Intervista all’On. Zanettin

Venerdì 22 febbraio avevo condiviso con voi la favolosa notizia relativa al deposito del progetto di legge presso la Camera dei Deputati,

Grazie all’On. Zanettin, con la collaborazione della Dott.ssa Mormando e dell’avv. Maulucci finalmente il mondo della plusdotazione sta scrivendo le prime grandi pagine della legislazione italiana.

E grazie all’avv. Maulucci ho avuto l’onore di poter intervistare l’On. Zanettin che non smetterò mai di ringraziare e che è stato davvero molto disponibile e gentile.

Onorevole, vorrei che chi legge potesse conoscerLa meglio, può raccontarmi qualcosa della sua carriera politica?

Da quanto tempo è parlamentare?

Di cosa si sta occupando?

Faccio politica dagli anni del liceo.

Di professione sono Avvocato e sono titolare di uno studio a Vicenza.

Ormai sono alla quarta legislatura come parlamentare, si potrebbe dire che sono un veterano.

A Montecitorio sono entrato per la prima volta nel 2001  e mi sono sempre occupato di tematiche Costituzionali e del settore della Giustizia.

Tra il 2014 ed il 2018 sono stato anche componente laico del Consiglio Superiore della Magistratura.

Ci può spiegare le motivazioni che l’hanno portata ad interessarsi al mondo della plusdotazione e volersi impegnare presentando un progetto di legge?

Sono stato sensibilizzato al tema da alcuni colleghi ed amici, avvocati, che mi hanno spiegato le difficoltà che questi bambini  oggi incontrano nella nostre scuole pubbliche.

In generale ritengo che le Istituzioni debbano pensare a valorizzare i talenti, e non a discriminarli, nella logica dell’egualitarismo.

Ritengo inaccettabile che i bambini con più alto quoziente intellettivo siano talvolta  costretti  a trasmigrare dalla scuola pubblica a quella privata, perché la loro condizione non viene a sufficienza compresa.

A suo parere perché il nostro paese dovrebbe adeguarsi a quanto richiesto dall’ Europa?

La proposta di legge si è ispirata a quanto previsto in leggi di altri stati?

Il nostro paese purtroppo, in tanti campi, sta regredendo rispetto all’Europa, ed agli altri paesi avanzati, e non mi riferisco solo  al settore dell’istruzione.

A fronte di chi rifiuta il confronto, io resto invece convinto che non dobbiamo avere il timore di importare le buone prassi e le normative più avanzate,  vigenti  nei sistemi scolastici dei paesi, nostri competitori sui mercati globali.

I nostri figli, per eccellere nel mondo del lavoro del domani, dovranno necessariamente  confrontarsi con i loro coetanei formati da  questi diversi sistemi educativi.

E’ quello che ho tentato di fare con questa Proposta di Legge, che parte da uno studio comparatistico,

delle norme vigenti in altri paesi (tra i quali ad esempio Regno Unito e alcuni Stati Americani) adattandole ovviamente alla realtà italiana.

I genitori che seguono il mio blog non hanno chiaro cosa differenzi le risoluzioni presentate fra il 2017 e il 2018 e l’attuale progetto di legge depositato presso la Camera dei Deputati il giorno 19/02/19.

Può spiegarcelo in parole semplici?

La proposta di legge da me depositata è in linea con la risoluzione parlamentare nr. 7/01418 del 12 dicembre 2017 firmata dagli Onorevoli Colleghi Baldelli, Palmieri e Crimi.

Entrambi gli atti infatti mirano ad ottenere una legge specifica a tutela del diritto all’inclusione scolastica degli alunni plusdotati.

La differenza tra le risoluzioni parlamentari e il disegno di legge è che, mentre le prime rappresentano delle richieste, rivolte al Governo,

ad impegnarsi a valutare interventi a favore degli studenti plusdotati, la proposta di legge  viene depositata,

per essere discussa, prima in Commissione e poi  in aula alla Camera dei Deputati, e costituisce un atto che,

una volta discusso e approvato da entrambi i rami del Parlamento, entrerà in vigore e rappresenterà una norma prescrittiva.

Questa proposta di legge a chi si rivolge?

Con quali intenzioni è stata scritta?

Quali finalità ha?

Il tema della plusdotazione, nonostante riguardi un numero considerevole di bambini,

non è mai stato introdotto nel nostro ordinamento scolastico, credo soprattutto per qualche pregiudizio, anche di natura ideologica.

Forse è giunto davvero il momento di farlo uscire dalla cerchia delle famiglie strettamente interessate e di farlo emergere anche nel confronto pubblico.

Perdere per strada queste capacità e questi talenti credo impoverisca il paese e il nostro futuro.

Una domanda che tutte la famiglie vorrebbero farle adesso che il progetto di legge è depositato è

“Cosa possiamo fare concretamente per supportarLa nel suo impegno?”

Il tema è assai delicato, e quasi sconosciuto al dibattito parlamentare.

Credo che le famiglie interessate debbano iniziare un confronto pubblico, che può partire dal suo blog, ma deve passare anche, in generale,  attraverso i media.

Vanno sensibilizzati dirigenti scolastici, insegnanti, psicologi, associazioni che operano nell’universo della scuola, evitando accuratamente che la questione venga politicizzata.

Il tema non è, né di destra, né di sinistra e non dovrà  essere strumentalizzato da nessuno, riguardando bambini ed adolescenti con le relative famiglie.

C’è un messaggio che vorrebbe lanciare alle famiglie con bambini plusdotati e a tutti coloro che a qualche titolo si occupano di plusdotazione?

Il deposito della Proposta di legge in Parlamento è solo un primo  piccolissimo passo.

La strada da percorrere sarà certamente lunga e non priva di ostacoli.

Per arrivare al risultato, che tutti auspichiamo, c’è davvero bisogno del vostro fattivo contributo.

 Onorevole so che ha lavorato a stretto contatto con l’avv. Maulucci e la dott.ssa Mormando,

ritiene utile anche l’appoggio della altre associazioni?”

Quando si aprirà il dibattito in commissione sarà necessario coinvolgere tutte le associazioni che si occupano della questione.

Probabilmente saranno anche audite nella settima  Commissione della Camera dei Deputati, che si occupa appunto di Cultura, Scienza e Istruzione.

Per questo Vi invito ad allargare fin da ora il dibattito in merito alla plusdotazione degli alunni nella società civile e nei  media.

Ringrazio l’On. Zanettin per la sua disponibilità e per aver spostato la nostra causa,

adesso tocca a noi famiglie far sentire la nostra voce, uscire allo scoperto e far conoscere questo mondo,

abbiamo la possibilità di fare la differenza di poter accelerare l’iter legislativo e di poter raccontare ai nostri figli che abbiamo lottato con loro e per loro perchè anche in Italia i loro diritti siano finalmente riconosciuti.

 

 

 

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