L’asperger è uno stigma?

E’ da un po’ che volevo scrivere questo post ma poi, come sempre, la vita mi travolge e lascio sedimentare i pensieri fino a quando non vogliono uscire così, di getto.

Come tutti sapete a Luglio Ale è stato valutato Asperger e per noi è iniziato un nuovo periodo,

un periodo pieno di domande, di dubbi,

di ricerca e di accettazione,

ma anche un periodo in cui ho dovuto parare parecchi colpi che non avevo preso in considerazione.

Alcuni genitori di ragazzi plusdotati mi hanno contattata e hanno cercato di farmi cambiare idea,

hanno condiviso articoli e si sono permessi di esprimere pareri non richiesti.

Ammetto che all’inizio mi sono arrabbiata parecchio,

perché quei genitori si permettevano di intromettersi su una nostra scelta?

perché osavano andare oltre e puntare il dito pensando di conoscere la nostra storia solo dalle poche righe che scrivo su questa pagina?

Ma, una volta passata la rabbia, ho capito che la parola Asperger fa paura;

ho capito che molto probabilmente quei genitori che mi hanno scritto hanno visto alcuni tratti comuni

tra Ale e i loro figli e si sono spaventati

perchè, come sempre, la non conoscenza ci porta a puntare il dito e a ghettizzare.

A quei genitori che si sono permessi di esprimere pareri non richiesti dico solo che

tutti i plusdotati hanno tratti asperger ma,

solo un bravo professionista riesce a capire quando questi tratti sono fisiologici e

quando invece rientrano nello spettro.

Per arrivare a questa valutazione ci abbiamo messo 7 anni,

la prima valutazione di plusdotazione l’abbiamo avuta quando Ale aveva 7 anni

e da li è iniziato il nostro viaggio, attraversando tutta la penisola per capire come funzionava nostro figlio

perchè, ogni volta che scoprivamo un pezzo e lo accettavamo, ne usciva un altro a scombussolare tutto,

sono passati 7 anni,

7 anni di dubbi,

7 anni di richieste,

7 anni di sofferenza,

7 anni di ricerche

e adesso quello che conta è che lui, dopo la valutazione,

ha acquistato una consapevolezza importante,

ha capito come funziona, riesce a capire meglio come funzionano gli altri,

ha iniziato ad esporsi nelle relazioni sociali e ha fatto delle amicizie,

sta iniziando a capire i suoi punti di forza e i suoi punti deboli e li sta accettando.

Tra pochi mesi compirà 15 anni e finalmente lo vediamo sereno, tranquillo;

perché sapete, voi potete pensare quello che volete e aver paura della parola Asperger

ma noi la amiamo perché finalmente ci ha restituito nostro figlio,

perché l’ha aiutato a trovare la sua tribù,

perché lui finalmente non si sente sbagliato

e questo è l’importante.

Voi continuate ad avere paura e a scappare,

noi invece abbiamo avuto il coraggio di fare il salto e la nuova tribù che ci ha accolto è fantastica.

 

 

2 Commenti

  1. Taioli luciano

    Buongiorno, il tuo discorso non fa una piega, aggiungerei anche che inquadrare il “problema” è l’inizio della soluzione,sapere con cosa si ha che fare può fare la differenza per i nostri figli, tra vivere una vita tribolata sentendosi inadeguati e vivere una vita serena o perlomeno relativamente serena

    Risposta
    1. Chiara Gifted (Autore Post)

      Assolutamente

      Risposta

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