale abbiamo cercato di lavorare.

Poi tutto è migliorabile.

Nel corso dell’approvazione della legge, in sede parlamentare, come dicevo, ci potranno essere delle modifiche o delle integrazioni.

Nel testo della terza risoluzione  n. 7/00169 del 1/2/2019 ho letto due parametri che personalmente non mi trovano d’accordo,

si fa riferimento ad un QI 120 e alla normativa BES.

Nel mio piccolo penso che far rientrare i nostri figli nei BES sia un contentino che poteva andare bene fino a quando non esisteva una legge chiara

ma adesso che questo passo è a portata di mano dobbiamo assolutamente staccarci da vecchie normative

e pretendere a gran voce una normativa ad hoc per i nostri ragazzi con delle direttive chiare,

dei percorsi precisi e degli aiuti concreti, tu cosa ne pensi?

A mio avviso è necessario introdurre una normativa specifica per gli studenti apc,

senza includerli nelle norme previste per i bambini con bisogni educativi speciali (BES).

Come è noto, infatti, i BES sono nati per bisogni diversi, per giovani che presentano alcune difficoltà.

Gli studenti apc invece sono caratterizzati da un’elevata intelligenza,

e quindi una capacità di acquisire ed elaborare nozioni e concetti assai più rapida e di molto superiore rispetto a quella dei loro pari.

Inoltre, includere i ragazzi apc nella normativa BES precluderebbe agli stessi di poter effettuare ulteriori salti di classe.

Ma soprattutto, senza una legge ad hoc per gli studenti plusdotati,

non si potrebbe garantire una adeguata tutela per i ragazzi doppiamente eccezionali (2E),

ovvero per gli studenti che oltre ad essere apc presentano una ulteriore particolarità (DSA, ADHD, sindrome di Asperger…)

e che rappresentano (secondo gli ultimi studi americani) circa il 14% degli alunni plusdotati.

Questo è il mio punto di vista.

Altro mio enorme dubbio è il QI a 120,

chi è in questo mondo lo sa,

si parla di plusdotazione con un QI uguale o superiore a 130 ed è giusto e sacrosanto rispettarlo,

stiamo approdando ad una legge ed è doveroso rispettare fino in fondo le direttive e la letteratura internazionale a riguardo,

tu cosa ne pensi di questa precisazione?

Premesso che non sono psichiatra nè psicologa,

posso solo confermare che nella letteratura internazionale di cui mi sono occupata nei miei studi non vi è nessuna distinzione tra alto potenziale cognitivo e plusdotazione.

Per esempio nei paesi anglosassoni si usa la definizione “gifted”. La dott.ssa Mormando mi riferisce che nella curva di gauss utilizzata nel test Wisc IV (ovvero il test più usato al mondo per la misurazione del QI in bambini e ragazzi) viene considerata un’intelligenza “molto alta” quella dal 130 in poi.

Perchè nella tua  risoluzione (7/01418 del 12/12/17)  e nel progetto di legge al quale stai lavorando la normativa BES e l’indicazione del QI non sono stati menzionati?

In tutte le leggi degli Stati americani e nella quasi totalità delle norme dei Paesi europei che ho analizzato non viene indicato il QI.

D’altra parte la valutazione di plusdotazione spetta solamente agli esperti di apc, ovvero a psichiatri, neuropsichiatri infantili e psicologi.

Saranno loro ad accertare la plusdotazione.

E dunque, inserire tale indicazione “numerica” all’ interno di un disposto normativo che riguarda la tutela dei bambini plusdotati in ambito scolastico non ha, secondo la mia opinione, alcuna utilità.

Per quanto riguarda poi la normativa BES la considerazione è analoga: nelle leggi europee ed extraeuropee che ho analizzato, plusdotazione e BES non vengono mai accomunati e inseriti all’interno della stessa legge.

Si tratta infatti, come già detto, di fattispecie ben distinte che, a mio avviso, non possono e non devono essere accomunate.

Ti ringrazio per tutto quello che hai fatto e stai facendo per i nostri ragazzi, finalmente qualcosa di concreto sta accadendo.

Grazie a te per il tuo appoggio e per avermi sempre incoraggiata e sostenuta, con preziosi suggerimenti, in questo percorso lungo e faticoso.

Vorrei ringraziare anche la dott.ssa Mormando che mi ha sempre dato fiducia e supportata con le sue conoscenze scientifiche,

l’On. Zanettin che tanto si sta prodigando per aiutare i ragazzi plusdotati,

nonchè il mio amico, Alessandro Moscatelli, che mi ha sostenuta e ascoltata pazientemente.

 

 

 

1 Commento

  1. federica mormando

    Grazie a Mammasuperdotata e all’avv. Maulucci. Ribadisco che il limite della superdotazione è quanto a Q.I. 130 e NON 120. Ovviamente vi sono sfumature che solo chi sa ben interoretare i test può cogliere, come ad esempio l’iperdotazione di settore. Ma queste “finezze” saranno da specificare soltanto dopo l’approvazione di una legge apposita, che NON includa fra i BES gli allievi ad alto e altissimo potenziale intellettivo.

    Risposta

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