Carissimi Professori

Carissimi professori,

come ben sapete è dal 24 di febbraio che la scuola è chiusa e che i miei figli,

come tantissimi altri alunni, sono chiusi in casa e seguono la DAD,

in questo periodo siamo passati dai video caricati sul registro elettronico,

alle video lezioni in diretta tramite

Zoom

Meet

Skype

Classroom

Teams

Jitsi meet

sono state variate le ore di lezioni,

siamo passati da alcune ore alla settimana ad impegni giornalieri sia la mattina che il pomeriggio

e, nonostante siano passati ormai quasi due mesi, Ele non ha ancora un orario definitivo.

Avete chiesto ai ragazzi di caricare i compiti prima sul registro elettronico,

poi di inviarveli via mail,

poi avete nuovamente cambiato idea e avete chiesto di caricarli su Classroom

e infine di inviarli sul sito della scuola che carica solo 2MB ed è impossibile riuscire a caricare i compiti.

Prima preferivate le foto,

poi avete chiesto i PDF.

Inutile sottolineare che, per alcuni di voi la cognizione del tempo è un’utopia.

Lezioni che dovrebbero durare un’ora durano anche un’ora e mezza.

Io mi chiedo davvero se vi state rendendo conto che molti di noi hanno solo un pc per famiglia e bisogna incastrare le lezioni di due o più figli,

mi chiedo se vi state rendendo conto che i nostri figli, i VOSTRI ALUNNI,

non vivono solo per la scuola ma che hanno bisogno, soprattutto in questo momento,

di fare anche altro, di stare on-line con gli amici,

di fare musica a distanza,

di guardarsi un film in famiglia

o di giocare in giardino o con un gioco da tavolo per riuscire a gestire l’ansia di questo periodo.

Mi chiedo se vi rendete conto che la vita dei nostri figli non la gestite voi ma che i nostri figli, i VOSTRI ALUNNI,

vivono in una famiglia composta da altri membri e che molti genitori,

aggiungo fortunatamente, lavorano e hanno continuato a lavorare

e non possono seguire ogni vostro cambio di idea e di piattaforma.

Ma soprattutto mi chiedo se siete consapevoli che il rispetto, l’organizzazione, la coerenza non si insegnano con i sermoni ma con l’esempio,

perchè da quello che ho visto in questi giorni il rispetto verso i nostri ragazzi e le nostre famiglie è quasi inesistente e le vostre richieste

devono assolutamente essere gestite come priorità.

Vi dico una cosa,

se io sul mio posto di lavoro avessi cambiato richieste anche la metà di quelle che avete cambiato voi sarei già alla porta,

e io non lavoro con dei bambini e dei ragazzi ma con gli adulti.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.